Maturità 2020, mancano i presidenti di commissione: esame a rischio?

mancano presidenti commissione 2020

A due settimane dall’inizio dei famigerati colloqui di Maturità 2020 è venuta a galla una nuova emergenza che il ministero dell’Istruzione si sta trovando costretto a fronteggiare e a risolvere nel minor tempo possibile: la carenza di presidenti per le commissioni di Maturità 2020. Che le domande per poter ricoprire il ruolo di presidente di commissione in questo esame di Stato 2020, fossero scarse era ormai risaputo, tuttavia il MI è sempre rimasto ottimista sulla possibilità di trovare in tempo i membri mancanti: ma siamo sicuri che ci riuscirà prima del 17 giugno 2020, data di inizio dei colloqui?


Presidenti di Commissione scarseggiano: come interverrà il Ministero dell’Istruzione?

In realtà i presidenti di commissione andranno trovati ben prima del 17 giugno, data di inizio degli esami orali; infatti la commissione dovrà essere già operativa a partire dal 13 giugno, quindi tra una decina di giorni.
Tuttavia la situazione in alcune regioni rimane critica: in Lombardia, come riportato dal Corriere.it, sono ancora 770 le nomine vacanti su un totale di 1.790 commissioni; solamente a Milano i presidenti di commissione ancora non assegnati sono 270 su 558 totali. Ma non è solo la Lombardia a registrare ritardi e mancanza di candidature. Infatti, altrettanta difficoltà la stanno trovando gli uffici scolastici di Emilia-Romagna, Veneto e Toscana, tutte regioni duramente colpite dal coronavirus. Nel complesso, a livello nazionale, sono più del 10% le nomine ancora non assegnate. Dunque, visto che la seconda chiamata fatta dall’Ufficio scolastico regionale è stata pressoché vana, il ministero dell’Istruzione in accordo con gli Uffici Scolastici Regionali dovrà, al più presto, agire d’ufficio: cioè convocare presidi in pensione o professori di scuole superiori con almeno 10 anni di anzianità.


Ritardi e mancanza di candidati: come si agirà

E se, nonostante lo sforzo, queste misure non dovessero bastare? Il MI ha già stabilito i futuri protocolli da attivare in caso di assoluta emergenza. Dopo un’ulteriore chiamata, se i direttori degli uffici scolastici regionali non dovessero avere a disposizione abbastanza candidati, si potrà dare la reggenza di un’altra commissione ai presidenti che già hanno accettato. Inoltre, in alcune regioni - quelle in cui la difficoltà nel reperire i presidenti di commissione è maggiore - per ottenere il posto non sarà più necessario avere 10 anni di ruolo alle spalle. È stata, nelle scorse ore, proprio la direttrice generale degli ordinamenti, Maria Assunta Palermo, a intervenire in merito, ribadendo che bisogna garantire a tutti gli studenti "il diritto costituzionale ad essere esaminati da commissioni regolarmente costituite", ed ha poi aggiunto che, tra poche ore, partirà l'ordinanza ministeriale "volta ad assicurare il reperimento urgente dei presidenti delle commissioni dell’esame conclusivo del secondo ciclo".
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1 settembre 2020 ore 11:00

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