ROUSSEAU
Rousseau nasce a Ginevra nel 1712. Orfano di madre, riceve un’educazione disordinata, caratterizzata da numerosi litigi con il padre che, svolge la professione di orologiaio. Nel 1728, fugge da Ginevra mentre stava lavorando presso la bottega di un artigiano incisore e trova rifugio a Chambery presso Madame de Warens. Questa dama lo introduce nei salotti parigini e svolge, nei confronti di Rousseau, diversi ruoli: madre, amica, amante. Nei salotti parigini conosce molti filosofi tra cui Diderot.
Scrive la sua prima opera “I discorsi sulle arti e sulle scienze” che riscuote un notevole successo a Parigi. Nel frattempo sposa una donna umile, Thérése Levasseur, con la quale ha cinque figli che vengono mandati in orfanotrofio. Scrive il secondo discorso “Sull’origine e sull’ineguaglianza tra gli uomini”, il “Contratto sociale”, “La nuova Eloisa” e “L’Emilio”, il suo capolavoro pedagogico che successivamente verrà bruciato per empietà a Parigi e Rousseau è costretto a rifugiarsi in Inghilterra presso l’amico e filosofo Hume. Il suo carattere scontroso lo conduce a litigare con Hume e a ritornare in Francia, dove conclude la sua vita in solitudine nel 1778. Gran parte dell’opera di Rousseau è incentrata sulla critica rivolta alla società che secondo lui è corrotta, piena di vizi e false passioni. Egli stesso afferma che l’uomo nasce buono, ma la società lo corrompe. Nel “Discorso, sulle arti e sulle scienze” dice che sono proprio queste ultime a corrompere l’uomo e a renderlo egoista. Nel “Discorso sull’origine e sull’ineguaglianza tra gli uomini”, Rousseau sostiene che sono la ricchezza e la proprietà a rendere gli uomini diversi. Nella “Nuova Eloisa”, sostiene che bisognerebbe dare nuovamente valore alla vita familiare e coniugale. Nel “Contratto sociale” sostiene che bisognerebbe rinnovare la società anche da un punto di vista politico. Nulla si può fare se non si parte dall’educazione che serve a creare gli uomini nuovi in una società nuova. Per questo motivo scrive “L’Emilio”. Egli non critica la società in sé, ma come si è andata trasformando nel tempo.

SIGNIFICATO E FINE DELL’EDUCAZIONE: LA NATURALITÀ
Per rendere lo “stato di società” quanto più simile allo “stato di natura” è importante partire dall’educazione del fanciullo. Secondo Rousseau, l’uomo nasce buono ed è importante che rimanga tale attraverso l’educazione. L’educazione, quindi, deve essere naturale, ossia, ad ogni età del fanciullo deve corrispondere una certa educazione con metodi e programmi in linea con quella che è la sua età. Inoltre, Rousseau sostiene che l’ambiente migliore per educare è la campagna dove si è a contatto con la natura, vera immagine della perfezione divina e lontani dalle città che secondo lui, sono “l’abisso della specie umana”. Tutta la teorizzazione di questi principi si trova nell’Emilio.

PREFAZIONE DELL’EMILIO
Rousseau afferma che, in molte opere, l’arte di educare viene messa da parte in quanto si cerca l’uomo nel fanciullo. Invece, bisognerebbe cercare il fanciullo nel fanciullo, dando così molta importanza al periodo dell’infanzia e alle caratteristiche di ciascun allievo. L’educazione del fanciullo è tutta incentrata su di lui, non è l’alunno che deve entrare nel mondo dell’insegnante, ma è l’insegnante che deve entrare nel suo mondo, condividerne i linguaggi e i metodi di apprendimento. L’alunno diventa così protagonista dell’educazione.

LIBRO I: “ENUNCIAZIONE DEL GRAN PRINCIPIO”
L’Emilio si compone di cinque libri e parla dell’educazione di un ragazzo immaginario da 0 a 25 anni seguito da un precettore che è lo stesso Rousseau. Il libro I si apre con l’enunciazione del gran principio, ossia dell’originaria bontà dell’uomo. Quando nasciamo, l’educazione ci viene fornita da tre maestri: la natura, gli uomini, le cose. La natura forma gli organi del nostro organismo, le cose ci fanno fare esperienza diretta e gli uomini ci forniscono l’educazione. Se questi tre maestri sono in equilibrio tra loro, il fanciullo crescerà bene, altrimenti l’educazione risulterà sbagliata. L’educazione naturale dura venticinque anni. Quando il bambino nasce deve essere affidato alla madre che ha il compito di nutrirlo ed accudirlo. Subito dopo, però, deve essere affidato ad un precettore per essere educato. Trovare un precettore che non si faccia pagare e che dedichi tutto il suo tempo al fanciullo è però difficile.

