Ritorno a scuola, test sierologici e test molecolari: chi li deve fare e quali differenze

Giulia.Onofri
Di Giulia.Onofri
Rientro a scuola a settembre: possibili test sanitari e presidi medici e psicologici a scuola


Come inizierà il nuovo anno scolastico 2020/21? Anche se le vacanze estive sono da poco iniziate, il Ministero dell’Istruzione e quello della Salute sono già al lavoro per valutare come organizzare il rientro a scuola, previsto per metà settembre, in sicurezza. A tal proposito, il Comitato tecnico scientifico è stato incaricato di stilare un protocollo di sicurezza che tutte le comunità scolastiche dovranno rispettare.

A ribadire l’assoluta importanza di controlli per evitare il rischio di creare nuovi focolai, il Ministro della Salute Roberto Speranza ha ribadito la necessità di un “monitoraggio costante”, proponendo l’adozione di specifici test all’interno delle scuole, suggerendo in particolare, “test sierologici sui lavoratori” e “molecolari sulla popolazione scolastica”.

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Qual è la differenza fra test molecolari e test sierologici?


I due tipi di test citati dal Ministro Speranza presentano differenze sostanziali nel tipo di prelievo in quanto svolgono funzioni diverse nell’individuazione della presenza del virus.
I test molecolari infatti consistono in un tampone naso-faringeo formato da una sorta di cotton fioc che preleva un campione di materiale dalla gola e dalle cavità nasali. Per questo motivo, il test viene somministrato a coloro che presentano sintomi del virus o a coloro che hanno avuto contatti ravvicinati con persone affette nelle ultime 48 ore. Attraverso le analisi in laboratorio infatti, sarà possibile identificare la presenza dell’RNA del SARS-Cov-2.
I test sierologici invece, come suggerisce la denominazione stessa, analizzano il siero per individuare gli anticorpi specifici del virus, la cui eventuale presenza dimostra che il soggetto ha contratto in precedenza il SARS-Cov-2, in forma sintomatica o asintomatica. Questo tipo di test viene dunque somministrato sotto forma di prelievo del sangue ed è importante per aiutare la ricerca e gli studi epidemiologici a partire proprio dall’individuazione dei pazienti asintomatici in comunità affette da Covid-19.

Rientro a scuola a settembre: possibile la presenza di medici e psicologi


Oltre alla somministrazione dei test molecolari e sierologici, il Comitato tecnico scientifico sta valutando anche la possibilità di introdurre negli istituti scolastici la presenza di presidi medici. Si tratta di una proposta che ha ottenuto la completa approvazione del Ministro Speranza il quale ha ribadito la necessità di “ricostruire un rapporto organico tra scuola e sanità, recuperando il senso di una norma del 1961 che introduceva la medicina scolastica, superata negli anni ’90. Una relazione organica costante della prevenzione sanitaria con le scuole”.
Dello stesso parere è anche Mario Rusconi, presidente dell’Anp Lazio, che si è mostrato favorevole al ripristino della figura del medico scolastico, da inserire in numero differenziato negli istituti in base all’estensione delle comunità scolastiche al loro interno. La presenza dei medici scolastici potrebbe insomma essere un aiuto concreto al contenimento della diffusione del contagio in autunno.
Al presidio medico inoltre si vorrebbe affiancare anche quello psicologico, non meno importante per sostenere gli studenti che per molti mesi hanno usufruito della didattica a distanza da casa e che devono dunque riabituarsi al ritorno alla normalità scolastica. Anche in questo caso, le parole di Rusconi non nascondono l’importanza dell’inserimento di psicologi a scuola in quanto per molti studenti “si sono create situazioni emotive più o meno gravi da risolvere proprio con interventi di supporto di équipe psicopedagogica, che tra l’altro potrebbero essere di grande aiuto professionale per gli interventi formativi che dovranno mettere in cantiere i docenti, e offrendo anche supporto ai genitori che si troveranno ad affrontare atteggiamenti difficili di molti ragazzi”.

Giulia Onofri

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3 marzo 2021 ore 15:30

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