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Concetti Chiave

  • Il "sugo della storia" nei Promessi Sposi evidenzia la provvidenza divina e l'ironia manzoniana, centrando l'attenzione sugli umili protagonisti, Lucia e Renzo.
  • I protagonisti sono rappresentati come individui autonomi e pensanti, che affrontano le avversità con solidarietà in un contesto di sofferenza sociale.
  • La Provvidenza divina gioca un ruolo cruciale, offrendo conforto e guida agli umili, come esplicitato nelle parole di Fra Cristoforo.
  • Leonardo Sciascia interpreta il romanzo come un ritratto disperato dell'Italia seicentesca, con don Abbondio come simbolo di individualismo e grettezza.
  • Manzoni utilizza diverse tecniche di ironia, come il rovesciamento dei ruoli e l'umanizzazione dei personaggi, per coinvolgere il lettore e trasmettere emozioni forti.

Il Sugo della Storia

In questo appunto di italiano si descrive il cosiddetto "sugo della storia" tratto dai Promessi Sposi dello scrittore Alessandro Manzoni, con grande attenzione dedicata al concetto di provvidenza e all'"ironia" manzoniana.

Chi sono i Protagonisti Umili e qual è il loro Contesto Storico?

La novità dei Promessi Sposi sta nel capovolgimento dei protagonisti della storia ovvero gli umili: Lucia è una contadina, riservata e molto fedele, e Renzo, un uomo del popolo giusto, ingenuo ma anche lui religioso. I due interagiscono, inoltre, con persone semplici come contadini o artigiani.

La loro posizione sociale, però, non deve essere intesa come gruppo ma come singoli individui autonomamente pensanti. Manzoni, quindi, descrive la storia di un’epoca, vicende storiche che riverbera la sofferenza popolare e le loro aspre condizioni di vita dovute alla carestia, la siccità, le continue guerre e il dominio spagnolo che sopraffà la popolazione. Nella sventura, però, gli umili sono solidali tra di loro come viene specificato nel primo capitolo: “La forza legale non proteggeva in alcun modo l’uomo tranquillo, inoffensivo e che non avesse altri mezzi di far paura altrui. L’impunità era organizzata e aveva radici che le grida non toccavano o non potevano smuovere”.

Promessi Sposi - Sugo della storia articolo

Personaggi di Prestigio e Provvidenza

In verità sono presenti anche personaggi di grande prestigio che sono inseriti in funzione di aiutanti dei deboli (Federigo Borromeo, Fra Cristoforo, l’Innominato dopo la conversione) o che, contrariamente, li ostacolano (Don Rodrigo, l’Azzeccagarbugli, il conte Attilio). In questo contesto, però, è presente la concezione religiosa e rivoluzionaria manzoniana. Un ruolo importante è quello svolto dalla Provvidenza divina che consiste nell’affidarsi alla fede per affrontare le avversità della vita. Essa ha sempre il punto di vista degli umili perché si manifesta più visibilmente nelle loro fatiche come segno di una presenza paterna sia amorevole che severa, una mano di Dio che interviene al momento opportuno nelle vicende, segni celesti che incoraggiano o fanno intuire la strada da prendere ai personaggi, pur tenendo in considerazione il loro libero arbitrio.

Il senso più profondo di questo concetto lo si trova espresso nelle parole di Fra Cristoforo rivolte a Renzo e Lucia: “Ringraziate il cielo che v’ha condotto in questo stato non per mezzo dell’allegrezze turbolente e passeggere ma co’ travagli tra le miserie per disporvi ad un’allegrezza raccolta e tranquilla”. Ciò significa che le avversità cercate da Renzo e subite da Lucia devono essere abbracciate affinché Dio, di cui si ha fiducia nel momento dell’accettazione del proprio male, lenisce le ferite e prepara l’animo ad una vita migliore.

Interpretazioni di Sciascia e Ironia

Un’interpretazione in cui il valore della Provvidenza è più smorzato è stata formulata originariamente da Leonardo Sciascia. Egli crede che il romanzo sia primariamente “un disperato ritratto dell’Italia” seicentesca così come quella dell’età moderna. Il vero protagonista di conseguenza sarebbe don Abbondio, portatore di grettezza, individualismo, disinteresse verso il prossimo nonché interprete dell’italiano più infimo di tutti. Anche di fronte alle maggiori ingiustizie occorre essere omertosi per permettere una serena convivenza.

