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Concetti Chiave

  • Il primo capitolo de I Promessi Sposi introduce Renzo e Lucia, due giovani innamorati, e il contesto sociale oppressivo in cui vivono.
  • Don Rodrigo, un signorotto locale, trama per rapire Lucia e impedire il matrimonio con Renzo, dimostrando la violenza del potere.
  • Don Abbondio, il parroco, è un personaggio codardo che, intimorito dai bravi di Don Rodrigo, rinuncia a celebrare le nozze.
  • Il capitolo evidenzia i temi della violenza e della lotta tra oppressori e oppressi, riflettendo l'ingiustizia sociale del '600.
  • Manzoni utilizza registri linguistici diversi per i dialoghi, alternando formalità e informalità a seconda dei personaggi coinvolti.

Questo appunto di italiano per le scuole medie è un riassunto del primo capitolo dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni e contiene l’analisi dei personaggi e dei temi trattati dallo scrittore.
descrizione generale del romanzo dei Promessi Sposi di Manzoni

Riassunto Capitolo I dei Promessi Sposi

Il racconto della vicenda da cui prende le mosse il romanzo I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni comincia con un'ampia visione del paesaggio in cui si colloca il paese brianzolo dove abitano Renzo e Lucia, i due promessi sposi, protagonisti della vicenda. Renzo è un filatore di seta, orfano di padre e di madre; Lucia lavora in una filanda di cotone del signorotto del paese, Don Rodrigo e vive con sua madre Agnese, vedova. I due giovani si innamorano e si promettono di sposarsi, così vanno dal parroco del paese, Don Abbondio, per preparare tutto per le nozze. Il matrimonio viene quindi fissato per l'otto novembre 1628. Nei giorni seguenti, mentre Lucia lavora nella filanda, il signorotto Don Rodrigo la vede e ne rimane colpito per la bellezza, così fa una scommessa con suo cugino, Don Attilio: la scommessa prevede che Don Rodrigo prendesse per sé Lucia per portarla al suo castello e per farne la sua amante. Don Rodrigo, dato il suo ruolo di padrone nel paese, non aveva paura delle conseguenze delle sue azioni, così mette subito in pratica il suo proposito di rapire Lucia. Bisognava, intanto, impedire la celebrazione del matrimonio. Infatti, quello stesso pomeriggio, manda due bravi (i suoi scagnozzi) a ordinare al curato Don Abbondio di non celebrare il matrimonio. I due bravi si appostano all'angolo di una strada di campagna, il percorso che il curato faceva abitualmente, e intercettano Don Abbondio che, avvicinandosi nota alcuni particolari preoccupanti: i due uomini erano armati fino ai denti, avevano una pistola, la polvere da sparo, uno spadone e un pugnale. Uno dei due era seduto sul muro di cinta che separava la stradina da una proprietà privata, mentre l’altro, in piedi, chiacchierava. Facendosi coraggio, decide di affrontare i due uomini e affrettando il passo li raggiunge: uno dei due gli rivolge la parola chiedendo conferma su chi fosse e sulla sua intenzione di celebrare, a breve, il matrimonio tra Renzo Tramaglino e Lucia Mondella. Don Abbondio cerca subito di lavarsene le mani, spiegando di essere estraneo alla decisione presa dai giovani e che lui era stato solo incaricato di celebrare lo sposalizio. A questo punto uno dei due bravi disse: "..questo matrimonio non s’ha da fare né domani, né mai!", cosa che allarma il curato. Tutto tremante prosegue la sua difesa spiegando che avrebbe evitato volentieri di celebrare il matrimonio tra Renzo e Lucia, ma ormai il matrimonio era alle porte e tutto pronto per l’indomani. Non appena i due uomini pronunciano il nome di Don Rodrigo, il parroco, codardo e pauroso, subito obbedisce ai due malvagi bravi, che vanno via soddisfatti. La società di quel periodo era ingiusta e violenta nei confronti dei più deboli, per questo motivo, atti di questo tipo erano all’ordine del giorno e nessuno osava mettersi contro Don Rodrigo, che deteneva il potere di tutto il paese. Don Abbondio decide di interrompere i preparativi senza dare nemmeno una spiegazione, ma quando si ritira a casa dalla sua governante, Perpetua, la paura delle minacce subite gli fa confessare tutto. La donna, che è civettuola e impicciona, giura di non rivelare nulla agli sposi il giorno seguente. La notte, che trascorre agitatissima, è difatti popolata di bravi e di archibugiate.

