Scena muta all'esame universitario: 5 modi per cavarsela

francesca_fortini
Di francesca_fortini
in sede d'esame non sai rispondere a qualche domanda? Ecco le 5 scuse migliori per proseguire con l'esame e non farsi bocciare

Com'erano belli i tempi delle superiori! Soprattutto quando all'università è il momento di sessione d'esami. Sicuramente vi starete già preparando a passare i prossimi due mesi con la testa bassa su mastodontici libri e noiose dispense e arriverete al giorno dell'esame con un'ottima preparazione. Ottima, sì, ma non perfetta. Vi sarà già capitato, infatti, e purtroppo vi capiterà sicuramente di nuovo, di ritrovarvi seduti davanti al prof con il cervello in panne, intenti a riflettere sulla domanda che vi è appena stata rivolta, ma in merito alla quale riuscite a visualizzare solo un terribile, disarmante, buio pesto. Come fare, allora, per evitare l'imbarazzante scena muta? Skuola.net vi propone 5 possibili scuse da rifilare al vostro prof, sperando di evitare la bocciatura.

Il disorientamento

Il primo tentativo, ovviamente, sarà quello di mettere in pratica l'ormai affinata disciplina dell'arrampicamento sugli specchi, nella quale eccellono milioni di studenti in tutto il mondo. Se pensate di possedere una sufficiente faccia tosta, questa è sicuramente la tattica più adatta alla vostra situazione. Il trucco sta nell'evitare l'imbarazzante momento dello sguardo perso nel vuoto, ad occhi sgranati e bocca spalancata, segnale drammaticamente chiaro della vostra ignoranza. Quindi, sangue freddo e via con le peripezie. Mi raccomando però, non inventate di sana pianta. Cercate, piuttosto, di scavare nella vostra mente in cerca di appropriati collegamenti tra l'argomento sul quale non sapete assolutamente nulla e tutto ciò in cui, invece, sapete di eccellere. Se non vi sentite all'altezza, però, non tentate questa via: solo i più scaltri ce la fanno.

Il foglio fantasma

Eccola lì, è arrivata la domanda che temevate. Sapete perfettamente che quell'argomento è spiegato nell'ultima pagina dell'ultimo blocco di dispense che avete dovuto preparare per affrontare l'esame. Lo sapete, perché ci siete arrivati, ma ci siete arrivati talmente esausti che, ovviamente, vi siete detti "ti pare che potrà chiedermi proprio questo?". Ebbene, l'ha fatto. E sappiate che, per 9 volte su 10 in cui pronuncerete la suddetta frase, succederà. Quindi, se proprio non ce la fate più, strappate la pagina e fingete che non sia mai esistita. In questo caso, davanti al prof, la cosiddetta "espressione del pesce lesso" è obbligatoria: dovrete, infatti, far trasparire la vostra ignoranza, per poi motivarla con la scusa del foglio fantasma. "Sulle mie dispense di questo non si parla", "La copisteria deve aver sbagliato a fotocopiare", "Ho comprato il materiale da un tizio che mi ha assicurato fosse completo al 100%". Spazio alla fantasia, e che la fortuna vi assista.

Non l'ho capito

Armatevi ancora di faccia tosta e sperate che il vostro non sia un prof estremamente saccente, se volete sfruttare questa alternativa. Dovrete, infatti, giocarvi il tutto per tutto con una semplice frase: "Scusi prof, ma io questa cosa non l'ho capita". All'inevitabile rimprovero relativo alla vostra mancata richiesta di delucidazioni in sede di ricevimento, invece di aspettare l'esame per dichiararsi palesemente ignoranti, dovrete mantenere la calma e motivare la mancanza con un banale "E' che pensavo di aver capito, invece mi rendo conto che non è così". A questo punto, se il trucco ha funzionato, il prof si dilungherà in una appassionata spiegazione dell'argomento che vi era fino a quel momento totalmente sconosciuto e voi potrete, nel frattempo, lusingarlo con esclamazioni di consapevolezza.

Quel giorno non c'ero

Il vostro professore è solito interrogare solo relativamente agli appunti che prendete durante le lezioni? Allora, in questo caso, il gioco è facile. Vi basterà, infatti, rispondere alla domanda incriminata con un "Quando ha spiegato questa cosa ero assente". A quel punto, però, vi toccherà essere un po' cattivelli ed accusare l'eventuale compagno dal quale vi siete fatti passare gli appunti di aver dimenticato proprio quelli relativi all'argomento. Oppure, se preferite scegliere la via della drammaticità, fingere un principio di pianto alternato a frasi del tipo "E' colpa mia, ho dimenticato di chiedere in prestito ciò che mi mancava" oppure "La prego mi faccia un'altra domanda, non è colpa mia se quel giorno avevo la malaria".

Giocare di anticipo

L'ultimissimo stratagemma a vostra disposizione rappresenta, in realtà, un'ammissione di colpa. Il trucco della sincerità, però, non sempre funziona, quindi badate bene al prof con il quale lo mettete in atto. Che cosa dovete fare? Semplicemente ammettere, non appena ascoltata la domanda, la vostra totale ignoranza in merito. Evitando rocamboleschi giri di parole, occhi sbarrati o labbra tremanti di lacrime. Semplicemente, guardate il prof dritto negli occhi e confessate, giocando d'anticipo con la richiesta di un'ulteriore domanda che possa risollevare le sorti del vostro esame. Se il docente in questione non è troppo fiscale apprezzerà la vostra sincerità e vi verrà incontro: in fondo anche lui è consapevole del fatto che essere preparati al 100% non è quasi mai possibile. A questo punto, magari vi sarete giocati la lode, ma sarete comunque ad un gradino in meno dal traguardo.

Francesca Fortini

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1 dicembre 2017 ore 16:30

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