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Positivismo

Il positivismo è una corrente filosofica che nasce nella seconda metà dell’ottocento in Francia come rifiuto del pensiero hegeliano. Il punto cardine della ricerca positivista è la ricerca di una completa oggettività, che si sintetizza in questi punti principali:
 L’unico tipo di conoscenza possibile è quella scientifica, si ha quindi un rifiuto della metafisica. Questo non significa però che i positivisti siano atei, semplicemente non hanno prove per dimostrare che Dio esista, per arrivare all’ateismo vero e proprio bisognerà ancora aspettare.
 Il determinismo scientifico implica che tutto debba essere spiegato tramite un processo scientifico. Le scienze naturali diventano il modello per le neonate scienze della psicologia e della sociologia.
 La fiducia nelle possibilità della scienza è totale, e credono –secondo un’ideologia tipicamente borghese- che le conoscenze debbano essere sfruttare per creare benessere.

Il positivismo ha in comune alcuni aspetti con l’illuminismo, di cui fondamentalmente è figlio, come la fiducia nella ragione, l’esaltazione della scienza e la visione laica. Ci sono però diverse differenze dovute perlopiù ad un diverso contesto storico, poiché mentre l’illuminismo ha dovuto porre le basi per un’ideologia che tenesse la scienza in considerazione il positivismo ha solo dovuto “mettere ordine”, assolutizzandola. Il positivismo presenta delle similitudini formali anche con il romanticismo, di cui riflette la mentalità ottimistica e la tendenza ad idealizzare (nel caso del romanticismo il sentimento, il positivismo la scienza).
Se tutto è spiegabile secondo delle leggi scientifiche si pone però un problema: l’uomo sfugge da ogni catalogazione. Nasce così una nuova scienza, la psicologia scientifica, che si occupa di studiare le azioni e le reazioni dell’uomo.

Psicologia scientifica, introspezione

Il fondatore della psicologia scientifica può essere considerato Wundt, che nel suo laboratorio di Lipsia getta le basi per gli studi successivi. Egli si serve di procedure scientifiche per fare un’analisi dei processi mentali dei soggetti, e poi li compara.
Uno dei metodi che utilizza è l’introspezione, cioè l’osservazione interiore e la descrizione che ogni uomo fa di se stesso. Un’obiezione che viene mossa a Wundt da parte di Comte è che questo metodo non è abbastanza oggettivo, perché altera gli stati di coscienza e si rischia il soggettivismo. In realtà Wundt è ben cosciente di questo , ma sa anche che il soggetto della sua ricerca non è il fenomeno della percezione, bensì la variazione della percezione.

Il processo psicologico per Wundt segue tre fasi, che sono:
 La percezione, ossia il momento in cui le sensazioni si presentano all’uomo;
 L’appercezione, cioè l’atto di sintesi in cui le varie percezioni vengono organizzate a formare uno schema di pensiero;
 La volontà di reazione, cioè l’atto volontario in cui il soggetto reagisce agli stimoli.
Proprio lo studio dei meccanismi stimolo-risposta sta alla base della ricerca di un’altra corrente psicologica, il comportamentismo.

Comportamentismo

Questa scuola di pensiero si diffonde sia in America che in unione sovietica, ed è strano date le diverse ideologie e condizioni economiche. Ad ogni modo, lo studio comportamentista pone al centro della ricerca i meccanismi di stimolo e risposta, identificando l’uomo come una macchina.
Una figura importante nell’ambito della ricerca comportamentista è Pavlov, che studia quello che viene detto condizionamento classico rispondente: egli fa in modo di far capire al cane che se sente il suono della campanella allora riceverà del cibo, e così un po’ alla volta il riflesso dell’aumento di salivazione (fisiologico di fronte al cibo) si presenterà anche solo con il suono senza che venga mostrata la carne al cane. Questo meccanismo è detto riflesso condizionato, ed è reversibile: infatti, se si comincia ad eliminare il suono della campanella (ossia il rinforzo) pian pianino sparirà anche il riflesso della salivazione.
Skinner studia invece il condizionamento operante, in cui mette in discussione la capacità del meccanismo s-r di spiegare alcune abilità umane, come la ricerca di una risposta. Egli scopre che un topino a cui viene insegnato che avrà il formaggio solo quando abbasserà la leva imparerà ad abbassarla, e quindi presumendo che l’uomo si comporti esattamente come un topolino immagina che l’apprendimento svolga un ruolo chiave, in cui le prove e gli errori sono il rinforzo.

