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Il dramma lagrimoso

La novità maggiore del secondo Settecento è rappresentata, nel teatro, da un genere che fu denominato variamente: “dramma flebile”, “lagrimoso”, “urbano” o “borghese”, “commedia lagrimosa”, e via dicendo; che in Italia venne dalla Francia e dall’Inghilterra; che talvolta s’intrecciò con la commedia di stampo glodoniano, ma che più tardi si sostituì ad essa. Era una variante del “genre sèriux”,e consisteva in un’opera “seria”, con personaggio aristocratici e borghesi, ricca di un’effusione qualche volta irritante di sentimento e di sentimentalismo: un romanzo sentimentale messo in scena, o una tragedia di carattere borghese e mancante di quel “contegno” severo che era caratteristico della tragedia nobiliare: le commedie sentimentali –scrisse un critico del tempo, l’Andrès – “non solo toccano il cuore, ma ammaestrano lo spirito, fanno versale lagrime di tenerezza…conseguono forse meglio delle commedie comuni il fine desiderato del teatro: di dilettare e di istruire”. Questo teatro non ha avuto il suo Goldoni . anche se qualche commedia di Goldoni, come la Pamela nubile, può accostarsi ad esso- e in genere non ha dato grandi opere. Tuttavia, esso è assai importante, e perché preparò il “dramma” che foi poi tipico dell’Ottocento, e perché rese e documenta certa sensibilità e certe aspirazione proprie dell’ultimo Settecento, per cui meriterebbe di essere attenzionato più e meglio di quanto non sia stato fatto finora.

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