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CARL GUSTAV JUNG

Nasce in Svizzera nel 1875. Tra il 1906 e il 1912 matura la propria adesione alla filosofia Freudiana, da cui si allontana elaborando una propria teoria: la PSICOLOGIA ANALITICA. Compie molti viaggi che hanno come scopo la conoscenza e la comprensione dei popoli così definiti "primitivi".
A Zurigo fonda nel 1948 il Carl Gustav Jung institute e muore nella medesima città nel 1961. Le sue opere più importanti sono Psicologia dell'Inconscio, i tipi psicologici, L'Io E l'Inconscio e Psicologia e Religione.
Dopo aver sostenuto e collaborato con Freud, Jung contesta il "pansessualismo" della psicanalisi e approva la visione dell'inconscio individuale come slancio verso la vita, parte di un inconscio più vasto che comprende tutto il gruppo in cui l'individuo vive: l'Inconscio collettivo.
Quest'ultimo è ricco di archetipi o modelli che bisogna tener presente nell'indagine dei disturbi nevrotici causati secondo Jung da squilibri tra questi modelli e la cultura propria dell'individuo singolo.

Gli archetipi (Vecchio, madre, bambino, padre, amore, dio, nascita, morte) sono presenti in tutte le culture umane e collaborano della memoria collettiva fatta di miti e storia. Gli studi junghiani sono pertanto rivolti all'indagine degli archetipi che hanno formato la cultura di un popolo e che hanno contribuito alla formazione allo sviluppo dell'etnologia, dell'antropologia e della sociologia.

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