Ominide 93 punti

700

Alla fine del '600 incomincia ad entrare in crisi un intero sistema culturale e sociale che era sempre esistito, era il sistema delle società dell'antico regime. Si è parlato della crisi della coscienza europea.
Questa crisi parte dalla critica al principio di autorità o principio delle ipse dixit.
Fino al '600 la cultura, il sapere si è sempre basato su nozioni date per certe perché le aveva enunciate qualche autorità del passato. Questo principio di autorità viene messo in crisi da Galileo, considerato fondatore del moderno metodo scientifico cosiddetto metodo delle scienze esatte. Si basa sulla osservazione empirica di un fenomeno, la formulazione di una ipotesi e la successiva verifica sperimentale. Se la verifica coincide con il fenomeno si può enunciare una teoria valida. Si sottopone la realtà a osservazione e verifica, non si prende più per buono quello che si dice. Galileo traduce con l'espressione “necessarie dimostrazioni e sensate esperienze”.
Da questo nasce l'idea del progresso della conoscenza. Si ha un sapere dinamico.
Questa disponibilità al progresso, si estende dal piano scientifico a tutti gli ambiti del sapere e fa si che si diffonda il concetto fondamentale alla base dell'illuminismo.
Illuminismo nasce dalla crisi della coscienza europea.
Concetto di conoscenza come illuminazione, fuga dalle tenebre, che si servono dell'esercizio consapevole della ragione. Da questa metafora deriva il termine illuminismo, parola inventata dagli intellettuali stessi di questa epoca.
Questo termine riflette la loro coscienza di appartenere a un’epoca nuova. Illuminismo ha scopo di eliminare ogni ignoranza grazie alla ragione, è un fenomeno che tocca diversi ambiti e si sviluppa in tutta Europa a partire dalla II metà del 700. Illuminismo parte da una idea di fondo che tutti gli uomini sono dotati di ragione quindi movimento democratico, vuole rivolgersi a un pubblico ampio possibile e lo fa attraverso la stampa periodica le “gazzette” che in origine raccoglievano notizie provenienti dall'estero in modo molo casuale, senza commenti, non esiste figura giornalista ma gazzettieri, sono compilatori, si limitano a riportare notizie in modo neutro perché loro scritti dovevano essere sottoposti a controllo dalle autorità. Nell'illuminismo comincia a diffondersi idea che queste pubblicazioni possano diventare strumento di comunicazione tra intellettuali. Intellettuali illuministi incominciano usare stampa periodica come fonte d comunicazione tra intellettuali e non solo perché illuministi sono borghesi. Borghesia è il ceto medio, il ceto degli affari e commerci, è una classe emergente che aspira all'egemonia sociale e a sostituirsi alla aristocrazia come classe dirigente. Movimento illuminista vuole rivolgersi anche a un pubblico borghese di cultura non elevata ma aperto alle novità. Stampa illuminista ricorre al romanzo borghese che di solito viene pubblicato a puntate su queste riviste periodiche.

Robinson


“La vita e le strane e sorprendenti avventure di Robinson Cruscoe di York marinaio” di Daniel Defoe. Nel 1719 il romanzo è pubblicato su una rivista, la storia si ispira a una cronaca realmente accaduta. Cilene, Juan Fernandez. Orinoco, Venezuela. Il loro rappresenta il tema del rapporto tra civiltà diverse. Tema affrontato in termini positivi, non c'è scontro ma integrazione in quanto il selvaggio riconosce la presunta superiorità occidentale e vi si adegua. Si delinea il mito del buon selvaggio, mito illuminista. Mito dell'indigeno appartenente a una civiltà considerata inferiore con caratteristiche di passività e accetta di essere educato sui principi della civiltà occidentale x diventare migliore. Il pregiudizio della presunta superiorità occidentale, crea esiti estremi come la lost generation, espressione si usa per indicare i rapimenti di massa di bambini aborigeni in australia e vengono allevati secondo gli usi occidentali.
Questo pregiudizio viene criticato da un romanzo illuminista, I Viaggi di Gulliver, romanzo satirico che prende di mira questo mito. E' stato scritto nel 1713 ma pubblicato solo nel 1726. Sfrutta il meccanismo dello straniamento.
TOM JONES
Fielding nel 1749, cugino Blifil, amante Sophie

Illuminismo


Letteratura non per svago ma per insegnare al lettore come rendere migliore la società.
5 ottobre a Roma, 14 intellettuali formano l'accademia di Arcadia. Fondatori sono Gianvincenzo Gravino e Giovanmarco Grescimbeni. Voglio attuare una vera e propria fuga dalla realtà. Quando entrano cambiano nome, si trasveste da pastore e il loro simbolo è la siringa di Pan, il loro unico progetto letterario è quello di riportare la realtà pastolare nell'eccesso barocco. Riducono al massimo metafore e giochi di parole. Questo progetto degenera in un continuo richiamarsi a questa società pastorale utopica quindi sono responsabili della diffusione del rococò, in Italia si è molto lontano dalla letteratura di impegno civile.
Pietro Verri “Accademia dei pugni” Grecia faceva parte dell'impero turco, aveva fama di essere un impero oscurantista, regime assolutista e chiuso al nuovo. Botteghe erano effettivamente luoghi di incontro per gli intellettuali illuministi. Rivista voleva diffondere la consapevolezza della necessità di migliorare la società, distruggendo i pregiudizi e luoghi comuni. Nonostante non fosse letteraria ebbe poca fortuna, la tiratura non superò mai le 500 copie perché il grande pubblico in Italia non era ancora pronto a recepire queste pubblicazioni. 1764-1766.
Frusta letteraria: solo 25 numeri, dal 1763 al 1765 a Venezia. Il fondatore è Giuseppe Baretti che scrive anche articoli per la rivista con identità fittizia (illuminismo non era visto di buon occhio). Baretti si presenta come un militare in pensione (rappresenta l'Ancien Regime) che ha un nome parlante Aristarco Scannabue. Tenta di convincere il pubblico di smettere di leggere la letteratura arcadia che è falsa, la chiama “flagello di cattivi libri”.
Si sviluppa anche la produzione di operette a carattere saggistico basati sull'idea che la conoscenza debba essere accessibile a tutti. Francesco Algarotti scrive un libricino “newtonianiesimo per le dame” ovvero “dialogo sopra la luce e i colori”.
Al Caffè collabora anche Cesare Beccaria, nonno di Alessandro Manzoni. E' autore dell'opera più importante dell'illuminismo italiano “dei delitti e delle pene”. Polemica nei confronti del sistema giudiziario italiano dell'epoca. La tortura è usanza medievale, legata alla idea medievale della necessità della mortificazione fisica per arrivare alla purezza dell'anima. Per Beccaria la purificazione fisica spetta alla chiesa non alle autorità laica e lo strumento è la rieducazione non l punizione. La pena di morte non è un efficace deterrente, non fa in modo che i crimini diminuiscano.
Hai bisogno di aiuto in Contesto Storico Letterario 700?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email