Kohler sostiene che esista un tipo di apprendimento per intuizione, in cui il soggetto elabora una riposta al problema facendo riferimento anche alle proprie esperienze passate.

Gestallt

La scuola della Gestalt, un scuola strutturalista, pone l'accento sull'importanza della percezione: essa non è più un processo passivo, ma un qualcosa di più attivo. Poiché non c'è una corrispondenza diretta tra la percezione e la realtà empirica il singolo comportamento va collocato all'interno del vissuto, ed è lì che si trova il punto di rottura dell'io che ha portato alla malattia mentale.
Secondo Leing la malattia mentale è l'esito di legami, un esempio è la bambina che credeva di essere una pallina: andando a ritroso si è scoperto che il problema nasceva dal legame tra i genitori, che la utilizzavano come mezzo di comunicazione tra loro.

Freud

Proviene da un ambiente di stampo positivista e convinto della validità della psicologia scientifica. A Vienna viene a contatto con dei malati isterici, e questo evento gli fa mettere in dubbio tutte le sue conoscenze. Ai tempi si riteneva che il malato isterico fingesse per attirare su di sé l’attenzione (questa teoria era avvalorata inoltre dalla possibilità di trasferire e modificare i sintomi attraverso l’ipnosi).
Inizia quindi uno studio sugli isterici in cui applica un metodo introspettivo ancora più profondo, in cui lo psicologo assieme al paziente ripercorre in maniera regressiva la sua vita alla ricerca di un trauma che possa aver scatenato la psicosi: studia il passato per spiegare il presente. Lo studio dell’isteria lo porta a studiare poi anche i cosiddetti lapsus –o atti mancati-, cioè delle azioni apparentemente slegate dal contesto che dalla psicologia scientifica venivano catalogati come casuali, e dei sogni, in quanto manifestazione di una dimensione psichica nascosta: l’inconscio.

