Concetti Chiave
- Giovanni Reale analizza i caratteri distintivi della filosofia ellenistica, evidenziando il ritorno al pensiero di Socrate attraverso epicureismo, stoicismo e scetticismo.
- La filosofia è concepita come arte del vivere, sottolineando l'importanza della coerenza tra dottrina e modalità di vita, come dimostrato da Socrate.
- Tutte le scuole ellenistiche concordano sull'idea di autarchia, spingendo l'individuo a bastare a se stesso in un contesto di incertezze.
- Il fine morale di queste scuole è l'atarassia, ovvero la pace dello spirito, raggiunta attraverso diverse pratiche di eliminazione delle sofferenze e turbamenti.
- L'ideale del saggio emerge come figura mitica e felice, portatore delle virtù necessarie per vivere bene, paragonabile alla felicità divina.
Giovanni Reale, la filosofia antica
Reale riassume quelli che sono i caratteri salienti della filosofia in età ellenistica mostrando come i singoli movimenti: epicureismo, stoicismo e scetticismo, segnano un ritorno al pensiero di Socrate.
* Nell’epicureismo si ritrova il principio del piacere che nasce dal bastare a se stessi.
* Nello stoicismo c’è un corretto uso del logos, proprio come in Socrate.
* Nello scetticismo si ritrova, invece, la scepsi, del non sapere socratico.
Filosofia come arte del vivere
La concezione della filosofia intesa come arte del vivere, ossia come saggezza pratica, doveva necessariamente riportare in primo piano le istanze socratiche.
Gli stoici fanno dipendere virtù[ dalla conoscenza ma soprattutto la convinzione che costituì come il minimo comune denominatore di tutti i sistemi dell’età ellenistica, secondo cui il vero filosofo è tale solo se e nella misura in cui sa realizzare una piena coerenza fra dottrina e vita, o, meglio tra teoria e modo di vivere e morire.
Infatti, i capolavori dei filosofi di questa epoca non furono solo i loro libri, ma anche i loro modi di vivere e morire che furono in pieno accordo tra loro, basti pensare a Socrate e alla sua morte pur di non rinunciare e cambiare il suo pensiero.
Concezioni comuni delle scuole ellenistiche
Le nuove concezioni filosofiche presentano tratti comuni e istanze identiche, pur essendo diversi tra loro.
L’idea che già fu di Socrate, e che alcuni suoi seguaci avevano già portato in primo piano, cioè l’idea del bastare a se stessi diviene ora dominante.
Non avendo più i punti di riferimento certi, l’uomo si convince che deve bastare a se stesso (autarchia-autosufficienza).
Felicità e atarassia
Anche il fine morale di queste scuole ellenistiche coincide: tutte vogliono insegnare come essere felici e tutte identificano la felicità con qualcosa che è più negativo che positivo.
Tutti concordano nell’affermare che la felicità sta nell’atarassia, ossia nella pace dello spirito.
Epicuro cerca la pace dello spirito:
* Nell’aponia (cioè nella soppressione del dolore fisico)
* Nell’atarassia (cioè nell’eliminazione di ogni turbamento dell’animo)
Zenone la cerca:
* Nell’apatia
* Nell’impassibilità
* Nella soppressione di tutte le passioni dell’animo
Pirrone la cerca:
* Nella totale rinuncia
* Nella piena indifferenza
* Nell’insensibilità
Ideale del saggio
Comune a tutte le scuole ellenistiche è anche l’ideale del saggio che viene innalzato a vertici mitici.
Il saggio è portatore di tutte le virtù che le nuove filosofie riconoscono essenziali per vivere felici, quindi è l’uomo felice per eccellenza.
Il saggio non ha nulla da invidiare agli dei, perché la sua felicità non differisce qualitativamente da quella degli dei.
Domande da interrogazione
- Qual è il legame tra la filosofia ellenistica e il pensiero di Socrate?
- Come viene concepita la filosofia nell'età ellenistica?
- Qual è il fine morale comune delle scuole filosofiche ellenistiche?
- Qual è l'ideale del saggio nelle scuole ellenistiche?
La filosofia ellenistica, attraverso movimenti come epicureismo, stoicismo e scetticismo, segna un ritorno al pensiero di Socrate, enfatizzando principi come il piacere dell'autosufficienza, l'uso corretto del logos e la scepsi del non sapere (Reale).
La filosofia è vista come arte del vivere, una saggezza pratica che richiede coerenza tra dottrina e vita, come dimostrato dalla vita e dalla morte di Socrate, che incarnano l'ideale di un filosofo (Reale).
Tutte le scuole ellenistiche mirano a insegnare come essere felici, identificando la felicità con l'atarassia, ovvero la pace dello spirito, e concordano su come raggiungerla attraverso la soppressione del dolore e delle passioni (Reale).
L'ideale del saggio è centrale in tutte le scuole ellenistiche; egli è visto come l'uomo felice per eccellenza, portatore di virtù essenziali e la cui felicità non differisce qualitativamente da quella degli dei (Reale).