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Senofonte

VITA

- Senofonte nasce ad Atene nel 430 da una famiglia di proprietari terrieri
- Era in rapporti personali con Socrate, ma non apparteneva alla cerchia dei suoi scolari, come dimostra la sua scarsa propensione per la filosofia
- Nel 401 accoglie l’invito di partecipare alla campagna militare in Asia con la quale Ciro il Giovane intendeva spodestare l fratello maggiore succeduto al padre. Ma l’impresa volge presto in tragedia: morto Ciro e uccisi a tradimento i comandanti greci, Senofonte assume il comando dei 10 000 mercenari greci durante la marcia di ritorno. Si congiungono poi alle truppe spartane guidate dal re Agesilao
- Viene esiliato da Atene. Non sono chiari i motivi di tale provvedimento:
1. O la partecipazione in battaglia al fianco di Agesilao
2. O l’iniziale partecipazione all’impresa di Ciro, che essendo appoggiata anche da Sparta, non era gradita ad Atene

3. O il suo rapporto con Socrate, condannato a morte dal governo democratico
- Soggiorna così per 20 anni nel Peloponneso, dove ha ricevuto una proprietà dalle autorità spartane per intercessione di Agesilao. Nell’Anabasi descrive un quadro idilliaco della sua vita in questa località
- L’ascesa di Tebe determina il riavvicinamento tra Sparta e Atene e di conseguenza la revoca dell’esilio. Non si sa tuttavia se Senofonte sia ritornato in patria; certo è che i suoi figli combattono nella cavalleria ateniese nella battaglia di Mantinea
- Solo grazie a dei riferimenti interni alle sue opere collochiamo la sua morte intorno al 355


OPERE SOCRATICHE

I MEMORABILI DI SOCRATE


- È una raccolta in 4 libri che attinge dai ricordi personali di Senofonte che vedono come protagonista il filosofo ateniese

- L’opera non è completamente attendibile: infatti è stata composta molto tempo dopo la morte del filosofo e successivamente alla pubblicazione di altri testi dedicati a Socrate, da cui ha estratto molto

- Ciò è confermato dallo scopo dell’opera, che era la dimostrazione dell’infondatezza delle accuse che avevano portato alla condanna a morte di Socrate: da qui la rappresentazione del filosofo come uomo virtuoso, cittadino esemplare, rispettoso degli dei e delle leggi, che non corrompe chi lo frequenta, ma lo distoglie dai vizi per indirizzarlo alla virtù

SIMPOSIO  il filosofo a un banchetto

ECONOMICO  l’arte dell’amministrazione domestica

APOLOGIA DI SOCRATE  gli ultimi giorni del filosofo


OPERE STORICHE

ANABASI


- Narra in 7 libri la campagna militare in Asia dei 10 000 mercenari greci, tra i quali lo stesso Senofonte, al seguito di Ciro il Giovane. In realtà il titolo dell’opera si addice solo ai capitoli iniziali che contengono la vera e propria ανάβασις, ossia la marcia verso l’interno. I rimanenti 6 libri narrano la battaglia, la morte di Ciro, la proditoria uccisione dei comandanti greci, la ritirata dei 10 000, le avventure dei superstiti fino al congiungimento con le truppe spartane

- Senofonte intende presentare l’opera come un resoconto obiettivo dell’impresa: per questo usa la terza persona e inizialmente pubblica l’opera con uno pseudonimo

- Ha anche un intento auto celebrativo: infatti sottolinea il suo ruolo nella ritirata dei 10 000 e si rappresenta come il comandante perfetto, esperto, coraggioso, preoccupato solamente della salvezza dei propri soldati e capace di affrontare brillantemente anche le situazioni più difficili. Questo poiché:
1. Vuole riabilitarsi di fronte ai concittadini che lo avevano esiliato
2. Probabilmente risponde a un’opera in cui veniva minimizzato il suo contributo


ELLENICHE

- Narrano in 7 libri gli avvenimenti dal 411, anno in cui si interrompono le Storie di Tucidide, al 362. L’opera inizia senza preamboli ma con una semplice forma di passaggio “dopo questi avvenimenti”; ciò rivela la volontà dell’autore di collegarsi sia cronologicamente, sia materialmente all’opera di Tucidide. Effettivamente prosegue la narrazione tucididea sulla guerra del Peloponneso, giungendo fino al punto che Tucidide aveva indicato come termine delle sue Storie. La parte seguente poi contiene il racconto del regime dei 30, della restaurazione della democrazia ad Atene, dell’egemonia di Sparta e poi di Tebe

