Coprifuoco nazionale alle 21 e nuovo dpcm se non calano i contagi

Lucilla Tomassi
Di Lucilla Tomassi
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Dieci giorni: questo il termine che si è dato il Governo per decidere cosa fare. Se entro questo lasso di tempo il numero dei contagi non accenna a scendere, potrebbe avverarsi l’ipotesi di un secondo lockdown. Queste le ultime indiscrezioni provenienti da Palazzo Chigi e riportate da Open. Tuttavia l’ipotesi delle nuove chiusure non è l’unica in ballo: si sta vagliando anche la possibilità di anticipare l’ora del coprifuoco alle 21.0
0. Ma scopriamo insieme come si sta evolvendo questa delicata situazione.

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Lockdown o no?


Da quanto affermato da fonti vicine al Governo, in questo momento si ragiona in base al risultato che otterranno le Regioni, sia in materia di impegno dei cittadini a rispettare le nuove norme che di contagi. Il quadro epidemiologico è ovviamente aggiornato di ora in ora e dal Partito Democratico avvertono che non si potrà arrivare in ritardo. Una delle opzioni da tenere in considerazione, oltre quella del nuovo lockdown, prevedrebbe un coprifuoco a livello nazionale anticipato rispetto a quelli imposti fino ad ora dalle singole regioni.



Nuova quarantena? Dipenderà dai contagi


L’esecutivo sembra avere le idee chiare almeno su una cosa: le terapie intensive devono essere monitorate e si pensa che se i posti occupati dovessero raggiungere o superare quota 2.300, ovvero il 30% del totale a disposizione in tutta Italia, potrebbe inevitabilmente scattare il lockdown numero due. Un altro indicatore tenuto sotto stretta osservazione è l’indice di contagio (Rt), termine con il quale molti di noi avevano preso confidenza durante la quarantena, che calcola il numero medio di infezioni secondarie prodotte da ciascun individuo infetto. La settimana scorsa questo indicatore era arrivato a 1,17, purtroppo però nei prossimi giorni, o addirittura nelle prossime ore, ci si aspetta una nuova impennata di casi che potrebbe far salire l’indicatore ulteriormente. E dunque anche in questo caso, raggiunta quella che è considerata la soglia limite, ovvero 1,5, negli scenari disegnati dall’Istituto superiore di sanità e dal Comitato tecnico scientifico, dovrebbe scattare il lockdown. Per il momento quindi non siamo ancora arrivati a numeri così allarmanti, ma, a meno di una brusca frenata nei contagi, un’altra stretta sarà ineluttabile.
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3 marzo 2021 ore 15:30

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