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Verismo, letteratura


In Italia, a partire dalla diffusione delle idee di Zola (quindi del naturalismo francese) nasce il movimento del Verismo (negli anni 70 nell'Ottocento).
Il principale centro di diffusione del verismo fu Milano, ma dato che l'economia italiana era ancora prevalentemente rurale, l'attenzione dei più grandi romanzieri veristi si concentrò sul mondo dei poveri contadini che vivevano nell'arretrato Sud, dato che lì vi era proprio quella condizione di arretratezza e degrado che i veristi volevano narrare.

I principali autori veristi
Il teorico del verismo fu Luigi Capuana (siciliano).
Come scrittore adotta la tecnica del narratore impersonale, ma più volte cede a descrizioni pittoresche e a toni fortemente drammatici.
I suoi due romanzi di esordio, in particolare, mostrano l'influenza del naturalismo francese, perché trattano di situazioni patologiche. Questi romanzi sono: “Giacinta” ( la storia di una donna che da bambina aveva subito uno stupro e che, per il conseguente malessere, finisce per suicidarsi) e “Profumo” (narra il dramma di una donna il cui marito, pur essendo innamorato di lei, non riesce a vincere la dipendenza per la propria madre).

Altra opera importante e il suo romanzo “Il Marchese di Roccaverdina”, che però contraddice la poetica verista e che quindi possiamo intendere più che altro come un'opera di scavo psicologico.
Capuana diffuse le idee di Zola grazie alla sua posizione di critico letterario per il Corriere della Sera.

Secondo i principi della sua poetica, lo scrittore deve:
Trattare argomenti ( nei propri romanzi) che riguardano i costumi contemporanei descrivendo la vera realtà italiana seguendo il canone dell'impersonalità del narratore, ma non trascurando anche la fantasia e l'immaginazione che possono contribuire a creare nel romanzo un effetto più colorito e meno monotono.

Federico De Roberto (napoletano) accolse il principio della rappresentazione oggettiva integrandolo però con l'indagine psicologica dei personaggi. Riuscì a raggiungere un buon equilibrio tra queste tendenze nel suo capolavoro “I Viceré”.

Il caposcuola e maggiore esponente del Verismo fu Giovanni Verga (siciliano).
Oltre ai romanzi maggiori e alle sue principali raccolte di novelle scrisse anche alcuni importanti manifesti programmatici del verismo come:
- la novella “Fantasticheria”
- la lettera dedicatoria al Farina della novella “l'amante di Gramigna”
- la prefazione ai “Malavoglia”

Confronto tra Naturalismo e Verismo

Il naturalismo e il verismo condividono senza dubbio:

- l'attenzione per la realtà sociale contemporanea,
- l'applicazione del metodo scientifico
- l’impersonalità del narratore

Tuttavia il verismo italiano rivisita in maniera originale il naturalismo francese, soprattutto per quanto riguarda le idee e l'ambientazione.

ROMANZO NATURALISTA
Animato dallo slancio ideale e dall'intento di contribuire alla formazione di una coscienza sociale.

Concezione tutto sommato fiduciosa e ottimistica della vita ( lo scrittore può contribuire a migliorare la società, quindi ha una funzione sociale).

Determinismo radicale = il comportamento dell'uomo e determinato SOLO dalla sua costituzione fisica, dell'ambiente e dalla società.

Ambiente urbano e industriale, sottoproletariato e bassifondi di Parigi

Romanzo verista
Vuole realizzare una scienza del cuore umano oggettiva e priva di intenti progressisti.

Visione profondamente pessimistica della vita ( la società non può essere cambiata, tantomeno dall'arte e dalla letteratura. Lo scrittore quindi non può influire sulla società).

Interpreta il determinismo in modo meno meccanico sostenendo che altri fattori (oltre all'ambiente, alla società e alla costituzione fisica) possono influenzarlo (soprattutto fattori culturali e psicologici).

Ambiente rurale, misero e arretrato del meridione italiano.

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