L’impossibilità di spiegare i fenomeni come i lapsus e i sogni in maniera razionale lo portano ad ipotizzare una nuova dimensione, l’inconscio, che è parte attiva della personalità, in quanto ha influenza sulla vita di tutti i giorni. Il problema per il malato mentale sta nel fatto che il limite tra conscio ed inconscio cade, e si trova in balia del suo inconscio.
Freud distingue all’interno della personalità tre diversi livelli:
 Io: è la coscienza reale, che ci tiene legati alla realtà. E’ l’unico livello della nostra personalità su cui abbiamo controllo. E’ la parte che rappresenta il principio di realtà
 Super Io: E’ qui che si forma la morale per imitazione (inizia a formarsi ancora prima di poter sviluppare un ragionamento razionale, prerogativa dell’io). Si forma inoltre il senso di colpa, che è una parte fondamentale nello studio della schizofrenia.
 ES: In questa parte risiedono gli impulsi che spingono a cercare il piacere e tutti gli eventi che sono stati rimossi. Non esiste tempo e non esiste logica. Principio del piacere.
Freud inizia quindi un lavoro di analisi partendo dalla primissima infanzia e sviluppa quella che viene detta la concezione pansessualistica freudiana. Egli pone la sessualità come elemento essenziale per lo sviluppo della persona, e identifica diverse fasi. Importante ricordare che con sessualità Freud non intende il sesso adulto atto al piacere e alla procreazione, bensì ad una generica ricerca del piacere corporeo.
Il bambino durante lo sviluppo attraversa delle fasi che si differenziano per il modo di ottenere il piacere:
 Fase orale: questa fase va dalla nascita ai due anni. In questa fase il bambino ricerca il piacere attraverso la bocca, che è la prima zona erogena, portando alla bocca tutto, dal seno della mamma al giocattolo. Questo è il suo primo modo di conoscere il mondo.
Nei primi mesi di vita il bambino non distingue il resto del mondo come qualcosa di distinto da sé, e quando inizia a realizzare che non è immediato che la mamma lo allatti appena lui si mette a piangere subentra un meccanismo di frustrazione: si rompe l’egocentrismo primario ed il bimbo comincia a distinguere la mamma come altro distinto da sé.
Nel primo anno si gettano le basi per la personalità, che si distingue dalla tendenza a succhiare o a mordere del bambino, che diventerà gregario (passività del succhiare) o aggressivo (attività del mordere). Qui si colloca la presenza dell’oggetto transazionale, cioè un oggetto che conforta e dà sicurezza al bambino.
 Fase anale: è la fase successiva alla fase orale, e va dai due ai quattro anni circa. In questa fase il bambino prova piacere nello stringere gli sfinteri. Questo è associato all’educazione a farla nel vasino e alla ricerca di autonomia del bambino, che entra inoltre nella fase del no, in cui nega tutto per appropriarsi sempre più dell’autonomia.
 Fase fallica: questa fase corre fino a circa sei anni, ed è una fase cruciale per l’identificazione di genere del bambino, che comincia a comprendere la diversità del proprio organo genitale. Nel bambino si sviluppa il complesso di castrazione, poiché vedendo che la sorellina ha dei genitali diversi teme che possano essere tolti anche a lui. La bambina invece sviluppa l’invidia del pene, poiché nota di avere qualcosa in meno rispetto al fratello.
In questa fase nasce il complesso di Edipo, cioè la crisi emotiva provocata dal desiderio sessuale del bambino verso la mamma e la gelosia nei confronti del papà. Nella bambina si sviluppa un complesso equivalente detto di Elettra. La fase del complesso viene di solito superata senza problemi con l’identificazione e l’imitazione del genitore del sesso opposto. In questa fase si impara quindi a diventare maschi o femmine, e le tendenze omosessuali o transgender vengono fatte risalire a problemi nel superamento del complesso.
 Fase di latenza: in questa fase il bambino subisce una tregua da parte delle pulsioni sessuali, in quanto concentrato nella socializzazione e nel realizzare la sua autonomia.
 Fase genitale: è la fase che copre pubertà ed adolescenza, in cui si forma definitivamente la propria identità sessuale, che preluderà alla sessualità adulta.
Il mancato completamento, o il completamento scorretto, di una di queste fasi può portare il soggetto alla malattia mentale.
Per Freud la società spinge l’uomo al disagio e all’infelicità, dato che lo costringe a trattenere le proprie pulsioni.
Nell’ambito della moralità si distingue il problema del senso di colpa, che affligge in particolar modo i malati mentali. Questo si instaura nel momento in cui un comando esterno, come il divieto a far qualcosa, viene interiorizzato dal bambino al punto che lui stesso capisce che non deve compierlo. Nel malato mentale questo viene estremizzato al punto da provocare la malattia.