Per questo motivo se la vera nutrice è la madre, il vero precettore sarà il padre. Emilio è un fanciullo immaginario e orfano così Rousseau può fargli da precettore. Deve essere europeo e preferibilmente francese, poiché più adattabile, di carattere medio e di intelligenza media. Rousseau lo vuole però sano e robusto, così da non trasformarsi in infermiere. Emilio è ricco e nobile, poiché sono proprio i ricchi e i nobili ad aver corrotto la società e ad aver bisogno di essere educati.
L’educazione deve essere impartita in campagna, dove il precettore potrà avere il massimo controllo su Emilio. Nel libro I si parla del bambino (Emilio) da 0 a 3 anni. All’inizio della propria vita, Emilio presta attenzione solo a ciò che colpisce i suoi sensi. Rousseau è convinto che il bambino sappia parlare prima ancora di saper parlare, in quanto comprende già ciò che gli viene detto. È importante che non assuma brutti atteggiamenti e che gli venga insegnato ad ottenere le cose solo con le sue forze. Si deve abituarlo inoltre, quando imparerà a camminare, a fare lunghi percorsi a contatto con la natura così avrà il senso della distanza e della misura. Il bambino deve essere abituato a non comandare.

L’APPRENDIMENTO DEL LINGUAGGIO
Rousseau sia nel I che nel II libro, tratta il tema del linguaggio. Rousseau dice che i bambini parlano prima ancora di saper parlare attraverso i gesti, il pianto, i vocalizzi, le espressioni facciali. Man mano che crescono impareranno a parlare secondo le regole interne del loro sviluppo. Il linguaggio aiuterà Emilio ad esprimere i propri pensieri e a rendere partecipi gli altri delle proprie emozioni.

LIBRO II O SECONDA ETÀ EDUCATIVA (3 – 12 anni)
In questa età Emilio imparerà a muoversi e a camminare, a ricordare e ad essere felice. Emilio sarà libero di muoversi: le piccole cadute lo aiuteranno a dominare il dolore, la vita all’aria aperta e il gioco invece lo aiuteranno a fortificare il corpo. Emilio farà esperienza diretta delle cose.
Per renderlo felice, il precettore dovrà insegnargli a desiderare solo ciò che gli è utile, non altro. Il “no” del precettore dovrà essere come “un muro di bronzo” contro il quale si infrange ogni capriccio. Il precettore predisporrà ogni situazione, ma Emilio avrà l’impressione che le cose capitino per caso e che lui stia apprendendo da solo.

LIBRO III: TERZA ETÀ EDUCATIVA O DELL’INTELLIGENZA (12 – 15 anni)
Se prima si poteva “perder tempo”, adesso bisogna cercare di istruire Emilio nel breve tempo possibile senza avere la pretesa di renderlo sapiente. L'adoloescente è curioso di tutto ed è importante che il precettore indirizzi bene questa curiosità. Gli errori non verranno corretti dall’adulto, ma Emilio deve imparare a capire dove ha sbagliato da sé attraverso la curiosità. La lettura non verrà particolarmente consigliata, in quanto la maggior parte dei libri parlano di società e città visto che il ragazzo si trova ancora in campagna. Una sola lettura verrà consigliata: “Le avventure di Robinson Crusoe” che racconta la storia di un nobile che, dopo un naufragio, si trova su un’isola deserta, dovendo imparare a sopravvivere e lavorando insieme ad un abitante del luogo: Venerdì. Rousseau vuole che il ragazzo impari a svolgere il lavoro manuale, in quanto è il lavoro a rendere l’uomo nobile, di qualunque lavoro si tratti. Emilio, infatti, farà il falegname: è un lavoro pulito, utile, che fortifica il corpo, ma penserà come un filosofo.

