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La riflessione di J.S. Mill è influenzata dalla cultura positivista. L’intento di Mill è quello di fondere il Positivismo francese con l’Utilitarismo inglese, fondato da James Mill e Bentham.
• La logica è una scienza della prova, cioè della scoperta e della dimostrazione.
Esamina le modalità con cui determinate osservazioni empiriche si combinano in nuove associazioni mentali (scoperte) e le procedure metodologiche necessarie alla loro convalida (dimostrazioni). Nella realtà, secondo Mill, esistono solo processi mentali di tipo induttivo (particolare, universale) e, negando ogni innatismo, afferma che ogni conoscenza è prodotto di un’inferenza (ricaviamo proposizioni da altre proposizioni). La logica induttiva di Mill capovolge anche le caratteristiche di universalità del sillogismo, che si basa sulla deduzione e quindi non ha alcun potere dimostrativo. La critica alla logica deduttiva comporta che non esistono verità assiomatiche, poichè l’universalità è sempre essa stessa di natura induttiva, come riassunto di numerose osservazioni particolari. Ogni inferenza è quindi sempre da particolari a particolari. Anche la geometria è frutto di una generalizzazione di osservazioni empiriche.

L’induzione è quindi generalizzazione dell’esperienza: ciò che è vero in certo momento sarà vero in circostanze simili in ogni momento. La garanzia della validità della nostra esperienza è nel presupposto che la natura segua un corso uniforme (uniformità della natura).
• Nel saggio “Sulla libertà”, Mill esprime un liberalismo radicale in ambito politico. La sua concezione è basata sulla priorità dei diritti dell’individuo, da assicurare con un preciso sistema di garanzie rispetto alle esigenze delle istituzioni sociali. Non si può costringere nessuno a fare qualcosa semplicemente perchè si è convinti che ciò sia un bene per lui.
• Libertà fondamentali:
1) La libertà ideologica, la libertà di pensiero;
2) La libertà dei gusti, ossia la libertà di regolare la propria vita come aggrada;
3) La libertà di associazione, ossia la libertà di riunirsi per qualunque scopo che non implichi danno agli altri.
La democrazia deve basarsi sulla tutela di tali libertà e su un sistema elettorale che garantisca l’uguaglianza di tutti i cittadini.
• Con Stuart Mill la tolleranza diventa un elemento indispensabile alla vitalità della società. L’assenza di un confronto con idee diverse porta alla chiusura e al dogmatismo.
In una sana democrazia rappresentativa deve essere garantito un ruolo effettivo delle opposizioni parlamentari e le minoranze vanno rispettate ed ascoltate.
Mill critica aspramente anche il socialismo, soprattutto perchè deprime l’iniziativa individuale. Lo Stato non deve nemmeno intervenire con legislazioni che distribuiscano la ricchezza in modo più equo, poichè ciò porterebbe i più poveri all’abitudine alla dipendeza dai sussidi. Lo Stato deve piuttosto favorire la cooperazione.
• Per un’utilitarista solo l’azione volta a garantire la felicità per il maggior numero di persone è moralmente corretta (“Ama il prossimo tuo come te stesso”).
• Al contrario di Comte, Mill afferma che sia possibile una psicologia scientifica, che avrebbe come oggetto le modalità con cui l’ambiente influisce sull’individuo.
• Dio e umanità sono chiamati a cooperare in vista del perfezionamento del mondo.

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