L'ascesa di Ottaviano

Il Dopo-Cesare
Alle idi di Marzo del 44 a.C. Cesare fu assassinato dai cesaricidi con l’intento di consolidare la repubblica. Tuttavia, le lotte per il potere si fecero così accese, da determinarne in seguito la fine. Ci si trova infatti in una situazione di incertezza politica animata dalle rivolte dei filocesariani, per le quali i congiurati (Bruto e Cassio) sono costretti a rifugiarsi altrove. Su proposta di Cicerone si trovò un accordo tra i sostenitori e gli oppositori di Cesare: gli assassini rimasero impuniti conservando le loro cariche mentre i provvedimenti presi da Cesare vennero confermati.

In questa situazione di incertezza emersero le figure di Marco Antonio e Caio Ottavio. Marco Antonio che ricopriva la carica di console nel 44 a.C., si rivendicava come erede politico di Cesare, mentre Caio Ottavio si rivendicava come erede legittimo dato che era stato adottato dallo stesso Cesare come figlio nel 45 a.C.

tornato a Roma, Ottavio comincia ad aggiudicarsi l’appoggio dell’esercito e quello dei senatori in particolare di Cicerone che era ostile alle pretese di Antonio. Questo disegno politico portò Cicerone a scrivere delle orazioni contro Antonio chiamate Filippiche.

Il primo scontro si ebbe all'assegnazione del governo delle province. Antonio convinse i comizi a cedergli la Gallia Cisalpina, la quale però era già stata assegnata a Decimo Bruto che non l’avrebbe mai ceduta. Antonio assediò quindi Modena dove si trovava Bruto e a causa della sua decisione fu dichiarato nemico pubblico dal senato il quale gli scatenò contro l’esercito consolare affiancato dall'esercito di Ottavio. Nella battaglia di Modena del 43 a.C. Antonio fu sconfitto e costretto a rifugiarsi in Gallia dove poteva contare sull'appoggio di Lepido.

Ottavio, compreso che il senato voleva usarlo solo come strumento contro Antonio, convocò i comizi e si autoproclamò console. Da console revocò l’amnistia contro gli uccisori di Cesare e assunse il nome Caio Giulio Cesare Ottaviano. Intanto si accordò con Antonio per spartirsi il potere e fronteggiare le forze militari di Bruto e Cassio.

Nel 43 a.C. Antonio, Ottaviano e Lepido si riunirono nel secondo triumvirato che prevedeva una sanzione giuridica in caso di fine delle istituzioni repubblicane. L’accordo spartiva i territori dell’impero tra i triumviri consentendogli il pieno potere nei limiti della repubblica: ad Antonio toccarono la Gallia transalpina e cisalpina, a Ottaviano l’Africa e la Sicilia, a Lepido la Gallia narbonese e la spagna. L’Italia restava indivisa.

La legge assegnava i triumviri il compito di dare una nuova costituzione allo stato. Nella realtà fu usata come strumento di repressione: vennero infatti formulate liste di proscrizione attraverso le quali vennero eliminati molti anticesariani, tra cui lo stesso Cicerone. Furono inoltre eliminati molti cittadini comuni le cui ricchezze servivano per accrescere le finanze dello stato.

Nel frattempo i cesaricidi Bruto e Cassio avevano raggruppato un esercito di 19 legioni in Macedonia con l’intento di sconfiggere i triumviri. Antonio e Ottaviano presero l’iniziativa e li raggiunsero con altrettante legioni. Lo scontro decisivo avvenne a Filippi nel 42 a.C. nel quale i cesaricidi furono sconfitti e si diedero la morte. L’opposizione repubblicana era debellata.


Il conflitto con Antonio e l’affermazione di Ottaviano
Sconfitti i repubblicani e quindi venuta meno la ragione principale dell’alleanza, si riaccende il conflitto tra Antonio e Ottaviano per la conquista del potere.
Con l’accordo di Brindisi del 40 a.C. fu riformulata la spartizione dei domini romani: Antonio ebbe il controllo delle province orientali, Ottaviano di quelle occidentali, e lepido dell’Africa.

Ottaviano ritornato in Italia dovette affrontare il problema di distribuire le terre ai veterani, ciò gli procurò forti opposizioni perché ciò avvenne a danno degli italici. Molte citta furono punite per aver favorito gli oppositori e quindi trasformate in colonie. Ci furono malcontenti e scoppiarono rivolte, così Antonio decise di inviare truppe legionarie che vennero bloccate dal luogotenente Marco Agrippa a Perugia.

Antonio nel frattempo si trovava in Oriente a preparare la spedizione contro i parti che era stata nei programmi di Cesare. In realtà, il suo comportamento si rivelò alquanto discutibile: imponeva infatti pesanti imposte alle province orientali disponendo di questi territori come beni propri.
A ciò si aggiunge la vicenda amorosa con Cleopatra, regina d’Egitto, regno cliente di Roma, dalla quale ebbe tre figli a cui assegnò alcuni territori romani.

La svolta “orientale” di Antonio creò intorno ad Ottaviano un vasto consenso. La guerra non fu dichiarata esplicitamente contro Antonio, ma contro Cleopatra, utilizzando i suoi regimi dispotici come pretesto. Lo scontro decisivo si ebbe ad Azio nel 31 a.C.
Antonio e Cleopatra furono sconfitti e si uccisero. L’Egitto diventava così una provincia romana e Ottaviano controllava ormai tutto l’Impero.

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