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Svetonio: vita ed opere


Plinio il giovane parla di Svetonio come un uomo molto onesto ed erudito e fu lui a raccomandarlo all’imperatore Traiano affinché gli concedesse lo ius trium liberorum, cioè l’applicazione della normativa che prevedeva particolari privilegi nel caso di tre figli. Ricoprì l’incarico di segretario particolare (= epistularum magister) dell’ imperatore Adriano ed ebbe il ruolo di prefetto del pretorio. Tuttavia fu destituito dall’incarico per aver trattato con troppa familiarità l’imperatrice Sabina, ma forse si è trattato di dissidi di corte e della prevalenza del partito favorevole all’imperatrice. Dopo questo episodio, Svetonio si ritirò a vita privata e si consacrò agli studi eruditi. Scrisse tre opere: de vita Ceaesarum, De viris illustribus, Pratum.
Il De vita Caesarum, comprende, in dodici libri, la vita dei dodici Cesari, da Giulio Cesare fino a Domiziano. Il modello storiografico che egli segue è quello degli storici alessandrini. Per ogni personaggio, la biografia comprende la genealogia, la nascita, i fatti anteriori al principato, l’assunzione al trono a cui fa seguito la descrizione dei suoi vizi e delle sue virtù nonché quella della morte della sepoltura. In questo modo, manca nell’opera una ricostruzione cronologica dei fatti e del personaggio che resto solo il protagonista di tutta una serie di aneddoti. Come fonti, Svetonio utilizza i documenti dell’archivio imperiale, i materiali degli Acta senatus, le opere di altri storici e gli Acta diurna, cioè gli scritti di occasione, spesso satirici, rumorosi e scandalosi.
De viris illustribus è il primo vero e proprio manuale di storia letteraria romana. L’opera è divisa per generi letterari e per biografie: poeti, oratori, storici, filosofi, retori e grammatici. Ogni serie era preceduta da una introduzione sul genere letterario trattato. Volutamente, Svetonio non parla degli scrittori recente, come del resto ha fatto anche con le personalità storiche del De vita Caesarum con lo scopo di essere più obbiettivo possibile. Purtroppo l’opera è andata in gran parte persa. Restano molte parti del libro che riguarda i grammatici, i retori ed i poeti (brevi vite di Orazio, Terenzio qualche frammento di Lucano)
Pratum o Prata era una vasta enciclopedia, purtroppo, andata interamente perduta.
Nell’antichità le opere di Svetonio ebbero molto successo perché, nei suoi scritti, l’indagine storica tende a scomparire per essere sostituita dal gusto dell’aneddoto, in cui il grande personaggio viene descritto nel segreto del suo Palazzo; si tratta di una specie di storia della regalità più intima.
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