L’Illuminismo è’ un movimento culturale che nasce in Francia e si diffonde in Europa nella seconda metà del Settecento; trae origine dalla ricerca scientifica basandosi su Copernico, Galilei, Bacone e Newton.
Il termine “Illuminismo” deriva dall’immagine della luce della ragione che caccia le tenebre dell’ignoranza e del pregiudizio.
Secondo gli illuministi, bisogna sottoporre tutte le manifestazioni della realtà all’esame della ragione; con l’uso di questa, l’uomo sarà consapevole e pienamente libero.
Gli illuministi hanno una visione negativa del passato, in particolare del Medioevo; sono convinti che la loro età sia la migliore perché segna una svolta fondamentale nella storia, dando inizio al regno dei “lumi”, dove la ragione vincerà su tutti i mali. -> Ottimismo basato sulla coscienza delle proprie forze e dell’utilità della battaglia intrapresa. La conoscenza razionale può migliorare la realtà.

Si diffondono:
- Cosmopolitismo: “ Uomo come cittadino del mondo” in quanto tutti sono dotati di ragione e capacità critica.
- Tolleranza: verso gli altri, verso le loro opinioni, anche se diverse o opposte
- Filantropismo: disponibilità ad amare e a soccorrere gli altri uomini
- atteggiamento critico verso la religione (in particolare verso dogmatismo e fanatismo): sono condannati i principi di autorità ecclesiastica. L’idea della divinità deve manifestarsi alla ragione dell’uomo, non alla sua fede. -> Deismo: Dio come “Essere Supremo” regolatore del mondo. (Anche correnti ateiste).
- Sensismo: ogni oggetto della conoscenza deve essere ricondotto all’esperienza. L’uomo, per essere veramente tale, deve usare a pieno la propria esperienza senza vivere i sentimenti in maniera irrazionale; bisogna essere equilibrati e non eccedere.
Il movimento illuminista vede come protagonista la borghesia, che aspira a diventare classe dirigente di tutta la società e che prende come emblema la fiducia nella ragione come forza che può trasformare il mondo.
Inoltre, l’Illuminismo è anche premessa di grandi trasformazioni storiche: infatti, questa cultura rappresenta la premessa ideologica della Rivoluzione francese.
Alto tasso di alfabetizzazione e intensità della circolazione delle idee determinano una trasformazione del tradizionale rapporto tra intellettuale e pubblico:
- Affermazione del giornalismo: da strumento di divulgazione erudita, si avvicina ad un pubblico più vasto ( ceto medio emergente). Vengono diffusi nuovi principi morali e filosofici inizialmente per mezzo di “fogli volanti” ( manoscritti o stampe divulgate individualmente), poi per mezzo di veri e propri giornali.
- Affermazione del “libero professionista”: l’intellettuale, dapprima suddito di corte, diviene rappresentante delle esigenze delle diverse classi sociali. I nuovi scrittori di romani provengono proprio dall’ambito giornalistico. I si rivolge ai lettori borghesi con il nuovo genere del romanzo capace di soddisfare l’esigenze di evasione, impegno sociale, civile e politico. In Daniel Defoe coincide l’esigenza economica a quella intellettuale. Fu anche autore del romanzo “Robinson Crusoe”.
In Francia si sviluppò il conflitto tra esigenze di innovazione e di conservazione del privilegi dell’antico regime che generò l’antagonismo tra le opposte posizioni ideologiche e culturali degli esponenti delle classi emergenti e di aristocrazia e clero. I francesi scelgono di raggiungere il proprio pubblico attraverso i pamphlets, cioè delle brevi opere saggistiche stampate in clandestinità, on indicazioni sull’autore fittizie. Erano brevi e di taglio divulgativo, volevano convincere il lettore della fondatezza delle tesi sostenute smuovendo le coscienze.
L’opera francese più importante è l’Enciclopedia: 17 volumi di testi di ampio formato e 11 di tavole illustrative. Ci lavorarono D’Alembert, Diderot, Montesquie, Voltaire, Rousseau. L’opera vuole inventariare la globalità delle conoscenze del tempo organizzate come un dizionario. L’Enciclopedia riuscì a produrre una vera e propria rivoluzione degli spiriti in quanto ribadiva l’importanza della fiducia nella ragione e nel progresso e i valori di libertà, uguaglianza e tolleranza contro i privilegi, l’oppressione e i dogmatismi dell’antico regime.


L’illuminismo italiano. Prende come modello Rousseau, Voltaire e Montesquie.
Si caratterizza in base ai contesti culturali dei singoli Stati, raggiungendo esiti originali e rilevanti sul piano culturale più che su quello politico e sociale. Nacquero i caffè: luoghi in cui ci si riunivano gli intellettuali. I centri più importanti sono Milano(governata dall’Austria, dagli Asburgo, con sovrani illuminati che facevano riforme. Importanti esponenti furono Cesare Beccaria e i fratelli Verri) e Napoli, dove le nuove tendenze culturali trassero impulso dalla politica delle riforme dei Borboni. L’intellettuale in Italia non ha più bisogno di una corte per praticare la propria attività; non è più un artista, poeta o scrittore, ma un esperto di economia e politica. L’intellettuale da’ consigli ai sovrani. Gli intellettuali del ‘700 sono i PHIOSOPH che diffondono le idee del progresso e i lumi della ragione, molti sono borghesi, in Italia vengono famiglie agiate; la letteratura diventa un passatempo. In campo letterario gli esponenti più importanti solo Goldoni, Alfieri(aristocratico) e Parini.
I luoghi in cui si fa cultura sono:
-Le accademie: sopravvivono e si occupano di temi interdisciplinari. Non operano in maniera uniforme in tutt’Italia. Le più importanti sono lì ACCADEMIA DEI PUGNI e quella DEI TRASFORMATI( dove si sviluppò la poesia di Giuseppe Parini) a Milano, entrambe;
-I periodici/ giornali;
-Le corti, che però perdono d’importanza;
-I salotti: dove si riuniscono aristocratici e grandi borghesi (Francia);
-I caffè: dove si riuniscono gli intellettuali che non hanno un salotto.

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