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Decadentismo

Con il termine decadentismo si intende un movimento artistico e letterario sviluppatosi in Europa, a partire dalla seconda metà dell'Ottocento fino agli inizi del Novecento, che si contrappone alla razionalità del positivismo scientifico e del naturalismo. Inizialmente il termine decadentismo fu usato come accezione negativa e spregiativa Per indicare quegli atteggiamenti Bohemien e idee provocatorie Che erano proprio di alcuni circoli d’avanguardia che si contrapponevano alla mentalità borghese. Il movimento trovò il proprio portavoce in un periodico ovvero le decadent. Verlaine presentò le personalità più significative del gruppo in una serie intitolata poeti maledetti, tra cui mallarme e husmays. Alla base Della visione del mondo decadente vi era l irrazionalismo perciò per raggiungere l’ignoto e avere la vera conoscenza del reale bisognava abbandonare la razionalità e la scienza. viene radicalmente rifiutata la visione positivistica. Secondo gli autori decadenti la ragione è la scienza non possono dare la vera conoscenza del reale perché l’essenza di esso è al di là delle cose, per cui solo rinunciando all’ambito razionale si può tentare di arrivare all’ignoto. L’anima decadente è perciò protesa verso il mistero, verso l’inconoscibile. Tutti gli aspetti dell’essere sono legati tra loro da delle misteriose analogie e corrispondenze che fuggono alla ragione e possono essere colte solo in un abbandono di Empatia irrazionale. Questa visione era già stata formulata da Charles Baudelaire nel sonetto corrispondenze dei fiori del male, Quest’ultimo considerato manifesto delle nuove tendenze. Inoltre la visione decadente propone una sostanziale identità tra io e mondo e quindi tra soggetto e oggetto che si confondono in un’unica unità l’unione avviene sul piano dell’inconscio in quella zona oscura l’individualità scompare e si fonde con un tutto consapevole e inconsapevole inoltre la visione decadente propone una sostanziale identità tra io e mondo e quindi tra soggetto e oggetto che si confondono in un’unica unità l’unione avviene sul piano dell’inconscio in quella zona oscura l’individualità scompare e si fonde con un tutto inconsapevole. La scoperta dell’inconscio è il dato fondamentale della cultura decadente. Freud e le diede una sistemazione scientifica a questa conoscenza ma secondo un impianto ancora positivistico razionalistico.Egli arrivò alla conclusione che solo questo abbandono totale potesse garantire nulla la scoperta di una realtà più vera. Se quindi il mistero l’essenza segreta della realtà non poteva essere capito attraverso la ragione la scienza, i mezzi mediante cui il decadente cerca di attingere adesso sono: gli Stati irrazionali dell’essere come ad esempio la malattia la follia la nevrosi il delirio il sogno l’incubo e le allucinazioni. Secondo i decadenti sono questi gli stati di alterazione che potevano essere provocati artificialmente, che permettevano di vedere il mistero che aldilà delle cose e. L’uomo dunque per esplorare l’ignoto e dell’assoluto si serve degli Stati irrazionali dell’esistenza. Se quindi l’io e il mondo non sono in realtà distinti ma uniti, l’io individuale può annullarsi nella vita. Sulla base di questa concezione si sviluppa infatti un nuovo atteggiamento che è stato definito come i panismo dal greco pan che significa tutto questo atteggiamento infatti prevede l’annullamento dell’io nella natura. Ricorrerà particolarmente in Gabriele D’Annunzio. In Italia Nascerà un nuovo movimento ovvero “l’estetismo” l’estetismo si basa sul gusto del bello e giudica la realtà sulla base di ciò allontanandosi dai valori morali e civili. E tra gli elementi privilegiati della conoscenza, per i decadenti, vi è soprattutto l’arte. Gli artisti infatti sono considerati come veggenti capaci di spingere lo sguardo laddove l’uomo comune non vede nulla, di rivelare l’assoluto . Per questo l’arte appare come il valore più alto, che va collocato al di sopra di tutti gli altri. Questo culto religioso dell’arte ha dato origine al fenomeno dell’estetismo. L’esteta è colui che assume come principio regolatore della sua vita il bello, non i valori morali il bene il male il giusto e l’ingiusto. Egli assume come principio primo il bello ed esclusivamente in base adesso che agisce e giudica la realtà. Arte e vita per lui si Confondono, nel senso che la seconda è assorbita interamente dalla prima. Tutta la realtà infatti filtrata attraverso l’arte. I maggiori esponenti dell’estetismo sono Oscar Wilde e Gabriele d Annunzio. Il poeta rifiuta di farsi banditore di idealità morali e civili quindi preferisce non rappresentare la realtà storica e sociale che era una prerogativa del realismo ottocentesco e si chiude in una celebrazione di se stessa, depurandosi di tutti intenti pratici e utilitaristici. L’uomo poeta si allontana dal mondo ormai tutto uguale. Per questo egli si rifiuta di rivolgersi al pubblico borghese, ritenuto mediocre e volgare. Molto autori decadenti, tre quali D’Annunzio, saranno infatti antiborghesi poiché disprezzano la classe borghese che agli occhi loro appare vuota e portatrice di valori banali ed effimeri. Uno dei principali temi decadenti e la malattia da un lato essa si pone con una metafora di una condizione storica di un momento di profonda crisi smarrimento, Dall’altro lato essa diviene una condizione privilegiata segno di distinzione dalle masse che contrassegna io intellettuali di questa età. L’artista decadente si isola ferocemente dalla realtà contemporanea, orgoglioso della propria diversità. In particolare nella letteratura decadente ricorrere altre figure fondamentali ovvero l’inetto, il superuomo, il fanciullino. L’inetto è che viene presentato da molti autori italiani tra cui D’Annunzio e Svevo, escluso dalla vita, che pulsa intorno a lui ma A cui egli non sa partecipare per mancanza di energie vitali, per una sottile malattia che corrode la sua volontà. Egli può solo rifugiarsi nelle sue fantasie infatti egli più che vivere, si osserva vivere. Il superuomo invece viene introdotto da Nietzsche, È un’immagine o figura mitica che rappresenta l’uomo che diviene se stesso in una nuova epoca contrassegnata dal nichilismo attivo. Il superuomo di D’Annunzio è l’individuo superiore alla massa mediocre, forte e determinato, che si muove alla conquista di mete, È un’immagine o figura mitica che rappresenta l’uomo che diviene se stesso in una nuova epoca contrassegnata dal nichilismo attivo. Il superuomo di D’Annunzio è l’individuo superiore alla massa mediocre, forte e determinato, che si muove alla conquista di mete te eroiche senza essere ostacolato da dubbi e incertezze. Il mito si carica anche di valenze politiche poiché il superuomo il compito di riportare l’Italia alla grandezza passata e ai suoi destini imperiali. Il fanciullino, presentato nella poetica di Pascoli, E colui che ha la capacità di vedere oltre le cose, di dedurre nuovi aspetti della realtà trovare quella parte irrazionale in noi “il bambino che noi”.
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