Soluzione analisi del testo Bassani, maturità 2018: prima prova

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Di Redazione

Siamo arrivati al fatidico giorno della prima prova di maturità 2018. Quel che è fatto è fatto e in pochi si sarebbero aspettati questo autore, il Miur ci ha davvero sorpresi tutti! Di seguito trovate tutte le informazioni riguardanti le possibili soluzioni dell'analisi del testo maturità 2018. Vi ricordiamo che troverete la proposta di svolgimento su questa pagina solamente dopo il tempo minimo stabilito per legge. Cosa vi consigliamo di fare? Venite qui da noi solo a prova terminata, così eviterete di finire nei guai!



Analisi del testo maturità 2018: la soluzione

Ecco la soluzione dell'analisi del testo maturità 2018.

PROPOSTA DI SOLUZIONE PER LA SECONDA PROVA DI MATURITÀ 2018
TRACCIA: Tipologia A - Analisi del testo
ARGOMENTO: Giorgio Bassani, Il giardino dei Finzi Contini.

1. Comprensione del testo

Nel seguente brano il protagonista e narratore del romanzo racconta all'amico Malnate di quanto accadutogli poche mattine prima. Il protagonista, ebrei, aveva infatti deciso di passare la mattinata nella biblioteca di via Scienze, da lui frequentata sin dal periodo del ginnasio, ma nel momento in cui si siede in un tavolo della sala di consultazione Poledrelli, un funzionario della biblioteca, gli si avvicina per chiedergli di andare via come chiesto dal direttore in proposito a ordini tassativi (tali ordini erano quelli emessi dalle leggi razziali del 1938); il protagonista a quel punto ritira tutte le sue cose e abbandona con tristezza l'edificio sotto gli occhi esterrefatti dei presenti, circa cinquanta ragazzini delle medie.
Nella parte finale del testo il protagonista si lamenta con rabbia del torto subito poiché la propria famiglia, al contrario dei Finzi-Contini, si era da sempre integrata pienamente nella società e nella vita pubblica, tanto che il padre aveva preso la tessera fascista e lui aveva aderito al gruppo universitario fascista durante i sui studi, ma al contrario il fratello era stato costretto ad abbandonare l'Italia per proseguire gli studi in Francia e la sorella aveva dovuto proseguire il ginnasio nella scuola israelitica. Il protagonista ritiene quindi la propria famiglia "normale" che era stata trattata ingiustamente al contrario dei finzi-Contini (anche loro di religione ebraica) che invece vivevano isolati nella loro villa e si sentivano diversi.

2. Analisi del testo
2.1. Il protagonista rimprovera a Malnate la sua superficialità e il suo comportarsi quasi da turista, nella città di Ferrara; decide però di raccontargli la vicenda dell'espulsione dalla biblioteca poiché lo stesso Malnate aveva assunto nei confronti della città clemenza e bontà.

2.2. Nel momento in cui Poledrelli chiede al protagonista di lasciare la biblioteca questo si sente particolarmente ferito poiché a chiedergli di andare via era stato proprio Poledrelli un funzionario sempre cordiale e amichevole che inoltre specificherà al protagonista il fatto che l'ordine di chiedergli di lasciare la sala gli è stato impartito dal direttore, altra persona con cui il protagonista condivideva una stima reciproca, tanto che il direttore, dal momento in cui il protagonista aveva intrapreso gli studi di Lettere, aveva iniziato a considerarlo del mestiere. Il protagonista inoltre era solito frequentare la biblioteca di via Scienza sin dal tempo del ginnasio e la considerava quasi come una seconda casa, tutti i funzionari avevano con lui una certa confidenza e familiarità, tanto da permettergli persino di fumarsi una sigaretta ogni tanto. Nel momento in cui gli viene chiesto di abbandonare l'edificio, inoltre, la sala era particolarmente affollata ma i presenti si trovavano in un silenzio "sepolcrale" provocando non poca umiliazione nel protagonista.
2.3. L'aggettivo "ottimo" riferito a Poledrelli viene utilizzato dal protagonista con tono ironico come per sbeffeggiare il funzionario che poco prima viene descritto come una persona "gioviale" e un "celebre mangiatore di pastasciutta" che era solito esprimersi in dialetto, in questo caso però sarà "ottimo" nell'esprimersi in italiano e utilizzerà un tono e dei modi ufficiali per chiedere al protagonista di andarsene.
2.4. Il protagonista considera l'emarginazione della propria famiglia incomprensibile e fuori luogo poiché la propria famiglia si era sempre integrata nella società e nella vita pubblica; lui infatti era nato e cresciuto in un ambiente sempre disposto ad aprirsi e mescolarsi con gli altri. Il padre del protagonista era stato un volontario di guerra e aveva fatto la tessera fascista, il protagonista stesso aveva aderito al GUF (gruppo universitario fascista). Per questo si consideravano "normali" e addirittura "banali nella sua normalità" e considera assurdo come da un giorno all'altro vengano considerati come persone fuori dalla norma.
2.5. Nel raccontare la vicenda dell'espulsione all'amico il protagonista e narratore esprime tutto il suo turbamento e la sua rabbia, lo scrittore per far comprendere questi sentimenti al lettore utilizza delle frasi concise e dirette come "certo, gridai" nella prima riga, "e poi, e poi! -incalzai" nella riga 22; gli stessi termini "gridai" e "incalzai" ci fanno capire l'agitazione del protagonista nel raccontare il fatto accaduto. Il narratore inoltre utilizza un tono ironico nella descrizione del funzionario che gli chiede di andare via, anche questo per far comprendere la propria rabbia nei confronti di quest'ultimo. Infine possiamo cogliere appieno la rabbia e l'amarezza del protagonista nel momento in cui egli racconta le vicende accadute ai fratelli costretti uno a cambiare stato per poter proseguire gli studi e l'altra a dover cambiare scuola, in questo passo il narratore utilizza delle interrogative retoriche per far comprendere ancora meglio al lettore i propri sentimenti.
2.6. Il protagonista conclude il brano affermando che gli ebrei prima venivano accusati di non essere come gli altri, ma una volta divenuti come il resto della gente venivano nuovamente accusati di essere tali e quali agli altri. Con questa affermazione il narratore accusa l'atteggiamento antisemita e le conseguenti leggi razziali, spiegando come l'antisemitismo fosse l'odio verso tutti coloro che professavano la religione ebraica proprio in quanto ebrei e non per le azioni che compivano nella società o nella vita pubblica, infatti se questi non si comportavano come gli "altri" vanivano accusati di tale comportamento in quanto ebrei, ma se assumevano un comportamento uguale al resto della popolazione venivano accusati di ciò poiché in realtà erano considerati diversi. Il protagonista quindi con tale affermazione vuole far capire al lettore che qualunque atteggiamento l'ebreo abbia viene sempre accusato in quanto ebreo.

