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Il Positivismo

Nella seconda metà dell’Ottocento nasce in Francia e si diffonde in Europa il Positivismo. Il termine indica il metodo seguito dalle scienze positive (matematica, fisica e scienze naturali) , un procedimento di conoscenza della realtà fondato sull'osservazione dei fenomeni ,sulla sperimentazione, sulla verifica. L’intellettuale positivista segue le problematiche sociali e politiche ed ha fiducia nella scienza, nella tecnica e nel progresso. Nascono nuove scienze quali la sociologia (osservazione e analisi dei fenomeni sociali) , la statistica e la psicanalisi.
Tra i sociologi ricordiamo Emile Durkheim (1858-1917) che afferma che l’individuo è generato dalla società perché è la coscienza collettiva che determina le azioni dei singoli. In Italia notevole fu il contributo di Cesare Lombroso, medico criminologo inventore dell’antropologia criminale.

Un rilievo centrale assunse nell'ambito del pensiero positivista l’evoluzionismo .A formulare questa teoria fu il biologo inglese Charles Robert Darwin che pervenne alla legge della selezione naturale secondo cui solo le specie più forti e resistenti sopravvivono. Ovviamente le teorie di Darwin non furono ben accolte dai teologi perché comportavano l’abbandono del principio della creazione divina dell’uomo e della natura ed inoltre furono utilizzate anche come piattaforma ideologica per movimenti antidemocratici, colonialisti e razzisti :alcuni pensatori infatti estesero le nozioni di lotta per l’esistenza e di sopravvivenza del più forte al campo delle relazioni sociali giungendo a teorizzare come legittimo il trionfo dei forti sui deboli.
Verso la fine dell’Ottocento si sviluppò un’altra teoria “razionalista”, il materialismo storico di Karl Marx . Il filosofo tedesco , dopo aver analizzato la società borghese e capitalista, elaborò il socialismo scientifico che diede impulso alle rivoluzioni socialiste e comuniste del Novecento. La borghesia come classe dominante ha prodotto il proletariato ed è destinata a soccombere grazie alla rivoluzione che eliminerà le differenze sociali.
Verso la fine dell’Ottocento si afferma il nichilismo di Nietzsche che nega la consistenza di qualsiasi valore e l’esistenza di qualsiasi verità, distruggendo le vecchie credenze. Nella sua opera “Così parlò Zarathustra” formulò il concetto di superuomo, libero dai condizionamenti e dalle leggi imposte dall'alto per impegnarsi a realizzare se stesso, superando tutti gli ostacoli, compresi quelli della morale.
Nel campo delle scienze umane Sigmund Freud , fondatore della psicanalisi ,scoprì l’inconscio cioè la zona oscura della mente capace di condizionare l’attività degli individui. Il neurologo austriaco riconosceva tre livelli nella vita psichica dell’individuo: Es, Io e Super-Io corrispondenti rispettivamente agli istinti, alla coscienza della propria identità, alle norme morali .Il mancato equilibrio di queste tre componenti genera la nevrosi . L’analisi dei sogni è, per Freud, una via d’accesso all'inconscio .L’idea che le nevrosi, considerate spesso come malattie misteriose o effetto di “possessione demoniaca” fossero in realtà malattie mentali curabili attraverso il dialogo sembrò la trovata di “un ciarlatano”. Si comprese, con la psicanalisi, che l’essere umano non è guidato solo dalla ragione ma anche da forze istintuali profonde che agiscono in tutti gli ambiti della vita umana, quali la sessualità, la creazione artistica, la speculazione filosofica, la fede religiosa, il credo politico.

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