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Età ellenistica

L’età ellenistica va dal 323 a.C. al 529 d.C. e si compone di:
Età Alessandrina 323 a.C. – 31 d.C.
Età Imperiale 31 – 529 d.C.

A sua volta l’età alessandrina si compone di:
Età dei diadochi: 323 – 281 a.C.
Età degli epigoni: 281 – 200 a.C.
Età romana: 200 – 100 a.C.

Nell’età dei diadochi finisce la libertà e l’indipendenza della Grecia, si assite al crollo della polis che comporta una serie di ripercussioni sul piano amministrativo e culturale: la Grecia si apre alle popolazioni orientali, dalle quali assorbe elementi di cultura e civiltà a lei estranei in cambio dei valori culturali ellenici; cade quindi la barriera che aveva da sempre separato i Greci e tutte le altre popolazioni, definite barbaroi; si assiste alla realizzazione del primo e del secondo grande impero universale in Occidente (Alessandro Magno, Roma); infine, nasce e si sviluppa in tutti gli aspetti della vita sociale, politica ma soprattutto religiosa, il cristianesimo.

Il mondo cambia, cambiano i centri di diffusione della cultura, rappresentata non più solo dai greci originari della Grecia, infatti i centri più importanti non sono più solo greci “naturali”, ma sono centri propulsori di cultura ellenistica, tra cui troviamo:
Alessandria d’Egitto: caratterizzata da fervore culturale, interscambio umano favorito dalla sua posizione geografica e centro di varie etnie: Africa e Europa. La sua struttura urbanistica è antitetica rispetto a quella delle polis, che si sviluppavano attorno all’acropoli in modo disorganico, ora invece si sono nuovi schemi, ovvero le città sono organizzate attorno ad un perimetro quadrangolare, quindi risultano più aperte. All’epoca di Tolomeo I, ad Alessandria da Atene giunse Demetrio Falereo, che sollecitò l’apertura del museion, una grande accademia di studi internazionali, accanto a cui c’era la Biblioteca, divisa in Biblioteca del Museo e Biblioteca del Serapeo. Il Museo nel corso dei secoli diventò il Didaskaleion.
Pergamo, con la dinastia degli Attalidi, dove studiarono: Cratete di Mallo e Apollodoro.

Antiochia, capitale della Siria, retta dai seleucidi.
Pella, ex capitale del regno macedone.
Atene, pur avendo perso il suolo di centro propulsore della cultura, l’attività teatrale comica va avanti con la commedia nea.
Rodi, dove troviamo la scuola di retorica guidata da Molone.
Kos, fu importante per la poesia elegiaca e le stoffe.
Samo, fu centro di poesia epigrammatica e ceramica.

Aspetti importanti di quest’epoca sono:
Il cosmopolitismo, ovvero essere cittadino del mondo, non c’è legame “parentale” con la propria polis, il cittadino si sente più suddito e il privatus si sente a proprio agio con tutta la comunità; anche gli intellettuali iniziano ad indirizzare le loro opere a tutta l’umanità, quindi non sono più strumento di diffusione di idee politiche.
L' individualismo, i negotia sono ormai affare di pochi, il cittadino greco privilegia la dimensione di cittadino privato che può coltivare i propri personali interessi portando ad un affinamento culturale e ad una astrazione dalla realtà.

La cultura ellenistica è importante per vari aspetti:
Filosofia: nascono la filosofia di Epicuro e la filosofia stoica, che scaturiscono da esigenze diverse: alla filosofia si chiede di lasciar perdere le speculazioni metafisiche, ma si chiede di rispondere ai problemi umani (filosofia etica). Il cosmopolitismo e la predicazione dell’uguaglianza tra gli uomini sono interpretati dallo stoicismo, mentre l’individualismo è perseguito dagli epicurei.

Religione: non è utilitaristica, i Greci cercano rassicurazioni in merito al post mortem, per questo si avvicinano ai misteri abbandonando la religione tradizionale; una risposta verrà offerta dal cristianesimo.
Scienze: nuove sperimentazioni.
Arte: si contrappone all’arte precedente, infatti troviamo la tendenza al maestoso e al realismo.
Letteratura: è caratterizzata dalla varietas. Tra la poesia troviamo l’elegia (Callimaco, Filita, Ermesianatte, Fanocle, Partenio di Nicea), la produzione bucolica (Teocrito di Siracusa), la poesia mimetica, la poesia didascalica (Arato), la poesia drammatica (Menandro), la poesia epigrammatica (antologia palatina), l’epos (Apollonio Rodio). Tra la prosa troviamo la storiografia, la filosofia, la scienza, la filologia, la retorica e il romanzo ellenistico.

altre caratteristiche della letteratura ellenistica:
Destinazione: senza accompagnamento musicale.
Polueideia: pluricità, ovvero deve esserci la disponibilità dell’autore di cimentarsi in molti generi (Callimaco).
Brevitas: in quanto è facile mantenere l’ispirazione poetica, come dice Callimaco: “mega biblìon mega kakòn”, ad eccezione di Apollonio Rodio.
Doctrina: l’erudizione che è richiesta sia al poeta che al pubblico.
Eziologia: inserimenti di miti che spiegano la causa dei fatti.
Ekfrasis: excursus che prende spunto da un particolare.

Imitazione: c’è la tendenza ad imitare Esiodo ed Ipponatte.
Rielaborazione dei miti tradizionali.
Labor limae.
Psicologia: c’è una grande attenzione all’introspezione psicologica dei personaggi, specie quelli femminili.

Per quanto riguarda la lingua, troviamo l’uso dei dialetti legati ai singoli generi, ad esempio il dialetto omerico per l’epos; nella prosa troviamo la koinè, ovvero la lingua dei commerci, della diplomazia, delle comunicazioni, e si tratta del dialetto attico con qualche ionismo.

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