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Rousseau nasce nel 1712 a Ginevra, in Svizzera. Rimase orfano di madre, pertanto la sua educazione fu affidata al padre, un ferreo calvinista dal carattere rissoso che non gli dà una buona educazione (basti pensare che leggesse con lui tutta la notte). Tuttavia Rousseau perse anche il padre, che dovette fuggire da Ginevra per non essere arrestato, e fu affidato a dei parenti.
A causa delle difficoltà economiche, Rousseau sin da giovane, dovette trovarsi un lavoro. Inizialmente lavorò presso un copista, in seguito da un incisore, il quale non gli risparmiava maltrattamenti.
Al ritorno da una delle sue passeggiate che tanto amava, Rousseau trova le porte della città chiuse e allora se ne va da Ginevra.
Egli si definiva un “randagio” perché amava passeggiare e viaggiare, nel corso della sua vita egli si spostò in molti luoghi diversi.
Dopo essersene andato da Ginevra, Rousseau giunge alla corte dei Savoia, dove è affidato a un pastore e in seguito a una donna cattolica, Madame de Warens, che lo accolse come figlio e divenne anche sua amante. Durante questo periodo Rousseau visse degli anni felici e si convertì al cattolicesimo.

In seguito si trasferisce a Parigi, dove conobbe Teresa Lavoisier. I suoi fratelli credevano che Rousseau fosse ricco e facoltoso, perciò cercarono di farli mettere insieme, non sapendo che in realtà Rousseau fosse povero. I due si sposarono ed ebbero cinque figli, che Rousseau mandò all’orfanatrofio, giustificandosi nella Confessioni dicendo che era l’uso del Paese e che non aveva la possibilità economica per mantenerli.
Pertanto Rousseau non fu un educatore, ma solo un teorico. Egli studiò anche musica e scrisse opere filosofiche. Entrò in contatto con gli intellettuali dell’epoca quali Voltaire, D’Alambert, Hume e Diderot.
Intorno al 1750, Rousseau partecipò a un concorso che riguardava se il ristabilimento delle arti e delle scienze avesse corrotto o purificato i costumi degli uomini. Diede una risposta negativa ma vinse il concorso. Successivamente ne venne bandito un altro che riguardava l’origine della diseguaglianza degli uomini, ma stavolta non fu premiato; egli aveva dato, infatti, una risposta radicale, affermando che lo stato di natura prevalesse su quello sociale.
In un secondo momento della sua vita, Rousseau ritornò a Ginevra, dedicò un discorso alla sua città, si riconvertì al calvinismo e visse il resto della sua vita copiando musica.
Morì nel 1778 colto da un malore, ritornando da una passeggiata.
Rousseau scrisse varie opere, come ad esempio: “La nuova Eloisa”, “Il contratto sociale”, “Confessioni”, “Discorso sull’origine e i fondamenti dell’ineguaglianza tra gli uomini”. La sua opera pedagogica più importante è “Emilio”.

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