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Cicerone : le orazioni

Riguardo la pubblicazione dei suoi discorsi Cicerone stesso curò le proprie orazioni, spesso ampliandole e rielaborandole. Gli scopi principali della pubblicazione erano: la propaganda politica, la difesa del proprio operato e soprattutto il desiderio di gloria sia presso i contemporanei che presso i posteri.
Le orazioni pervenuteci integre sono 58, tra queste possiamo distinguere quelle giudiziarie, pronunciate in tribunale e quelle deliberative, declamate in senato o dinanzi all’assemblea popolare.

Orazioni Giudiziarie:
- Le Verrinae (70 a.C.)
Le Verrinae (discorsi contro Gaio Verre) comprendono sette orazioni di cui le prime due realmente pronunciate in occasione del processo di concussione dei Siciliani contro Gaio Verre, governatore in carica in Sicilia dal 73 a.C. al 71 a.C. Le Verrinae sono divise in tre parti: Divinatio, contenente una sola orazione in cui Cicerone chiede di poter sostenere i Siciliani; Actio Prima in Verrem, comprende un’orazione che tratta della requisitoria discussa nel primo dibattito; Actio Secundam, comprende ben cinque orazioni nelle quali Cicerone denuncia le cattive azioni compiute da Verre sia durante il dominio in Sicilia sia nel periodo precedente. Dopo l’Actio Prima, Verre si esiliò volontariamente. Cicerone quindi non pronunciò le orazioni dell’actio secundam ma le scrisse comunque utilizzando il materiale raccolto durante le indagini.

- Pro Archia Poeta ( 62 a.C.)
Orazione del 62 a.C. scritta in difesa del poeta greco Archia, che fu assolto, nonostante l’accusa di aver usurpato il diritto di cittadinanza romana. Parte del discorso è un’esaltazione di cultura e poesia romana.

- Pro Sestio (56 a.C.)
Nel 56 a.C. Cicerone difese Sestio (tribuno che l’anno precedente l’aveva aiutato a rientrare dall’esilio) accusato di violenza poiché aveva organizzato bande armate da opporre a quelle di Clodio. Cicerone sostiene che ricorrere a mezzi illegali per difendere le istituzioni dalle minacce eversive dei popolari è possibile. Lancia, poi, un appello per il Consensum Bonorum, alleanza di cittadini moderati volti a salvaguardare gli interessi comuni. L’imputato fu poi assolto.

- Pro Caelio (56 a.C.)
Nell’orazione Pro Caelio del 56 a.C. Cicerone difende Marco Celio Rufo, accusato di aver rubato i gioielli dell’ex amante Clodia, sorella di Clodio, e di aver tentato, in seguito di avvelenarla. Cicerone attacca la donna presentandola come corrotta e dissoluta, motivo per cui il suo imputato fu giudicato innocente e assolto.

- Pro Milone (52 a.C.)
Orazione in difesa di Milone per il processo "DE-VI" (de violentia) del 52 a.C. per la morte di Clodio Quest’orazione non fu declamata; nonostante ciò Cicerone sostiene la tesi della legittima difesa. Afferma che Clodio ha trovato nella morte una giusta punizione per le sue colpe. Conclude con una perorazione, definita dai retori antichi come la più lunga e bella del corpus ciceroniano. Milone fu condannato all’esilio.

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