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I Minoici

Creta è un'isola ricca di catene montuose e fertili vallate (si riteneva che qui fosse nato Zeus, sul monte Ida). Le tracce più antiche di civiltà su Creta risalgono al 6000 a.C., durante il neolitico.
Non è certa quale fosse la lingua parlata dai primi cretesi, sappiamo però che usavano tre scritture: geroglifica (o pittografica), lineare A e lineare B. ancora oggi la decifrazione della lineare A è problematica; la lineare B invece è stata tradotta e si è scoperto essere la traduzione di una sorta di dialetto greco.
L'analisi delle scritture ha permesso di individuare due popolazioni vissute su Creta: una civiltà pre-greca, detta minoica, e una civiltà greca, detta micenea che usava la lineare B.
Tre sono le fasi della civiltà cretese:
palazziale (2300 a.C – 1700 a.C)
neo-palazziale (1700 a.C – 1450 a.C)
post-palazziale (1450 a.C – 1200 a.C)

Creta divenne famosa come terra di mercanti e marinai, sviluppate le produzioni di vino e olio e anche di oggetti artigianali. Grazie alla loro talassocrazia (dominio del mare) riuscirono ad estendersi fino ad alcune regioni della Grecia, si riteneva infatti che fosse stato il re Minosse, figlio di Zeus, ad imporvi la sua supremazia.

La leggenda di Minosse è intrecciata a quella del minotauro e a quella del labirinto costruito da Dedalo e Icaro; molto probabilmente questa leggenda voleva ricordare la forza di Creta: infatti gli ateniesi erano costretti a pagare un tributo all'isola. Il palazzo di Cnosso era identificato con il labirinto.

Fase palaziale: le città di Creta non avevano mura difensive, era quindi una società pacifica che non temeva minacce dall'esterno. Le ricchezze erano investite in nuovi commerci e nella costruzione di splendidi palazzi. Il palazzo era la sede del signore locale. Importanti i palazzi di Cnosso, Feso, Mallia.
I palazzi erano la sede della vita economica e sociale; all'interno di questi c'erano grandi magazzini dove venivano accumulati i raccolti dei contadini.
La divisione del lavoro era molto precisa.
Molto importante la lavorazione della ceramica, si lavoravano metalli e pietre semipreziose.
Questa civiltà fu distrutta intorno al 1700 a.C. in maniera improvvisa, molto probabilmente la causa fu una calamità naturale.

Fase neo-palaziale: i palazzi furono ricostruiti senza fortificazioni o apparati difensivi, erano ornati con affreschi bellissimi che ritraevano anche scene di vita sociale e religiosa.

Si praticavano giochi acrobatici con i tori.

Per quanto riguarda la religione importante il culto di oggetti sacri ma anche delle grotte, si riteneva infatti che in una di esse fosse stato abbandonato Zeus; c'erano molti oggetti votivi.
Esisteva anche il culto di divinità antropomorfe come la Dea Madre e lo stesso Zeus. Il culto della Dea Madre avveniva all'aperto con danze rituali.

Anche la seconda fase della vita cretese finì improvvisamente o a causa di un cataclisma o di un'invasione nemica.

Micene: i Micenei

I micenei erano una popolazione indoeuropea, il loro nome deriva da Micene che fu una delle loro città più importanti. Erano un popolo di guerrieri e le loro città erano circondate da grandi mura di pietra.
Intorno alla metà del XV sec i micenei conquistarono Creta e si insediarono nei palazzi dell'isola.

Soppiantarono Creta nel dominio marittimo, fondarono molte colonie, punti d'approdo ed empori. La loro espansione fu così importante che viene ricordata come prima colonizzazione greca.

L'episodio più noto dell'espansione micenea fu la conquista della città di Troia da parte di una confederazione di principi micenei guidati, molto probabilmente, dal re di Micene.
Sulla collina di Troia sono state individuate nove fasi abitative, molto probabilmente l'insediamento attaccato dai micenei fu l'ottavo.

Le principali caratteristiche della civiltà micenea sono note dai documenti amministrativi del palazzo scritti in lineare B.
Sul popolo miceneo regnava un signore detto wànax, accanto a lui c'era il rappresentante di un'aristocrazia militare (lawagétas). Molto importante era la classe sacerdotale di cui facevano parte anche le donne.
Accanto al palazzo c'erano dei villaggi guidati da un capo (basiléus) e dal consiglio degli anziani (gherusìa).

Non esisteva la proprietà privata, solo il wànax, il lawagétas e i sacerdoti potevano avere degli appezzamenti di terreno.
Esisteva l'obbligo di fornire delle prestazioni al palazzo e di pagare i tributi.
La registrazione dei tributi era affidata alla classe degli scribi.

Il crollo della civiltà micenea fu improvviso e definitivo, molto probabilmente la causa fu l'invasione di popoli nemici (i dori) oltre che cambiamenti climatici (carestie).

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