Meccanismi di difesa

Anna Freud prosegue il lavoro del padre ed identifica dei meccanismi all’interno della psiche con la funzione di proteggerla: essi sono i meccanismi di difesa. Sono una sorta di maschera con cui l’inconscio difende la personalità, e sono in completa buona fede, al punto che non ci si accorge nemmeno di averli in atto.
I meccanismi di difesa sono di tre tipi principali:
 Meccanismi di difesa nevrotici: hanno lo scopo di appianare il conflitto tra le pulsioni e le proibizioni, facilitano la regressione dell’impulso e l’incanalamento verso forme più controllabili.
 Meccanismi di difesa psicotici: l’angoscia per la scissione o l’impatto con la realtà porta a sviluppare un comportamento autistico o narcisistico per negare la realtà.
 Meccanismi di difesa degli stati limite: nascono per calmare lo stato di angoscia provocato dalla paura di perdere un oggetto amato, e hanno lo scopo di evitarne la perdita. Per fare questo l’oggetto viene diviso in due parti, di cui una è la parte buona e l’altra la parte cattiva.
I meccanismi di difesa sono svariati:
 Regressione: ritorno ad una fase di vita precedente, ad esempio dalla fase adulta alla fase orale nel caso in cui lo stress spinga a mangiar di più. Può presentarsi in ogni fase della vita, sia in condizioni di salute che in condizioni di malattia mentale.
 Rimozione: il soggetto tende a rimuovere e mantenere a livello inconscio situazioni o pensieri che potrebbero provocare dispiacere se emergessero. È una condizione presente in tutti soggetti, sia sani che malati (es: rimozione del complesso di Edipo), ma in particolare si presenta nei soggetti isterici.
 Proiezione/Introiezione: sono due meccanismi opposti che consistono nel proiettare su altri parti di sé che si vorrebbero eliminare, oppure cercare di far proprie le parti migliori degli altri. La proiezione è tipica dei soggetti paranoidi, mentre l’introiezione avviene anche nel bambino quando imita i genitori.
 Scissione dell’oggetto: l’oggetto amato viene diviso in due parti, di cui una buona e una cattiva. Presente nelle forme schizoparanoidi.
 Conversione nell’opposto/Riflessione sulla propria persona: sono meccanismi di difesa opposti e che spesso vanno in coppia. La prima fa sì che una pulsione venga trasformata nel suo opposto (es: amore-odio in caso di rifiuto), l’altra che il sentimento rivolto all’altro venga rivolto su se stessi.
 Isolamento: consiste nell’isolare un evento traumatico senza però cancellarlo dalla memoria, semplicemente non provando emozioni al riguardo. È tipico delle nevrosi ossessive.
 Annullamento retroattivo: tipico delle nevrosi ossessive. Il soggetto cerca di eliminare un’azione che considera disdicevole compiendone un’altra. (es: si lava le mani di continuo perché si masturba)
 Formazione reattiva: tipico delle nevrosi ossessive consiste nel compiere azioni opposte al desiderio, ad esempio un soggetto che vorrebbe spendere invece si dimostra molto avaro
 Sublimazione: il soggetto per deviare una pulsione la incanala in qualcos’altro. Un esempio è l’impegno in un hobby.

Dopo Freud

Dopo Freud vi furono diversi studiosi che si dedicarono allo studio della psiche, anche contraddicendolo.
uno di questi è Adler, che sostiene che la libido sessuale sia solo una parte di quella che lui definisce volontà di potenza. Per lui gli individui sono tutti guidati dalla volontà di auto affermarsi, e crescono quindi nel dissidio tra questa volontà e il complesso di inferiorità che si forma. Il complesso di inferiorità nasce quando il soggetto scontra le sue ambizioni con il mondo esterno, cioè problemi e competizione, rimanendone sconfitto. Lo sforzo necessario per superare questo complesso consiste nella compensazione, cioè il tentare di realizzarsi in un altro contesto. Nel caso del malato mentale il complesso di inferiorità non viene superato, e nasce quindi una nevrosi.
Altro studiosi che contrasta Freud è Jung. Egli non accetta il pansessualismo, ma sostiene che la sessualità sia solo una porzione della psiche, in quanto esistono elementi che sono presenti a priori, gli archetipi. Essi hanno origine nella mente di ognuno, e sono sempre simili, perché esiste un inconscio collettivo.
Jung sostiene l’esistenza di due tipi psicologici fondamentali: l’estroverso (che con il lato conscio si proietta alla realtà esterna, mentre il suo inconscio è concentrato su se stesso, compensando) e l’introverso, il cui incoscio si proietta alla realtà quando invece il lato conscio è critico si di sé. I meccanismi sono presenti entrambi nell’uomo, ed è la combinazione dell’uno o dell’altro a determinarne la personalità.
Spitz contesta a Freud le fasi dello sviluppo infantile, spostando l’attenzione dalla fase fallica alla fase orale, in cui il bambino assume dei comportamenti che lo sviluppano come persona: nei primi tre mesi il bambino non riconosce il mondo come qualcosa di distinto da sé, e si ha una fase di egocentrismo primario. In seguito il bambino comincia a capire le distanze tra sé e il resto del mondo e riconosce i volti, a cui risponde con un sorriso, dimostrando la matrice affettiva dell’uomo. Attorno all’ottavo mese il bambino riconosce i volti familiari, a cui sorride, e quelli estranei, in fronte ai quali piange (angoscia dell’ottavo mese). A queste fasi segue la fase di diniego, in cui il bambino risponde no a tutto, nasce il ragionamento. Questa fase per Freud avviene nella fase anale, Spitz la colloca ancora nella fase orale.

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