pexolo di pexolo
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Archetipi

«Essi rappresentano o personificano certe condizioni istintive dell’oscura psiche primitiva, della radice vera e propria, ma invisibile, della coscienza». Jung trova questo termine già in Filone (con riferimento all'immagine di Dio nell’uomo) e li paragona alle Idee platoniche: anch'essi sono forme pure e universali, sottratte al divenire e al mutamento, proprie della psiche individuale ma, mentre quelle avevano in sé un carattere di perfezione, l’archetipo ha, in sé, sia una parte chiara che una parte oscura. Vengono intesi come una sorta di kantiane “forme a priori” che concorrono, come serbatoio originario dell’immaginazione, alla formazione dei simboli; per questo essi spiegano l’esistenza, su tutta la Terra e in forme identiche, di determinati elementi e motivi leggendari (immagini) che si ritrovano nelle favole e nei miti, al di sotto dei quali Jung scopre infatti archetipi come la nascita, la morte, il padre, la madre, l’amore, Dio, la pace, la guerra ecc. L’archetipo non è da intendersi come rappresentazione ereditaria, perché in quel caso saremmo in grado di comprenderlo e non resteremmo stupefatti e perplessi dinnanzi ad esso. Esso è, invece, una disposizione presente nell'inconscio e pronta a generare rappresentazioni, che in fondo sono le stesse, ma assumono anche forme e caratteri diversi. Nel linguaggio figurato, proprio dell’inconscio, appaiono in
forma personificata o simbolica, sono sempre delle metafore. Tra gli archetipi più importanti vi sono l’Ombra, l’Anima e l’Animus.

Ombra


Nella terminologia junghiana, simboleggia il lato inferiore, animale, della natura umana: essa tuttavia completa e dà spicco alla personalità. Essendo vicina al mondo degli istinti è molto pericoloso non tenerne conto perché può comportare pericolose dissociazioni. In senso più ampio è la personificazione di quanto non conosciamo di noi. «La “figura viva” ha bisogno di profonde ombre, per apparire plastica. Senza le ombre, rimane un’immagine fallace e piatta, oppure un bambino più o meno ben educato». La difficoltà con l’Ombra è di natura morale, perché si tratta (nel rapporto da recuperare con essa) di acquisire conoscenza di sé, degli aspetti meno positivi, dei valori inferiori.

Anima


Ricorda Maya, la danzatrice che, nella tradizione orientale, suscita illusioni. Simboleggia la Madre, quindi il rapporto del figlio con la madre e con le sue proiezioni, è ciò che avviluppa, stringe e divora (causa di inettitudine). È l’Eros, ma passivo, che vuole essere preso, avviluppato e divorato. Rappresenta «Il cerchio incantato della madre, che nutre e protegge, lo stato di lattante alleviato da qualsiasi preoccupazione». Questa immagine gli impedisce di soddisfare la sua sete insaziata di vita e di mondo. La differenziazione dell’Io dalla madre sta all'inizio di ogni presa di coscienza, che permette di superare l’archetipo ancestrale delle nozze della madre con il figlio. L’Anima svolge anche una funzione positiva, quando l’Eros è attivo e permette all'uomo relazione e connessione.

Animus


Fattore equivalente dell’Anima, nella donna. All'Eros presente nell'uomo corrisponde, nella donna, il Lógos paterno: questa distinzione sta ad indicare, in un caso, le reazioni femminili e irrazionali degli uomini, nell'altro la propensione all'argomentazione che si vede nelle discussioni, quando le donne vogliono aver ragione, e non a caso è rappresentato dal Lógos, “discorso”.Indica, nella donna, la produzione di opinioni, che poggiano su premesse tanto inconsce quanto aprioristiche. «L'Animus è una specie di assemblea di padri e di altre autorità, che ex cathedra emettono inoppugnabili, “ragionevoli” sentenze. A guardar meglio, queste pretenziose sentenze sono principalmente parole e opinioni raccolte, forse inconsciamente, nell'infanzia, e ammucchiate insieme in un canone di media verità, giustezza e ragionevolezza. […] Talora queste opinioni appaiono nella forma del cosiddetto buonsenso, talora in forma di princìpi che non sono che la caricatura di un’educazione. “Si è sempre fatto così”, oppure “Ognuno dice che sia così”». L'Animus svolge anche una funzione positiva, quando il Lógos impone riflessività e ponderatezza alla coscienza.
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