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Scarse sono le notizie sulla biografia, tratte soprattutto dal suo De Vita Caesarum e da una raccomandazione da parte di Plinio il Giovane affinché ottenesse lo ius trium liberorum (concessione di particolari benefici legali e fiscali propri di chi aveva almeno tre figli).
Nacque probabilmente tra il 70 e il 75 a Ostia o a Ippona da una famiglia di ceto equestre; fu legato da rapporti di amicizia con personaggi importanti come Plinio il Giovane; fu per qualche tempo tribuno militare e svolse anche l’attività di avvocato. In seguito ebbe incarichi di tipo amministrativo nella burocrazia imperiale. Dopo aver svolto quest’incarico si dedicò esclusivamente alla letteratura.
L’attività letteraria di Svetonio fu notevole: si ricordano ben quattordici opere, soprattutto di argomenti vari caratterizzati da erudizione e spirito di catalogazione; a noi rimangono solo le opere appartenenti al genere biografico: una piccola parte del De viris illustribus e il De vita Ceasarum.

Il De viris illustribus (Gli uomini illustri) era una raccolta di biografie di uomini di cultura divisa in cinque sezioni dedicate a poeti, oratori, storici, filosofi e grammatici e retori. Di essa ci rimangono solo l’ultimo libro sui grammatici e i retori, la biografia di Plinio il Vecchio, dei poeti Terenzio, Orazio, Lucano e una versione rielaborata di quella di Virgilio.
Ciascun libro comprendeva un indice degli autori trattati, la presentazione del genere letterario e le biografie dei singoli autori.
Lo schema dei libri è pressoché costante: Svetonio inserisce inizialmente un indice degli autori trattati, la presentazione del genere a cui appartengono e in seguito le singole biografie: fornisce notizie sull’origine e sul luogo di nascita, sull’aspetto fisico e sul carattere, elenca le opere e narra aneddoti curiosi, relativi alla vita privata; non approfondisce però il profilo intellettuale dei personaggi.

Il De vita Caesarum (Biografie dei Cesari) è una raccolta di dodici biografie degli imperatori da Giulio Cesare fino a Domiziano, pubblicata intorno al 120.
L’opera è divisa in otto libri: i primi sei sono dedicati ognuno per ciascuno degli imperatori della dinastia giulio - claudia (Cesare, Augusto, Tiberio, Caligola, Claudio e Nerone); il settimo tratta dei tre imperatori Galba, Otone e Vitellio; mentre l’ultimo raccoglie le biografie dei Flavi (Vespasiano, Tito e Domiziano).
Il genere biografico mostrava scarsa attenzione alla precisione cronologica e alla disposizione degli eventi secondo il rapporto causa - effetto: Svetonio raggruppa per species (per categorie) le notizie sui singoli imperatori (dalla descrizione fisica passa a quella delle abitudini e poi a quella dei vizi e delle virtù, solo in seguito dà spazio alle imprese militari e civili).

Nel complesso le informazioni storiche presenti sono abbastanza corrette, d’altronde Svetonio, archivista imperiale, poté consultare a lungo molti documenti ufficiali.
La biografia svetoniana e la storiografia hanno in comune la vena moralistica che però in Svetonio mira a presentare i personaggi sotto una luce quotidiana: l’autore infatti orienta la propria narrazione nel verso più utile a presentare il suo personaggio come positivo o negativo ricorrendo a numerose vicende private e a pettegolezzi, che tratteggiano un quadro psicologico dell’imperatore contribuendo a umanizzare le figure.
Il giudizio di Svetonio è per lo più critico, solo di Augusto, Vespasiano e Tito emergono ritratti abbastanza favorevoli.
Il De vita Caesarum si caratterizza per una certa monotonia, accentuata dalla costante narrazione in terza persona e la struttura per species di ogni biografia.
Il periodare è semplice ed essenziale e il lessico non è elevato ma infarcito di termini d’uso colloquiale.

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