Maturità 2021, la lettera del maturando: ingiusto fare l'esame dopo tanti mesi in Dad

Lucilla Tomassi
Di Lucilla Tomassi
maturità 2021

Anche se l’anno scolastico è iniziato solo da qualche mese, i maturandi 2021 già iniziano a pensare al proprio esame di Maturità che dovrebbe iniziare il 16 giugno 2021. Tuttavia è lecito avere dubbi sia sulla struttura dell’esame che sull’esame di Stato stesso, in quanto, con la pandemia ancora in atto, è difficile prevedere quando le scuole potranno riaprire le loro porte e mettere da parte la didattica a distanza, modalità adottata, ad oggi, dal 100% delle scuole superiori italiane.
Ecco dunque che in questo clima di incertezza si inserisce la lettera del maturando che segnala le sue difficoltà in vista dell’esame di Stato 2021, dopo che non solo in questi mesi, ma anche per parte dell'anno scolastico 2019/2020 sono dovuti rimanere in didattica a distanza: scopriamone di più.



La lettera del maturando 2021: esame di Stato? Ingiusto dopo tanti mesi di Dad


La lettera del giovane Andrea, maturando di un Liceo scientifico a Pescara, è volta a denunciare le condizioni nelle quali i maturandi di quest’anno dovrebbero affrontare il loro esame di Stato 2021, essendo reduci da quasi diversi mesi di didattica a distanza: infatti la scuola online ha interessato l'intero secondo quadrimestre dell'anno 2019/2020 e gran parte del primo quadrimestre 2020/2021. Di seguito vi riportiamo la lettera integrale:

Buongiorno,
mi chiamo Andrea, spero che la mia email venga realmente letta e possa essere spunto di riflessione.
I dubbi che oggi tutti i maturandi e i professori si pongono riguardano proprio l'Esame di Stato previsto per l'anno prossimo.
Ormai il primo quadrimestre finirà a distanza e, nonostante la didattica a distanza fosse già stata utilizzata in precedenza, non sono mancati problemi di vario tipo: connessione debole per i professori e gli alunni, uso di piattaforme instabili, impossibilità dello svolgimento di compiti scritti (in particolare di matematica e fisica), ecc.
Svolgere un esame di stato dopo un periodo così destabilizzante sarebbe un'ingiustizia nei confronti di tutti gli studenti che durante il corso degli anni si sono impegnati al massimo.
Un giudizio negativo all'esame, infatti, rischierebbe di rovinare un percorso di 5 anni fatto magari di bei voti.
Consideriamo anche che gli studenti che si diplomeranno quest'anno sono gli stessi studenti che hanno fatto non uno ma ben due anni a distanza!
Molti professori, proprio in vista dell'esame di stato, hanno tralasciato parte del programma del 4° anno rinunciando a una spiegazione dettagliata per una più approssimativa.

La Francia ha già annullato l'esame di maturità stabilendo che saranno presi in considerazione i giudizi effettuati durante l'anno.
Una scelta giustissima e che dovrebbe essere presa come esempio anche dall'Italia. Chi meglio conosce gli studenti se non i professori che li hanno seguiti per 5 anni?
Annullare l'esame non significa favorire l'ignoranza, bensì evitare una "corsa contro il tempo". Togliere questa pressione ai professori e agli alunni consentirebbe di svolgere l'ultimo anno in piena tranquillità dedicandosi ad uno studio più fattivo e culturalmente valido e non unicamente finalizzato a superare un esame-farsa.

Ringrazio per l'attenzione e porgo
Distinti Saluti
Andrea


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