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Cicerone nacque ad Arpino nel 106 da una ricca famiglia equestre, che gli consentì di studiare con i migliori maestri. Dopo il servizio militare intraprese gli studi di diritto e questo fu il primo passo. Durante questa prima fase, pronunciò la prima orazione in assoluto nell' 81 a.C. (non è la più importante) chiamata Propinzio. La successiva che si chiama Pro Sexto Roscio Amerino: in cui la causa è semplice, però i suoi colleghi avvocati si erano rifiutati di difenderla. Dopo essersi avvicinato come avvocato, si trovò ad intraprendere il Cursus onorum, nella carica di primo questore in Sicilia e dopo gli proposero di difendere una causa importante. Grazie al suo ingegno e alla sua capacità in Sicilia si fece conoscere dai Siciliani, che nel momento in cui ne ebbero bisogno lo chiamarono per farsi difendere contro Gaio Licinio Verre. Così nel 70 scrisse Le Verrine, che erano in tutto sette, ma bastarono soltanto due da pronunciare per avere la vittoria. Una di queste è Divinatio in Caecilium (uomo che sosteneva Verre)che costituiva il dibattito principale, di seguito l'Actio Prima e Actio secunda in Verram (che non fu necessario pronunciarla, perché Cicerone aveva già vinto) in cui elenca tutti i disfatti commessi da Verre.

Cicerone dopo queste Verrine continuò la sua carriera politica e nel 69 divenne edile e nel 66 pretore, e in qualità di esso, scrisse altre orazioni ''Pro legge Manilia''; con queste orazioni volle sostenere la proposta di legge, con la quale Manilio dava a Pompeo dei poteri straordinari. Fu un'operazione eccellente, perché da una parte sosteneva i pericoli del conflitto, e dall'altra elogiava Pompeo. Nel 63 riuscì a vincere le elezioni contro Lucio Catilina, così quest'ultimo ordisce una congiura, perchè volle impadronirsi del potere con forza. Però Cicerone riuscì a sventare questa congiura e pronunciò le quattro Catilinarie (Orationes in Catilinam): la prima e l'ultima le pronunciò in senato, e le altre davanti al popolo con un linguaggio normale. Però continuò a pronunciare queste orazioni e a dicembre di quell'anno vennero arrestati cinque capi di congiura; non si sapeva se mandarli in esilio (sostenuto da Cesare) o agire con la pena di morte (sostenuta da Cicerone e dopo Marco Porcio Catone). Fece una scelta gravissima, ossia quella della pena di morte, perchè i cittadini Romani sostenevano la ''Provocatio ad Populum'', in cui era il popolo a decidere. Ebbe successo con questa orazione però quando nel 58 Clodio lo mandò in esilio per diciassette mesi, fece radere al suolo la sua casa sul Palatino e consacrò quella zona alla dea Libertas. Compose Pro Murena, orazione in difesa di Murena, e dopo la Pro Archia. Fece elogio sulla poesia e sul valore degli studi letterali e si vede che Cicerone fu il primo sostenitore dell'humanitas e fece un elogio ad Archia per celebrare Roma. Tornò a casa, grazie ai suoi amici: Milone, che scrisse Pro Domo sua (in difesa della sua casa). A lui scrisse la Pro Milone: Milone fu accusato di aver ucciso Clodio. Cicerone quando arrivò al processo pronunciò un'orazione molto insignificante. Cicerone, mortificato da questa sconfitta, decise di riscriverla facendola diventare uno dei lavori più importanti e disse che erano stati i seguaci di Clodio a provocare, poiché se l'avesse ucciso l'avrebbe fatto per legittima difesa e che era stato bravo perché aveva fatto bene ad eliminare un pericolo per Roma.
Cicerone lo mandarono come proconsole in Cilicia, ma non era molto attivo come prima, quando tornò a Roma c'era la guerra civile tra Cesare e Pompeo, e cercò di pacificare i due uomini, ma non ci riescì perchè la situazione era troppo avanzata e quindi Cicerone si schierò dalla parte di Pompeo. Ma dopo l'uccisione di Pompeo, Cicerone si avvicina a Cesare e quest'ultimo lo perdona. Così Cicerone scrisse tre orazioni molto importanti dette ''Cesariane'': Pro Marcello, Pro Rege Deiotaro e Pro Quinto Ligario.

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