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Letteratura italiana del Settecento - Sintesi



Verso la fine del XVII secolo, la letteratura, diventata ormai stravagante e artificiosa, finì per mancare di interesse, a tal punto che un gruppo di letterati decise di eliminare il cattivo gusto e l’eccessiva ricercatezza di cui era imbevuta.
Per questo motivo essi fondarono un’apposita Accademia per stabilire quali requisiti avrebbe dovuto avere la nuova poesia. La nuova poetica doveva essere caratterizza da semplicità, naturalezza e grazia. Tuttavia anche in questo si ebbero degli eccessi perché a forza di ricercare il naturale ed il leggiadro su cadde nel difetto opposto, fino a creare composizioni insulse e senza nessun valore.
Il migliore poeta di questo periodo è Pietro Metastasio autore di melodrammi, cioè di composizioni letterarie, scritte per essere messe in musica. Con l’obiettivo di riformare il melodramma, Metastasio introduce l'alternanza tra recitativi e arie; ai recitativi attribuisce la funzione narrativa, mentre alle arie quella più lirica, fissandole inoltre in corrispondenza della fine della scena o dell'uscita di scena dei personaggi che, tramite l'aria, hanno la possibilità di descrivere il proprio carattere o i propri pensieri. Il Settecento è anche il secolo della riforma del teatro perché anche la commedia aveva bisogno di essere rinnovata.
Fino ad allora, le rappresentazioni teatrali erano gestite dagli attori della Commedia dell’Arte. Veniva stabilità una traccia da seguire, chiamata “canovaccio “ su cui gli attori improvvisavano le battute al momento. Se mancavano gli attori di valore, la commedia perdeva ogni valore artistico,. Inoltre, col tempo la Commedia dell’Arte era diventata ridanciana, scomposta e perfino volgare. Il rinnovamento del teatro viene realizzato da Carlo Goldoni. Convinto che andava eliminato il rischio dell’improvvisazione, egli scrive per intero il testo delle sue commedie, battuta per battuta in modo che gli attori non dovessero inventare più nulla. Le sue commedie ebbero molto successo perché briose e divertenti. Con la sua riforma viene portato in primo piano la capacità e il valore dell’autore anche se non sviene sminuita la bravura degli attori. Fra le commedie più note dobbiamo ricordare La locandiera, La bottega del caffè, I rusteghi che anche oggi vengono rappresentate.
Un altro scrittore importante nel panorama letterario del Settecento è Giuseppe Parini. Con lui la letteratura comincia a riacquistare dignità perché egli fa molta attenzione al contenuto e alla forza espressiva. Nel Seicento, la letteratura aveva perso di valore perché lo scopo di quasi tutti gli scrittori era di stupire il lettore con giochi di parole, spesso senza senso. Basti ricordare l’espressione di Giovan Battista Marino “È del poeta il fin la maraviglia”. Parini era convinto che la poesia costituisse un mezzo molto efficace per elevare la società dal punto di vista morale ed è per questo motivo che le sue Odi hanno un elevato contenuto civile perché affrontano importanti problemi sociali come l’educazione, l’uguaglianza, ecc. Il suo capolavoro è Il Giorno in cui, con una sottile ironia, critica la giornata senza senso dei nobili dell’epoca.
Verso la fine del secolo, abbiamo Vittorio Alfieri che fu il primo scrittore a far sentire attraverso le sue opere il desiderio di libertà e per tale motivo è considerato il primo poeta del Risorgimento italiano. Il suo nome è legato soprattutto alle tragedie in cui è sempre presente il tema della lotta fra la libertà e la tirannia.