Secondo Sciascia, inoltre, proprio don Abbondio sarebbe l’unico vincitore della storia perché non ha sofferto gli stessi travagli dei protagonisti e nemmeno i rimproveri dei suoi superiori per il suo comportamento.

Dal punto di vista di Manzoni, l’ironia è uno strumento letterario che gli permette di entrare direttamente nella storia e commentare le vicende dei personaggi e dare una propria opinione dei fatti ma esternamente, senza influenzare l’andamento narrativo. È una caratteristica universale l’ironia perché non riguarda solamente l’autore ma tutti gli uomini che sappiano comprendere la loro limitatezza e riderne.

L’ironia usata da Manzoni è di due tipi. Una più “semplice”, bassa, scherzosa, comprensibile al lettore perché nasce dalla parlata dei personaggi e facente nascere quasi un sorriso di compassione mentre una più cruda, violenta, pungente che riguarda i meccanismi sociali della società. Ne sono un esempio la giustizia (“A questo mondo c’è giustizia finalmente! Tant’è vero che un uomo sopraffatto dal dolore non sa più quel che si dica esclama Renzo dopo il fallito incontro con l’Azzeccagarbugli) congiuntamente ai politici che continuamente sbagliano e sempre sono intenti ad arricchirsi nonostante la loro incapacità governativa. L’ironia è presente sul codice cavalleresco come dimostra l’episodio della lite su chi debba passare per primo tra un nobile altezzoso e Lodovico, l’ignoranza degli intellettuali come Don Ferrante sostenitore dell’origine astrologica della peste, la superstizione popolare degli untori.

descrizione generale del romanzo dei Promessi Sposi di Manzoni

Tecniche di Ironia Manzoniana

Tutti i personaggi, con l’eccezione di Federigo, l’Innominato e padre Felice, sono soggetti all’ironia. Basti pensare al “si uri!” del sarto del villaggio che nonostante tutto si vanta dell’incontro con il Cardinale o all’ipocrisia ecclesiastica quando cerca di evitare che Borromeo sia troppo caritatevole riprendendo la teoria del giusto mezzo perché è “giusto in quel punto dov’essi sono arrivati, e ci stanno comodi”. L’ironia viene ottenuta attraverso diverse tecniche: l’attenzione alla gestualità, l’artificio di metafore e similitudini, l’autoironia rivolta alla storia stessa e ai suoi lettori, il rovesciamento delle vicende e dei ruoli, un eccesso di umanizzazione e ridicolizzazione dei personaggi.

È una tecnica molto efficace perché da una parte Manzoni attraverso il riso riesce a coinvolgere il lettore intimamente, dall’altra pur rimanendo su un registro linguistico controllato si possono trasmettere intense cariche emotive.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato del "sugo della storia" nei Promessi Sposi?
  2. Il "sugo della storia" si riferisce al concetto di provvidenza e all'ironia manzoniana, evidenziando come la storia degli umili, come Lucia e Renzo, rifletta le sofferenze e le condizioni di vita della popolazione durante un'epoca di avversità.

  3. Come vengono rappresentati i protagonisti umili nel romanzo?
  4. I protagonisti, Lucia e Renzo, sono descritti come individui autonomi e pensanti, la cui posizione sociale non è un gruppo ma una testimonianza della loro umanità e della solidarietà tra di loro, nonostante le dure condizioni storiche.

  5. Qual è il ruolo della Provvidenza nella vita dei personaggi?
  6. La Provvidenza divina è fondamentale, poiché offre sostegno e guida agli umili nei momenti di difficoltà, come espresso da Fra Cristoforo, che invita a vedere le avversità come preparazione a una vita migliore.

  7. Come interpreta Sciascia il romanzo di Manzoni?
  8. Sciascia vede il romanzo come un ritratto disperato dell'Italia seicentesca, con don Abbondio come protagonista che incarna l'individualismo e la grettezza, risultando l'unico vincitore della storia per la sua mancanza di sofferenza.

  9. Quali tecniche di ironia utilizza Manzoni nel suo racconto?
  10. Manzoni impiega diverse tecniche di ironia, come l'autoironia, il rovesciamento dei ruoli e l'umanizzazione dei personaggi, per coinvolgere emotivamente il lettore e commentare le ingiustizie sociali in modo incisivo e divertente.

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