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Simbolismo e Decadentismo


Il Simbolismo si fonda sul concetto di simboli: tutta la realtà è un insieme di simboli che devono essere interpretati, ma solo pochi intellettuali ci riescono. E' l'opposto del Naturalismo e si basa sull'intuito; viene definita come la poetica principale del Decadentismo caratterizzata da un linguaggio spesso difficile da decifrare.
Il Decadentismo è una corrente culturale che si ispira alla poetica simbolista. Nasce nel 1883 con la pubblicazione della poesia "Langueur" di Paul Verlaine sulla rivista "Le Chat Noir". La sua massima espressione si ha nel 1884 con il romanzo "Controcorrente" di Huysmans e le varie pubblicazioni sulla rivista "Les Décadents". Le caratteristiche principali di questa corrente sono: la rappresentazione della fine della civiltà romantica che porta a un senso di inquietudine e di incertezza ( tematica della morte); l'espressione dell'idea di un crollo imminente. La visione de mondo decadente si basa su: un atteggiamento irrazionale in quanto si può conoscere solo attraverso l'intuizione (importanti gli elementi della soggettività e dell'individualismo); il rifiuto del positivismo; la visione della realtà composta da simboli da interpretare legati tra loro tramite legami segreti comprensibili solo dagli artisti (coloro che sono dotati di intuito). I decadenti definiscono il "Poeta veggente": colui che vede aldilà della realtà fisica superando i limiti contingenti; egli è destinato a cogliere la vera essenza del reale ma non sarà creduto, quindi il poeta non è più la guida del popolo bensì perde la sacralità, viene sottovalutato ed emarginato. La letteratura non prosegue più l'utile, ma è fine a sé stessa in quanto non ha più un pubblico. Gli intellettuali "perdono l'aureola" e scrivono opere in un linguaggio diverso da quello del popolo. Secondo i decadenti gli strumenti per conoscere sono: il panismo, cioè la fusione dell'Io con la natura che lo circonda; gli stati di alterazione della coscienza, che possono essere naturali (follia) o indotti (alcool, droga...); le epifanie, cioè manifestazioni improvvise della realtà. La poetica del Decadentismo si basa su: estetismo, quella concezione che vede l'arte come valore assoluto e riconosce il principio del bello come valore principale e che porta l'individuo a vivere la vota come se fosse un'opera d'arte, infatti la figura dell'esteta va di pari passo con quella del Dendi (colui che propone il culto di sé stesso); oscurità del linguaggio caratterizzato dall'uso di figure retoriche, dalla musicalità in quanto le parole sono scelte in base agli aspetti fonici, da una sintassi svincolata dalle regole classiche e quindi senza nessi logici. Le tematiche principali sono: la decadenza, intesa come un progressivo disfacimento; la malattia e la morte; il vitalismo e il superomismo che si contrappongono al resto in quanto esprimono la forza vitale dell'uomo che si eleva al di sopra delle masse. I personaggi decadenti sono: l'artista maledetto, colui che vive ai margini della società rifiutandone le regole; l'esteta e il dandy, che vivono la loro vita come se fosse un'opera d'arte; l'inetto, colui che è inadatto a vivere in quanto vorrebbe realizzarsi ma non ci riesce; la femme fatale, la donna seduttrice; il fanciullino, ideato da Pascoli, è una variante dell'inetto in quanto non riesce a crescere ma che è presente in tutti gli artisti; il superuomo, colui che possiede doti straordinarie che lo elevano al di sopra delle masse.
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