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Manzoni – La genesi dei Promessi Sposi: Fermo e Lucia


Alessandro Manzoni inizia la stesura del romanzo il 24 aprile del 1821, la prima redazione fu conclusa il 17 settembre 1823, con il titolo provvisorio di “Fermo e Lucia”.
La seconda fase di elaborazione del romanzo comincia nel marzo 1824, quando l’autore procede a una profonda revisione strutturale e linguistica: vengono abolite le lunghe digressioni, soppressi gli episodi più romantici e la materia viene organizzata in modo diverso; il titolo definitivo è quello dei “I Promessi Sposi”.

Ancora insoddisfatto Manzoni attraversa una terza fase di elaborazione, in cui cambia solo la lingua in modo da uniformarla meglio al fiorentino in uso presso i toscani colti; così nel 1840 uscì la seconda edizione definitiva.
Manzoni aggiunge al romanzo un’appendice dedicata al processo degli untori durante la peste del 1630.
La vicenda è ambientata a Milano e dintorni tra il 1628 e il 1630, tratta vicende storiche come: la carestia, la peste, la discesa dei lanzichenecchi, i tumulti di San Martino ( 1628 ). La Lombardia all’inizio del Seicento sotto il dominio spagnolo, presentava aspetti di somiglianza con quella all’inizio dell’ottocento sotto il dominio austriaco. Inoltre, la polemica manzoniana contro il mondo della storia e contro l’irrazionalità umana poteva svilupparsi più facilmente nei confronti del Seicento, un secolo messo sotto accusa per il trionfo dell’irrazionalità.
Accanto a personaggi storici, appartenenti alle classi elevate (cardinale Borromeo), ci sono personaggi inventati (Renzo e Lucia). L’autore finge che anche la loro storia sia vera, in quanto testimoniata da un anonimo manoscritto da lui ritrovato e trascritto in lingua moderna.
Il romanzo è diviso in sei nuclei narrativi principali: il primo e l’ultimo nucleo vedono Renzo e Lucia in azione, invece nella parte centrale del racconto i due fidanzati sono separati.
Gli otto personaggi principali del racconto si distribuiscono in quattro coppie, per similarità: Renzo e Lucia sono le vittime; padre Cristoforo e il Cardinale Borromeo sono i protettori; don Abbondio e Gertrude sono gli strumenti degli oppressori; don Rodrigo e l’Innominato (quest’ ultimo solo all’inizio) sono gli oppressori. Quattro di essi provengono dal mondo popolare e borghese, gli altri quattro da quello nobiliare. Oltre a Renzo e Lucia, i grandi protagonisti del romanzo sono la Storia e la Provvidenza divina.
Il romanzo comunica un messaggio ideologico centrato sul contrasto tra bene e male; la critica del potere è uno dei grandi temi del romanzo.
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