Ominide 978 punti

Il sugo della storia

Nel sugo della storia Renzo e Lucia meditano sulle loro vicende, concludendo che i guai capitano spesso e che la condotta più innocente non basta a tenerli lontani, ma che la fiducia e la fede in Dio rende tali mali utili per una vita migliore. Prendono cioè coscienza della positività provvidenziale del male (provvida sventura).
Qui sono presenti i cardini della visione di Manzoni, il rifiuto dell'idillio, la visione tragica del reale (che deriva dal pessimismo religioso). L'Idillio non è 'vero'. Grazie quindi alla consapevolezza del male, la vita dei due protagonisti non è finalizzata più a 'star bene', ma a 'far bene'.

Provvidenza

La questione della provvidenza è più complessa di quella che spiegano Renzo e Lucia nel sugo della storia. Per Manzoni infatti virtù e felicità possono coincidere solo nella 'prospettiva dell'eterno', ovvero: solo in un'altra vita i buoni saranno premiati e i cattivi puniti. Qui la virtù fa maturare più alte virtù e la sventura colpisce anche i più innocenti.

Ironia.
Contro l'opera: Autoironia, Manzoni mette in dubbio l'utilità della sua stessa opera, svalutandola affermando che sarebbero davvero in pochi, coloro che la leggerebbero.
Contro il pubblico: Affermando di non raccontare la vita dei due sposi poiché il lettore potrebbe risultarne annoiato.
Contro i personaggi: Verso di loro Manzoni si distacca, dai loro discorsi e comportamenti umili, con un'affettuosa ironia. Colpisce spesso e volentieri Renzo (ma mai Lucia) per sottolineare i suoi numerosi errori, le sue ingenuità di ragazzo buono, ma impetuoso. Colpisce per nulla bonariamente don Abbondio e il suo egoismo. E risulta particolarmente impetuoso il sarcasmo contro le classi elevate.

Hai bisogno di aiuto in Riassunto Promessi Sposi?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email