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Fichte

Nasce a Rammenau nel 1762 e muore nel 1814. poté studiare, infatti, gli studi gli vennero pagati da una famiglia facoltosa perché aveva già dimostrato una spiccata intelligenza. Dopo la laurea, ottenne la cattedra di filosofia all'università di Jena per cinque anni. Fu molto contento di questo impiego, ma un suo studente scrisse un articolo in cui attaccava pesantemente la Chiesa e per questo motivo Fichte venne licenziato.
Le sue opere sono:
- La dottrina della scienza (opera principale);
- La missione dell’uomo;
- La missione del dotto;
- Lo Stato commerciale chiuso;
- La vita beata (revisione in chiave teologica e religiosa de “La dottrina della scienza”);
- Discorsi alla nazione tedesca (a Berlino nel 18807).
-“L’Io come se stesso” (tesi);
-“L’Io si oppone al non Io” (antitesi);

-“L’Io si pone nell’Io ad un Io-divisibile, un non-Io divisibile” (sintesi).

L’idealismo di Fichte è un idealismo etico; ha un punto di inizio, ma non si sa se ha un punto di arrivo.
Questo idealismo ha un fine etico, ossia quello di conseguire la massima libertà assoluta, idealismo che viene definito come metafisica del soggetto assoluto, perché il principio primo è Dio da cui tutto ha origine.
L’Io che è un Io metafisico, prima di porre tutto il resto, pone sé stesso (tesi). Questo perché sennò non può creare il resto.
Tutto questo ha un fine di natura etica, però ha una contrapposizione (non è contro sé: non può contrapporre se stesso, la contrapposizione non potendo essere tra sé e Dio avviene attraverso gli altri uomini. Quindi gli Io individuali vanno contro gli altri Io.); cioè richiede un qualcosa da superare.
A questo si oppone il non-Io (tutto ciò che fa parte della natura e del mondo): tutto ciò che è diverso dall’Io (tutte le cose della vita, gli uomini); Sintesi.
L’Io è l’Io assoluto, come se fosse Dio (a sé non si contrappone niente, ma dentro di sé si oppongono gli altri Io individuali; cioè i vissuti che sono dentro a questo Io e che con la contrapposizione si realizzano.

Fichte descrive ciò nella “Dottrina della scienza” (dopo varie edizioni, da anziano scriverà “La vita beata”). Dice che Dio è Dio, colto non più attraverso l’intuizione intellettiva, ma ci si arriva attraverso la fede.
Parla anche della:
- Missione dell’uomo: realizza/raggiunge la massima libertà;

- Missione del dotto: quello di insegnare la sua scienza e il suo sapere agli altri, di farsi guida del popolo. È dotto chi capisce la sua metafisica.

Fichte ha scritto un’opera economica: Lo Stato commerciale chiuso. Quest’opera auspica al raggiungimento dell’autarchia, ossia la massima indipendenza e autonomia possibile dal punto di vista economico.
Fichte ha scritto anche i discorsi fatti alla nazione tedesca nel 1807 a Berlino, dopo che la sconfitta della Quarta coalizione venne sconfitta da Napoleone. Ha una valenza storica molto importante: infatti, incita il popolo tedesco in nome della propria autenticità a liberarsi dagli usurpatori; in realtà hanno un richiamo, un origine, sviluppato poi anche da Hegel, che dà il via al nazionalismo tedesco.

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