Test sierologici a tappeto per riaprire la scuola a settembre?

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L’anno scolastico 2019/2020 è ormai terminato, e persino gli esami di Maturità 2020 stanno arrivando alla loro fine, tuttavia il dicastero di Viale Trastevere non si è fermato, ma continua a lavorare a pieno regime in queste settimane per cercare di fronteggiare una nuova sfida. Infatti, a causa del Covid-19 che ha investito la nostra penisola, le scuole italiane sono state chiuse dalla metà di febbraio 2020, e hanno riaperto solo per permettere ai maturandi di affrontare la loro Maturità 2020.
Dunque davanti una nuova sfida attende l’intera organizzazione scolastica: la riapertura di settembre 2020, in tempo per l’inizio del nuovo anno scolastico 2020/2021. Ma come sarà? Ecco alcune indiscrezioni.


Come riapriranno le scuole a settembre?

Nonostante il documento pubblicato dal Ministero dell’Istruzione con all’interno le linee guida da seguire da tutte le scuole in vista della riapertura degli istituti a settembre, ancora molti sono i dettagli e le questioni che devono essere definiti meglio proprio per permettere a studenti e insegnanti di poter tornare in classe in tutta sicurezza. E, da quanto riportato dal Corriere della Sera, sembrerebbe che il Comitato Tecnico Scientifico, interpellato dal Ministero dell’Istruzione proprio per stilare le linee guida per la riapertura delle scuole, vorrebbe spingere per somministrare a docenti e personale scolastico dei test sierologici da svolgere 15 giorni prima della riapertura delle scuole.


Test sierologici per tornare a scuola?

15 giorni prima il ritorno nelle classi il personale scolastico e l’intera classe docente dovrà effettuare un test sierologico per dimostrare la propria negatività al virus, così da poter tornare in classe in modo più sicuro. E, inoltre, chi risulterà positivo al test, verrà sottoposto a tampone per accertare il suo stato di salute. Queste sono le indicazioni fornite dal Comitato Tecnico Scientifico, in vista della riapertura degli istituti a settembre, al Ministero dell’Istruzione e all’intera squadra di governo, che dovranno quindi prendere una decisione. Diversa è invece l’opinione che riguarda i ragazzi: infatti su di loro nessun test a tappeto, ma solamente qualche verifica a campione durante il corso dell’anno scolastico.
Inoltre, sempre il Comitato Tecnico Scientifico ha fatto sapere che chiunque dovesse rilevare una temperatura corporea più alta di 37.5°, dovrà rimanere a casa, anche se, ricordiamo, che non ci sarà l’obbligo di termoscanner all’ingresso degli istituti.
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1 settembre 2020 ore 11:00

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