I compiti al tempo del Coronavirus: la novella del Decameron più assegnata

Giulia.Onofri
Di Giulia.Onofri
Decamerone, Lisabetta da Messina: analogie con l'epidemia da Coronavirus

La didattica a distanza, nonostante la novità e le difficoltà ad essa annesse, si è ormai diffusa in modo stabile in tutta la penisola italiana. E tra i compiti che i docenti di Lettere hanno assegnato in modo maggioritario in primo piano si fanno strada sicuramente quelli relativi a temi storici e letterari che in qualche modo richiamano i problemi di attualità come quelli che stiamo vivendo.

Dopo il boom di visualizzazioni su Skuola.net del capitolo 31 dei Promessi Sposi, incentrato sulla narrazione particolareggiata della propagazione della peste nel 1630 a Milano e sulle credenze superstiziose del popolo sulla diffusione dei contagi, ecco che un’altra opera sembra avere un’altra impennata si visite: il Decameron di Giovanni Boccaccio.

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Il Decameron: un’opera che non smette di parlare al presente

L’interesse che in questi giorni sta riscuotendo l’opera del grande autore trecentesco è sicuramente dovuta alle analogie con il nostro presente; in particolare, la cornice stessa del Decameron che fa da sfondo alla narrazione di tutte le novelle, rappresenta una sorta di quarantena di 10 giovani che si sono rifugiati in una villa nella campagna di Firenze per sfuggire all’imperversare della peste nera del 1348.
In particolare, il confronto fra la peste del Trecento raccontata da Boccaccio e quella del Seicento che fa sfondo ai Promessi Sposi di Manzoni è fra le ricerche che in questi giorni stanno letteralmente spopolando, registrando un incremento pari a +1600.
Come Manzoni, anche Boccaccio insomma è un autore capace di parlare al nostro presente e di far riflettere tutti i giovani sulla drammatica situazione attuale che coinvolge tutta la popolazione mondiale.

Lisabetta da Messina: la novella più studiata

A quanto dimostrano i dati raccolti su Skuola.net, dall'ultima settimana di febbraio - quando anche in Italia già da qualche tempo eravamo alle prese con il coronavirus - la novella più cercata del Decameron è stata Lisabetta da Messina, la quinta novella della quarta giornata dedicata agli amori infelici. Rispetto allo scorso anno infatti si registra un incremento notevole (+300%) delle visualizzazioni di questa novella, elemento dovuto probabilmente alle affinità del Decameron con la pandemia da Coronavirus.
La novella narra il tragico amore fra Lisabetta e Lorenzo, il garzone della sua famiglia. L’amore clandestino fra i due viene scoperto dai fratelli di lei che con l’inganno riescono a tendere una trappola a Lorenzo e lo uccidono. È proprio il fantasma del garzone che appare in sogno alla disperata Lisabetta, rivelandole dove si trova il suo corpo. La fanciulla allora, per appagare il suo bisogno di sentire accanto in qualche modo il suo innamorato, decide di decapitare il corpo esanime per poi conservare la sua testa in un vaso di basilico. I fratelli, scoperto il tutto, le sottrarranno il vaso e Lisabetta si lascerà morire di disperazione.

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