Ominide 2892 punti

Orazioni giudiziarie di Cicerone

1)Pro Sesto Roscio Amerino: Il personaggio è Sesto Roscio di Ameria accusato di parricidio da un potente liberto di Silla.

2) Verrine : sono sette orazioni di cui ne furono pronunciate soltanto due (le prime due). Il processo a cui si riferiscono è il De repetundis (concussione, appropriazione di denaro indebito) intentato dai siciliani contro Caio Verre, governatore in Sicilia dal 73 al 71. Divisa in tre parti:
-1° parte: divinatium in Caecilium: Divinatio è un termine tecnico che indica la scelta dell’accusatore da parte di una commissione dei senatori (con questo discorso Cicerone assume l'accusa per conto dei siciliani opponendosi a Cecilio che aveva reclamato l'accusa e che era dalla parte di Verre). Dopo la divinatio l'accusatore ha soltanto 10 giorni per raccogliere le prove.

-2° parte: Actio prima in Verrem: è la requisitoria tenuta nel primo dibattito giudiziario a seguito del quale Verre è schiacciato dall’evidenza delle accuse e parte in esilio volontario.
-3° parte: actio secunda in Verrem: rappresenta un documento storico di vitale importanza per conoscere l'amministrazione politica delle varie regioni. Per fare politica è necessario corrompere i singoli e le masse. È composta da 5 orationes:
*La prima oratio tratta dei misfatti di Verre prima del governatorato in Sicilia.
*La seconda oratio tratta di tutte le ruberie e i soprusi compiuti da Verre durante il governatorato.
*La terza racconta le illegalità commesse all'esazione (richiesta tramite tasse) e alle inquisizioni.
*La quarta tratta di furti di opere d'arte e di ricchezze dalle città siciliane.
*La quinta racconta i supplizi a cui Verre sottoponeva anche gli innocenti.

Difensore di Verre, Ortensio rappresenta il campione dello stile asiano, mentre Cicerone risulta capace di variare i registri stilistici, ha già costruito quel suo periodare architettonicamente complesso ma armonioso e la sua eloquenza si oppone pienamente al manierismo, alla ridondanza dell’avversario.

3)Pro Archia: è un'orazione in difesa di Archia (poeta greco), accusato di aver usurpato il diritto di cittadinanza (la parte interessante è l’appassionata esaltazione di cultura, poesia, nobiltà degli studi che Cicerone fa). Archia viene assolto; Cicerone sperava di ottenere da Archia un poema celebrativo sul suo consolato, ma Archia non lo compone.

4)Pro Sestio: accusato “de vi” di aver organizzato bande armate da opporre a quelle di Clodio. Abbiamo visto che Cicerone manda un appello per il consensus omnium bonorum. Cicerone sostiene anche la tesi che il ricorso a mezzi illegali si è reso necessario per la difesa delle istituzioni minacciate dai populares come Clodio. Orazione politica che traccia un quadro preciso e sempre accompagnato da giudizi personali. In questo testo emerge il suo valore politico e supera la concordia ordinum per il nuovo progetto del consensus omnium bonorum. Cicerone salva Sestio.

5)Pro Caelio: a Caelio, amante della Clodia di Catullo, mentre era avviato ad una brillante carriera politica, era stata mossa una serie di accuse, in particolare, di aver rubato a Clodia i suoi gioelli (DE FURTO) e di aver tentato di avvelenarla (De Veneficio). È un'orazione anti-clodiana perché sfoggia il duo odio contro Clodio attaccando sua sorella, presentandola come corrotta. Attacca Clodia per colpire Clodio. Se Caelio ha avuto una relazione con una donna come questa e poi ha fatto quello per cui viene accusato, non c'è nulla da rimproverargli perché lei ha avuto un comportamento da prostituta. Relazioni personali e politiche si mescolano tra di loro. È un'orazione tra le più riuscite proprio per la varietà di toni. Cicerone traccia uno spaccato della vita di Roma e si sforza di giustificare agli occhi dei giudici i nuovi costumi che la società ha assunto da tempo e che possono scandalizzare i moralisti. Se si approfondisse il divario tra rigore di un tempo e le nuove opportunità offerte dalla società i giovani potrebbero fraintendere i valori. Il modello culturale proposto da Cicerone mira a contemplare le virtù delle tradizioni, ma in forma meno rigorosa.

6)Pro Milone: è un processo "DE VI", in difesa di Milone per la morte di Clodio. Gli antichi la consideravano la più bella ma Cicerone non la pronunciò perché gli cedettero i nervi a causa dell’estrema tensione in cui si trovava Roma a causa delle razzie dei seguaci di Clodio. Sostiene la tesi della legittima difesa e dell’assenza di premeditazione. È anti-clodiana perché afferma che Clodio ha trovato la giusta punizione per i suoi delitti e la sua morte è stata per Roma provvidenziale.

Hai bisogno di aiuto in La fine della Repubblica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email