3. Interpretazione complessiva e approfondimenti
Bassani nel seguente brano tratto dal romanzo "I giardini di Finzi-Contini" tratta il tema dell'antisemitismo e della discriminazione razziale nei confronti degli ebrei durante il regime fascista; l'autore ha come intento principale quello di far provare al lettore il proprio stato d'animo nei confronti di tale situazione che si trova a vivere in prima persona, infatti lo stesso Bassani era ebreo e aveva vissuto appieno il periodo fascista e aveva subito personalmente le conseguenze delle leggi razziali promulgate nel 1938.
Il protagonista narratore vuole quindi, raccontando la propria vicenda personale, far comprendere al lettore come l'avvento delle leggi razziali abbiano intaccato la propria vita quotidiana; nella vicenda dell'espulsione dalla biblioteca possiamo capire come lui passi dall'essere stimato dalle persone che lo circondano all'essere considerato quasi come un fuorilegge. Nel brano si può quindi scorgere pienamente la propria rabbia nei confronti di tali atteggiamenti; la rabbia è il sentimento preponderante nel brano analizzato, rabbia espressa dal protagonista poiché in principio lui era considerato "normale" e in seguito "diverso" a causa di un "ordine superiore". Questo sentimento di rabbia può essere messo a confronto con il sentimento di tristezza espresso invece da Primo Levi in "se questo è un uomo"; entrambi gli autori trattano il tema dell'antisemitismo ma in maniera differente e questo ci fa comprendere come situazioni apparentemente uguali portino a considerazioni e stati d'animo differenti.
Nonostante il tema trattato nel brano indichi una particolare condizione collocabile in un tempo e in uno spazio specifici, il tema dell'emarginazione e della discriminazione è tutt'ora attuale anche se riferito a classi sociali differenti. Se infatti Bassani vuole spiegare quella che fu la discriminazione nei confronti degli ebrei durante il ventennio fascista, ora questo brano può essere adattato verso coloro che vengono considerati i "diversi" cioè tutti coloro che hanno usi e costumi differenti dai nostri. Nonostante ci troviamo nel ventunesimo secolo la nostra era infatti è colma ancora di quelli che possono essere considerati gli strascichi dei vecchi pregiudizi, ora non vengono più discriminati gli ebrei ma i musulmani o coloro che hanno la pelle di un colore diverso dal nostro, o chi ha un orientamento sessuale diverso da noi. Tutt'oggi quindi possiamo affermare che si vive in una società che tende a parlare tanto di uguaglianza e accoglienza ma che trovandosi di fronte il "diverso" lo teme ancora e tende a non confrontarsi con lui ma a respingerlo.

Help line: soluzione analisi del testo

Ovviamente vi saremo accanto durante tutto il periodo della vostra maturità per aiutarvi a essere preparati e, di conseguenza, il più possibile tranquilli. Se avete qualche dubbio potete contattarci quando volete, ma durante le prove scritte non risponderemo alla helpline per evitare di mettervi nei guai. Le soluzioni non verranno pubblicate prima del tempo minimo di consegna, stabilito dalla legge nella metà del tempo massimo di durata di ciascuna prova. Questo perché il nostro obbiettivo infatti non è quello di rischiare di far invalidare l'esame a qualcuno, ma solo di fornire consigli utili una volta terminata la prova.

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