Esami universitari, come funzionano: regole, sessioni, domande e voto

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Di manliogrossi

Esami universitari, come funzionano: scadenze, iscrizione, domande

Da qualche giorno per le matricole si sono aperte le porte del ‘magico’ mondo dell’università. Eh già perché in molti sono convinti che, una volta terminato il liceo, con le sue regole e suoi obblighi, arrivi il momento della libertà, rappresentato appunto dall’università. Se da un lato è verosimile, non sarai più costretto, almeno quando non è richiesto, a seguire le lezioni né a giustificarti per le assenze. Dall’altro è bene che tu sappia che anche l’università ha le sue regole e le sue scadenze. Di cosa stiamo parlando? Semplice, delle sessioni d’esame, dei limiti di scadenza per iscriverti agli appelli e di quelli per pagare le tasse. Tranquillo, mantieni la calma, ci pensiamo noi di Skuola.net a spiegarti tutte queste cose!

Esame universitario, cosa sono le sessioni d’esame

A differenza dell’anno scolastico, quello accademico è suddiviso in semestri scandagliati dalle temute sessioni d’esami. Di cosa si tratta? Beh dei periodi in cui dovrai sostenere gli esami appunto. Non sarai però obbligato, nel senso che potrai scegliere tu, in base agli appelli fissati (di solito tre per sessione) a quale iscriverti. Insomma in base alla tua preparazione deciderai quando sostenere l’esame, nulla a che vedere quindi con i compiti in classe e le interrogazioni del liceo, decise dai prof, alle quali non potevi sottrarti! Solitamente le sessioni d'esame si tengono in questi periodo dell'anno, di interruzione della didattica:
  • Prima sessione/sessione invernale: gennaio/febbraio

  • Seconda sessione/sessione estiva: giugno/luglio

  • Terza sessione/sessione autunnale: settembre

Esame universitario, cosa sono e come funzionano gli appelli

Ogni sessione è divisa in più appelli per materia, che possono essere svolti in forma scritta o orale, al quale è necessario iscriversi. Nel caso non si superi l'esame al primo appello, è possibile sostenere l'esame al secondo appello, nella stessa sessione (eccetto i casi in cui il regolamento dell'università - o il professore - non lo consenta). Non c'è un numero fisso di esami che è possibile dare all'interno di una sola sessione: è lo studente stesso a organizzare il carico di lavoro. Tuttavia, esistono materie propedeutiche ad altre (e non è quindi possibile dare alcuni esami senza averne prima fatti altri); inoltre, le sessioni d'esame seguono l'andamento dell'anno accademico, per cui gli studenti dovranno sostenere gli esami secondo i programmi e il loro piano di studi.

Esame universitario: come iscriversi

Se ti stai chiedendo come fare ad iscriverti ad un esame, nonostante la prima sessione utile sarà a gennaio, la risposta non è universale. Ogni ateneo, infatti, segue una procedura differente. Tuttavia, quasi sempre, a partire da di solito una o due settimane prima dell’inizio della sessione, sul portale della tua università è possibile iscriversi ai diversi appelli degli esami (l’importante è essere in regola con le tasse). Di solito il termine ultimo per iscriverti è fino a 24 ore prima della data dell’esame.

Esame universitario e frequenza dei corsi

Tra i corsi, alcuni, ed è bene che tu lo sappia, prevedono la frequenza obbligatoria. Cosa vuol dire? Che se non raggiungi una percentuale di presenze o non potrai sostenere l’esame oppure sarai costretto ad acquistare uno o più testi in più rispetto a chi ha frequentato regolarmente le lezioni. E’ bene quindi informarti subito con il professore per capire se il suo corso ha la frequenza obbligatoria oppure no.
Inoltre, per i frequentanti sono spesso organizzati "esoneri", esami su un programma ridotto da sostenere durante il periodo delle lezioni (al di fuori, quindi, delle sessioni d'esame)

Esame universitario, cosa sono e come funzionano gli esoneri

L'esonero dà la possibilità di dividere l'esame facendo più test di verifica. In pratica, il professore divide il programma d'esame nel corso del semestre in altrettanti esoneri, che permettono agli studenti di fare una verifica, valida per la votazione finale, senza dover sostenere l'intero esame a fine corso. Non esiste un regolamento unico sugli esoneri: normalmente la forma in cui viene svolto è sempre a scelta del professore e può essere di vari tipi, anche orale. Tuttavia, gli esoneri vengono spesso riservati ai frequentanti e danno l'enorme vantaggio di studiare "spezzettando" l'esame e anticipare i tempi.

Esame universitario, le domande: cosa chiedono i professori?

Ma come si svolge l'esame universitario? Innanzitutto, c'è da specificare che ogni esame universitario può essere svolto in forma scritta, orale o prevedere entrambe le modalità. Le domande dei professori si concentrano sul programma d'esame e sui libri consigliati. Per i frequentanti, conoscere con anticipo le domande è molto semplice: basta stare attenti a lezione e annotare i punti su cui il professore insiste di più. Un altro trucco, è quello di informarsi sulle domande "ricorrenti" del professore, assistendo agli appelli o chiedendo a chi ha già svolto l'esame.
I non frequentanti, invece, dovranno informarsi su possibili argomenti aggiuntivi. Spesso il docente consiglia altri testi per chi non frequenta. Il consiglio è quello di recarsi al ricevimento e parlare direttamente con l'insegnante per concordare il programma d'esame.

Esami università e CFU - crediti formativi universitari

Ogni esame università corrisponde a un numero di crediti formativi. Un credito (CFU) corrisponde di norma a 25 ore di lavoro che comprendono lezioni, esercitazioni, ma anche lo studio a casa. Per ogni anno accademico, ad uno studente impegnato a tempo pieno nello studio è richiesta una quantità media di lavoro fissata in 60 crediti, ossia 1500 ore. Alla fine del primo triennio, quindi, si dovranno acquisire 180 CFU, e altri 120 per la magistrale, compreso l'esame di laurea.
Al momento della verbalizzazione dell'esame, se superato, lo studente avrà riconosciuti i CFU corrispondenti all'attività, a prescindere dal voto ottenuto.

Esami università: voto e verbalizzazione

Il voto degli esami universitari è espresso in trentesimi. Perché l'esame sia superato, è necessario ottenere almeno 18 punti. Il massimo è 30, a cui il professore può aggiungere una lode. E' il docente (o l'assistente) a decidere, sulla base del colloquio o del test scritto, il livello del candidato e il voto da assegnare.
Se il voto è accettato dallo studente, verrà verbalizzato nel libretto universitario e dalla segreteria, e saranno contati i CFU corrispondenti. Il voto farà media sul voto di partenza della laurea.
E' possibile rifiutare il voto dell'esame, qualora si reputi troppo basso. In questo caso non verrà verbalizzato e lo studente potrà sostenere nuovamente l'esame senza conseguenze. Allo stesso modo, se si venisse bocciati, non rimarrà segno della bocciatura sul libretto o sul curriculum dello studente, che potrà ripetere l'esame non appena si sentirà pronto.
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21 novembre 2018 ore 15:00

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