Maturità 2018: come fare un tema su femminicidio e bullismo

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Femminicidio, bullismo, violenza sono tutti termini entrati ormai nel nostro vocabolario giornaliero, e nelle nostre vite quotidiane. Ma siamo tutti sicuri che sia normale assistere a queste violenze, vedere ogni sera al telegiornale delle 20, notizie di questo genere, combattere per non essere schiacciato dalla prepotenza del mondo che ci circonda e vivere con l paura di parlare? Ne parliamo in maniera più approfondita per aiutarvi nel caso capiti una traccia del genere tra le tracce prima prova maturità 2018.

Tema maturità: cosa significa femminicidio?

Diffuso in Italia nel 2001, questo termine è ormai entrato a far parte del nostro linguaggio comune, quello di tutti i giorni. Femminicidio è una parola formata del tutto regolarmente, unendo e componendo insieme la parola femmina, con quella parte finale -cidio, che ha il significato appunto di uccisione. Uccisione di una donna. Ma non è la parola stessa a spaventare, quanto il significato a lei attribuito. Come tratta Barbara Spinelli, candidata per il Grevio (Group of Experts on Action against Violence against Women and Domestic Violence), spiega nei suoi numerosi libri sull’argomento l’etimologia del termine,nato propriamente per inidicare la violenza fisica, psicologica, economica,istituzionale, rivolta contro la donna «in quanto donna».

Tema maturità: femminicidio ieri e oggi

Per quanto attuali, questi eventi hanno radici molto antiche: dall’antica Roma ad oggi non è cambiato niente. La storia della letteratura latina è tempestata di episodi di donne uccise dai loro mariti o costrette al suicidio da circostanze divenute insostenibili. Se facciamo un passo indietro nella Grecia classica, la percezione che gli uomini avevavo della donna non era affatto differente: non riesce ad uscire dal ruolo di subordinazione alla figura maschile e viene quindi raffigurata come una vittima, privata della sua libertà e incorniciata in un quadro che non le appartiene davvero, incaricata unicamente di occuparsi delle faccende casalinghe e dell’educazione dei figli. Con il tempo la situazione non cambia, ma la voglia delle donne di farsi sentire e di ribadire i propri diritti si. Questo vento di ribellione inizia a soffiare con il movimento delle Suffragette,(1800) gruppo di donne che lottano per l’emancipazione femminile, e per ottenere il diritto di voto. Questa lotta però non vede una fine, ma le donne non verranno meno alla loro dignità, combatteranno con le unghie e con i denti per riuscire a pedalare anche tra chi continuerà a mettergli il bastone tra le ruote.

Bullismo: traccia maturità

Così come il femminicidio, fenomeno molto diffuso ai giorni d’oggi è il bullismo. Ma cos’è veramente e perché accade? Il bullismo è una forma di violenza di carattere sia fisica che psicologica, composto da due facce: da una parte quella del predatore, che attacca (bullo) dall’altra quella indifesa, preda del primo(vittima). Immaginiamoci ora questo come un gioco: il bullo prepotente, sfacciato spesso al vertice di un gruppo, sceglie una vittima per giorni, mesi o anni con cui divertirsi, contro cui sfogarsi, contro cui sentirsi più forte. Purtroppo però questo non è un gioco, ma la fredda realtà di tutti i giorni che molti ragazzi di qualsiasi età si trova a dover affrontare. Ragazzi che si trovano costretti a subire la violenza del bullo che pur mostrandosi invincibile, forte, e superiore a tutto e a tutti, lotta con se stesso ogni secondo della propria vita, lotta con la propria insicurezza, con la rabbia che lentamente lo mangia dentro, e con la solitudine che furiosamente lo logora.

La vittima

La maggior parte delle volte, un adolescente insicuro, solo di fronte all’immensa finestra del mondo a cui si affaccia, incapace di difendersi e vittima persino di se stesso e della propria fragilità. Di fronte alle continue offese e violenze sia fisiche che verbali, si rinchiude nel proprio guscio e talvolta decide di spegnere per sempre la luce della sua vita.
Non è facile trovare una risposta a questa domanda; da occhi esterni può sembrare facile affrontare una situazione di questo genere, ma se provassimo ad immergerci nella vita di una preda, capiremmo tante cose. Per aiutare la vittima è necessario per chi sa, non rimanere in silenzio, riferirsi a professori o agli stessi genitori; accorgersi di cosa il ragazzo sta vivendo e aiutarlo a non scivolare nel suo buio interiore.
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