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Fichte - il pensiero


I Discordi alla nazione tedesca
Sono l’opera più importante di Fichte scritti, quando stavano per entrare a Berlino le truppe napoleoniche, per incitare il popolo tedesco all’indipendenza.
Questi discorsi si fanno promotori della tendenza di pangermanesimo, che poi sosterrà anche Hitler. Tale tendenza parla di una Germania che non si limiti alla sola Prussia, ma che riunisca sotto il suo dominio tutti gli stati di cultura tedesca. Fichte si rivolge ad una idea di popolo portatore di valori spirituali, superiore allo stato, perché è una unità spirituale. Parla di superiorità del popolo tedesco su gli altri popoli. Tale superiorità consiste nel fatto che il popolo tedesco non si è mai spostato e che perciò ha conservato le sue tradizioni e la sua lingua, unica lingua pura a differenza delle altre nate dal mescolamento dei popoli. Inoltre il luteranesimo è l’unica religione ad interpretare meglio il cristianesimo.

La prima opera di Fichte è di base illuministica che appoggia la Rivoluzione francese: inizialmente la sua visione politica era contrattualistica, cioè di uno stato basato sul patto sociale, stipulato tra popolo e governo, che garantisce libertà, proprietà e conservazione di se stessi. Se lo stato viene meno a questi diritti, il popolo può ribellarsi).
Fichte cambia poi la sua visione politica maturando una concezione meno individualistica: secondo lui lo stato viene ad assumere più funzioni rispetto agli individui fino ad arrivare allo statalismo, cioè lo stato che entra nella vita dei cittadini in nome della sua forte funzione educativa. E’ lo stato ad educare i bambini e non le famiglie ed è questo che fanno uno stato equilibrato. Quando in un futuro tutti gli uomini saranno educati dallo stato, la sua funzione finisce.

La dottrina delle scienze filosofiche/h2]
Fichte vuole rivolgersi ad grande pubblico, perciò scrive una introduzione all’opera dove spiega cos’è l’idealismo e il fine della filosofia. La filosofia non è un oggetto inerte ,ma è uno stile di vita, identifica l’uomo che c’è dietro di essa. Il suo fine è quello di rendere l’uomo libero, di trovare un punto d’origine comune sia dell’attività teoretica della conoscenza, sia di quella pratica dell’azione. Vuole spiegare in quale modo la ragione produce da sola l’oggetto senza ammettere la cosa in sé come origine indipendente del materiale conoscitivo. L’idealismo è la filosofia degli uomini liberi che formula il principio dell’autodeterminazione dell’IO in quanto produttore dell’oggetto e non avente nulla di esterno a sé. Si contrappone al dogmatismo, filosofia degli uomini non liberi, secondo cui il pensiero è determinato dall’oggetto esistente fuori dall’Io. Fichte mette Kant tra i dogmatici, perché vede limiti nell’uomo. Per libertà si intende libertà dai limiti della conoscenza, dalla cosa in sé, quando l’uomo si rende conto di non avere limiti da parte del mondo della natura.
Fichte critica il pensiero kantiano su due piani:

    critica qualsiasi pensiero che pone un oggetto davanti al soggetto (concezione dualistica)
    critica l’organizzazione delle opere di Kant. L’attività dell’Io è un fluire, che continua sempre. Kant, invece, la frammenta in parti separate, come frammenta l’Io stesso.

Fichte supera la frammentarietà dell’Io, giunge alla sua unità attraverso il superamento del dualismo.
Spiega poi qual è il processo attraverso cui dall’unico principio si arriva alla molteplicità dei singoli Io, dei singoli pensieri. Parte dalla logica, ovvero la scienza del pensiero, di cui un suo principio fondamentale è la dialettica (legge dell’opposizione). Nel momento in cui il pensiero pensa a se stesso, cioè il pensiero pensa di stare pensando, soggetto e oggetto sono uniti.
Attraverso il movimento antitetico dell’Io si superano i limiti del conoscere della filosofia kantiana. Tale movimento avviene secondo un ordine logico ed è diviso in tre momenti: tesi, antitesi e sintesi.
    Tesi: l’Io pensa e pone se stesso in un processo dinamico; il primo momento della logica è l’identità
    Antitesi: l’Io pone il non-Io. L’Io è il pensiero, il soggetto; il non-Io è l’oggetto, la natura. Il momento dell’antitesi è detto anche momento dell’immaginazione produttiva. L’Io assoluto ha davanti a sé l’oggetto assoluto. L’Io assoluto, non accettando limiti, si divide in pensieri particolari ai quali contrappone tutti i non-Io particolari, tutti i singoli oggetti.
    Sintesi: i due principi assoluti si manifestano nelle varie manifestazioni della realtà (molteplicità).

L’Io, nonostante sia lui stesso a produrre il non-Io si sente limitato. Ciò accade perché l’Io si deve muovere continuamente, si deve porre degli ostacoli, continua incessantemente il processo di perfezionamento, che è continuo.
Gli uomini, l’Io individuali, i singoli pensieri possono scontrarsi, pertanto interviene il diritto inteso come regolatore delle azioni esterne laddove la legge morale regola le azioni interne. Il diritto non ha senso se non c’è nessun organismo che lo faccia rispettare, ovvero lo stato. Fichte attribuirà ad esso sempre più poteri tanto da sacrificare l’individuo all’assoluto. Per Fichte la Chiesa ha solamente una funzione marginale, cioè quello di aiutare lo stato nella sua funzione moralizzatrice.

[h2]L'Idealismo E’ una corrente filosofica di reazione anti-illuministica nella quale si formano varie correnti spiritualistiche (natura basata su un unico principio di carattere spirituale).
Tutti i filosofi fino alla prima metà dell’800 riprendono la rivoluzione copernicana di Kant, ma ne criticano il concetto di cosa in sé.
La filosofia di passaggio dal kantismo all’idealismo è segnata da un dibattito sulla conoscenza dedlla cosa in sé. Secondo gli idealisti la cosa in sé non esiste, perché è un concetto che si crea il soggetto. L’attività conoscitiva del soggetto è creativa; l’oggetto esiste come creatività del soggetto.

I filosofi idealisti (Fichte, Schelling, Hegel) hanno in comune tre principi:
    il pensiero idealista è spiritualista
    caratterizzato da uno spiritualismo monistico (il rpincipio spirituale è uno)
    storicismo: l’unico principio è attivo, si evolve sempre, è in movimento.
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