Analisi dei personaggi

Il codardo Don Abbondio è il protagonista assoluto di questo primo capitolo. L'incontro tra Don Abbondio e i bravi, oltre a dare il via alla storia, serve a far comprendere la vera personalità del parroco: un codardo vittima del potere e delle violenze della società in cui vive. Don Abbondio, prendendo la decisione di ubbidire ai due uomini, non si dimostra un bravo cattolico né un emissario della volontà di Dio, soprattutto perché non ha difeso gli interessi di due buoni cristiani che volevano solo sposarsi.
Perpetua è un personaggio secondario, ma è allo stesso tempo una figura complementare a Don Abbondio. Sono due personaggi statici. Perpetua è una popolana, spontanea, fondamentalmente buona e molto legata a Don Abbondio. È lei, nei capitoli successivi, a raccontare tutta la verità ad Agnese, madre di Lucia, e a svelare quindi il segreto del suo precettore. Perpetua è quindi una donna sincera, ma la sua sincerità non è pura e senza scopi: lei racconta tutto per pure civetteria, non per aiutare i due ragazzi.
I bravi sono personaggi assolutamente secondari, che nel seguito del romanzo compaiono come semplici aiutanti di Don Rodrigo, nemmeno così bravi a svolgere il lavoro che il padrone assegna loro: rapire Lucia. Infatti, nel capitolo della fuga degli sposi, i bravi falliscono nel tentativo di rapirla. Inoltre, i bravi sono personaggi realmente esistiti nella storia. Si trattava di soldati mercenari pagati da nobili e signorotti che se ne avvalevano per far svolgere incarichi di fiducia o usarli come guardie del corpo.
riassunto capitolo 1 Promessi Sposi

I temi centrali e lo stile linguistico del primo capitolo

Il Manzoni ha la capacità di sviluppare temi importanti per la società del ’600, e di distribuirli in ogni capitolo del romanzo. In questo primo capitolo, emergono due temi di fondo: la violenza e la contrapposizione tra oppressori ed oppressi. Abbiamo già detto che la violenza era all’ordine del giorno nella società del 1600 e questa condizione si è protratta per molti altri secoli. In questo capitolo, però, il Manzoni mette in evidenza come gli oppressi non avessero nemmeno la possibilità di difendersi o di chiedere aiuto a qualcuno, poiché nessuno poteva essere al di sopra della legge non scritta di questi signorotti locali.
In questo primo capitolo si può anche notare come il Manzoni alterni registri linguistici molto diversi: mentre nel dialogo tra Don Abbondio e i bravi il gergo è più formale, ma solo per fare dell’ironia, perché essi credendosi dei galantuomini non potevano utilizzare una lingua bassa; al contrario, nel dialogo con Perpetua, viene utilizzato un tono informale, poiché la governante appartiene al popolino, quindi è priva di un’istruzione adeguata.
Per ulteriori approfondimenti sui Promessi Sposi vedi anche qua
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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'ambientazione principale del primo capitolo dei Promessi Sposi?
  2. Il primo capitolo si apre con una descrizione del paesaggio brianzolo, dove vivono i protagonisti Renzo e Lucia, due giovani innamorati che si preparano a sposarsi.

  3. Chi sono i principali antagonisti della storia e quale ruolo giocano?
  4. Il principale antagonista è Don Rodrigo, un signorotto che desidera rapire Lucia e impedire il matrimonio con Renzo, utilizzando la violenza e i suoi scagnozzi, i bravi.

  5. Qual è la caratterizzazione di Don Abbondio nel primo capitolo?
  6. Don Abbondio è descritto come un codardo, che si piega alle minacce dei bravi e non difende gli sposi, rivelando la sua incapacità di opporsi all'ingiustizia sociale.

  7. Quali temi principali emergono in questo capitolo?
  8. I temi centrali sono la violenza e la contrapposizione tra oppressori e oppressi, evidenziando come gli oppressi non avessero possibilità di difendersi in una società dominata dai signorotti.

  9. Come si differenziano i registri linguistici utilizzati nel capitolo?
  10. Manzoni alterna registri formali nei dialoghi tra Don Abbondio e i bravi, per ironia, e toni informali nei dialoghi con Perpetua, riflettendo le differenze sociali e culturali tra i personaggi.

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