VI: LA SECONDA NASCITA (15 – 20 anni)
Se prima Emilio nasceva dalla natura, adesso è arrivato il momento che nasca dall’uomo e dalla società. Ma prima di entrare a far parte della società è bene ultimare la sua educazione fornendogli anche un’educazione sessuale, morale e religiosa. È importante che il ragazzo sviluppi “l’amor di sé” che volge alla benevolenza e alla pietà verso gli altri, piuttosto che “l’amor proprio” che volge verso l’egoismo.

Educazione sessuale ed affettiva
Il precettore sarà attento a non favorire in Emilio il sorgere incontrollato delle passioni. Ciò comporterà la necessità di un'educazione sessuale. Essa consisterà nel chiamare le cose con il nome proprio, senza falsi pudori, perché le cose vergognose fanno nascere il desiderio di conoscerle. Emilio avvertirà i turbamenti dell’adolescenza e per questo sarà necessario descrivergli le caratteristiche della sua compagna ideale che si chiamerà Sofia. Sofia, anche se immaginaria, aiuterà Emilio a tenere a freno le tentazioni.

L’EDUCAZIONE MORALE
Emilio verrà educato alla pietà e si accorgerà che le persone soffrono come lui. Rousseau gli mostrerà le condizioni più tristi della vita, affinché egli impari ad essere felice. I libri verranno ora riscoperti. Emilio leggerà libri storici per prendere esempio dagli eroi, favole che gli daranno insegnamenti morali, letture narrative e conversazioni. Si dedicherà anche allo studio delle lingue antiche e moderne.

LA RELIGIONE
Rousseau sostiene che la religione sarà scelta quando si è grandi è consapevoli. Emilio, infatti, non verrà educato ad una religione specifica, ma sarà messo nella condizione di poter scegliere quella più giusta per lui. Rousseau sostiene che le religioni sono tutte uguali, in quanto sostengono tutte i tre principi fondamentali:
 Dio esiste;
 L’anima è immortale;
 L’uomo è libero;
Le diverse religioni non sono altro che variazioni di questo Credo fondamentale.

LIBRO V (20 – 25 anni)
Sofia e l’educazione femminile
Nel libro V il protagonista incontrerà Sofia e sarà avviato verso il matrimonio. Anche Sofia, prima di sposarsi, deve essere educata. Rousseau è un forte maschilista, infatti, ritiene che la donna sia passiva, debole, fatta per essere soggiogata dall’uomo e che usa le armi della seduzione per legare a sé l’uomo. Il solo compito della donna è di sposarsi e procreare. Non essendo sufficientemente intelligente, non può studiare la filosofia e la scienza, ma deve essere educata solo al governo della casa, alla religione e alla moralità. Rousseau descrive Sofia come una ragazza comune, golosa e civettuola, ma con una solida moralità.

Il viaggio come esperienza educativa
Emilio incontrerà Sofia dopo un lungo viaggio a piedi, a diretto contatto con la natura e in compagnia del precettore. Sofia andrà a sua volta a Parigi e ne tornerà disgustata dopo aver visto la corruzione, i vizi e le false passioni. Un ultimo viaggio separerà Emilio e Sofia per due anni in modo tale da imparare il valore della fedeltà. In questi due anni il precettore curerà la formazione politica di Emilio, portandolo in giro per l’Europa. Rousseau ritiene che viaggiare sia fonte di istruzione maggiore rispetto alla sola lettura dei libri. Sostiene, anche, che bisogna saper viaggiare, perché viaggiare insegna a pensare.

L’educazione politica
L’ultima grande impresa del precettore consiste nell’educare Emilio politicamente, in modo tale da renderlo cittadino. Emilio verrà educato all’importanza di uno Stato democratico, dove tutti i cittadini sono uguali nei diritti e nei doveri. Durante i viaggi Emilio imparerà l’importanza della libertà e parteciperà alla vita della povera gente di campagna. Rousseau insegnerà ad Emilio che la bontà di un governo si misura sulla capacità di migliorare il tenore di vita dei poveri e e dei lavoratori. Al termine del viaggio, Emilio sposerà Sofia e darà vita ad una nuova famiglia. Vivrà nella sua patria, diventando un benefattore e un modello per gli altri cittadini. Sarà, a sua volta, con Sofia, precettore del loro bambino, la cui nascita è annunciata nell’ultima pagina dell’Emilio. A questo punto il precettore lo lascerà con la certezza di aver trasformato in educatore l’alunno di un tempo.

Hai bisogno di aiuto in Pedagogia?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email