- L’opera risulta divisa in 2 parti nettamente distinte:
1. i primi 2 libri seguono il modello tucidideo: la narrazione è impersonale e articolata secondo lo schema annalistico
2. da qui in poi manca un sistema cronologico e ci sono frequenti interventi personali dell’autore

Lo storico Canfora, prendendo spunto dalla testimonianza di Diogene Laerzio, secondo cui Senofonte dopo la morte di Tucidide pubblicò i suoi appunti ancora inediti, giustifica le ragioni di tale divario affermando che il materiale relativo agli anni 411-404 in realtà appartiene a Tucidide e per un accidente ignoto sarebbe invece confluito nella sezione iniziale delle Elleniche


OPERETTE TECNICO-DIDATTICHE

IPPARCHICO  “Discorso sul comandante della cavalleria”, tratta appunto dei compiti di questa figura e dei metodi di addestramento della cavalleria, attingendo alla propria esperienza personale: probabilmente ricoprì tale carica nella cavalleria dei 30

SULLA CAVALLERIA  compendio di orme sull’allevamento, addestramento e cura del cavallo

CINEGETICO  “Discorso intorno alla caccia” , ha un carattere tecnico: passa in rassegna gli strumenti necessari, fornisce indicazione sull’addestramento dei cani, esamina i vari tipi di caccia ed esalta i benefici fisici e morali della caccia, considerata un’eccellente strumento di educazione

OPERE ETICO-POLITICHE

CIROPEDIA
- Narra in 8 libri la biografia di Ciro il Grande. Il titolo ha attinenza solo con alcuni capitoli del primo libro nei quali, prendendo spunto dalla formazione del giovane sovrano, descrive l’educazione persiana

- Senofonte è molto libero nella ricostruzione dei fatti storici. Esemplare è il caso della morte del re che, stando al racconto di Erodoto, avvenne in seguito alle ferite riportate in battaglia; Senofonte invece lo fa morire di morte naturale in tarda età nel suo letto, circondato dai suoi affetti, ai quali impartisce consigli morali e afferma l’immortalità dell’anima

- La mescolanza di finzione e realtà storica crea un’immagine di Ciro come il monarca ideale

LA COSTITUZIONE DEGLI SPARTANI
- È un elogio del sistema educativo e degli ordinamenti politico-militari spartani: sono descritti il matrimonio, l’educazione fisica imposta sia agli uomini sia alle donne, l’organizzazione dell’esercito. Attribuisce la grandezza della città all’eccellenza di tali ordinamenti e l’attuale degenerazione all’abbandono degli antichi costumi

ENTRATE (ποροι)
- Si tratta di un piccolo di economia politica in cui afferma il necessario riordino delle istituzioni ateniesi sulla base di un’adeguata ristrutturazione economica

- Per risanare le casse pubbliche di Atene messe a dura prova dalla dissoluzione dell’impero e dalla conseguente perdita delle entrate dei tributi, propose uno sfruttamento più intenso delle risorse interne, come le cave di marmo e le miniere d’argento, e un potenziamento dei flussi commerciali

- Infine contiene l’esaltazione della pace: l’autore esprime la convinzione che il risanamento delle finanze elimini le masse impoverite e quindi il loro malcontento, vera causa dell’instabilità di Atene


PENSIERO POLITICO

Alla sua origine aristocratica e all’atteggiamento critico nei confronti di Atene è dovuta la sua simpatia per Sparta, conservatrice, quindi modello molto desiderato dagli antidemocratici

È testimoniata dalle sue vicende biografiche e dalla sua produzione letteraria
1. Nell’ Agesilao e nella Costituzione degli Spartani, opere appunto dedicate a un sovrano di Sparta e alle istituzioni di questa città
2. nella Ciropedia, dove la società persiana è modellata su quella spartana
3. nelle Elleniche, dove omette o ricorda solo in breve avvenimenti importanti che coinvolgono negativamente Sparta, dando invece rilievo a fatti secondari in cui la città laconica eccelle

Alcibiade è un altro personaggio della scena politica e culturale ateniese che come Senofonte si schierò per un certo periodo con i nemici della sua patria

Considerava la migliore forma di governo quella monarchica e proprio nella Ciropedia descrive il suo stato ideale, ossia una monarchia assoluta retta da un sovrano illuminato, in grado di unire popoli diversi per costumi, lingua e ideologia. Ciro il Grnade e Agesilao incarnano l’ideale dell’autore

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