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Epicureismo

filosofia di Epicuro

L’Epicureismo viene considerato uno dei più importanti indirizzi filosofici dell’età ellenistica, fu fondato da un filosofo greco, Epicuro.
Epicuro: Su di Epicuro abbiamo pochissime testimonianze scritte dirette, ma molte testimonianze indirette, basta pensare nel mondo latino a Lucrezio e al suo poema De Rerum Natura.
Dopo aver a lungo viaggiato, Epicuro andò ad Atene dove acquisto una casa con il celebre “Giardino di Epicureo”, dove visse e insegnò aprendo le porte a tutti, dotti e ignoranti, uomini e donne, liberi e schiavi, in una comunità di vita basata sulla ricerca della felicità.

Le malattie dell’uomo-Tetrafarmaco nella filosofia epicurea:
Secondo Epicuro le malattie fondamentali dell’uomo sono le paure, quindi bisogna trovare un farmaco per curare le paure della morte, degli dei, del dolore, della sofferenza e raggiungere la felicità e queste malattie vengono curate con la teoria del tetrafarmaco, che comprende quattro verità da tenere sempre presenti in quanto capaci di allontanare le principali paure cui l’uomo è sempre stato soggetto:

1. Gli dei non sono da temere in quanto per loro natura non si interessano delle vicende umane;
2. Non si deve temere la morte poiché quando c’è lei non ci siamo noi;
3. Il bene è facile da procurarsi;
4. Il male è facile a tollerarsi poiché il dolore è una condizione provvisoria e di breve durata.

L’etica del piacere:
Tutta la riflessione metafisica e gnoseologica di Epicuro ha come centro l’etica che consiste nella ricerca del piacere. Il piacere da ricercare e da raggiungere è essenzialmente assenza di dolore (aponia) e assenza di turbamento (atarassia). Il piacere è per Epicuro il fine cui tende naturalmente l’uomo. I piaceri possono essere:
* naturali
* non naturali
* necessari
* non necessari

Si devono evitare quelli non naturali e, tra quelli naturali, vanno cercati solo quelli necessari: questi infatti sono catastematico, cioè stabili e tranquilli, senza dolore ne turbamento. Nel piacere catastematico consiste, quindi, la felicità.
Autosufficienza e amicizia:
Il saggio disciplina i desideri e i bisogni seguendo la natura:non è quindi in balìa di desideri e aspirazioni che possono turbarlo. Non si affida alla fortuna, ma ripone in se stesso e non in altro la causa degli avvenimenti che lo riguardano. Il saggio afferma, in entrambi i modi, la propria libertà dimostrando di essere padrone di se stesso e di bastare a se stesso. Ciò non vuol dire che il saggio debba vivere isolato, sdegnando ogni rapporto con gli altri uomini. Solo nelle loro piccole comunità filosofiche i saggi possono realizzare e coltivare amicizia, che costituisce il vero, autentico legame umano, che è insieme, condivisione di studio e riflessione, ma anche concordia, aiuto e reciproco sostegno.

Epicuro suggerisce il distacco dalla vita politica, perché portatrice di affanni, consiglia infatti a tal proposito il “vivi nascosto”, ma non il rifiuto della società e dello Stato. Di una società e di uno stato, infatti, l’uomo ha bisogno anche se non è affatto un “animale politico”.
Lo stato nasce solo sulla base dell’utile reciproco, quindi per la necessità di porre fine all’insicurezza e al bisogno in cui gli individui si trovavano prima. Quanto al saggio, solo se lo Stato riesce a garantire la pace e l’ordine politico e sociale egli può realizzare in tranquillità il modello di vita che la dottrina epicurea propone.

Atomismo e sensismo:
Alla riflessione e alle ricerca morale sono subordinate le altre due componenti della filosofia di Epicuro:
* una fisica che riprende e sviluppa l’atomismo di Democrito
* una teoria della conoscenza fondata sulla sensibilità.

Atomismo e il clinamen: L’atomismo meglio di altre concezioni del mondo aiuta a vivere liberi dalle paure degli dei e dell’aldilà.
Epicuro si oppone quindi alla metafisica platonica e aristotelica, di cui respinge in particolare tre assunti:

* l’esistenza di una realtà soprasensibile (tutto è costituito da atomi = tutto è materia)
* la svalutazione della materia
* la concezione finalistica, cioè l’idea che la natura sia regolata da un ordine provvidenziale (sostituita dalle teoria dle cliname).
Per Epicuro, tutto è atomo e composto di atomi.
“Nulla nasce dal nulla”, quindi l’universo è sempre stato.
Gli atomi sono indivisibili e si muovono nel vuoto, essi non potrebbero muoversi se il vuoto non esistesse; ma, poiché il movimento esiste, deve esistere anche il vuoto, inteso come spazio di movimento degli atomi e non come "nulla".
Infiniti mondi incessantemente si formano, mediante aggregazioni atomiche, e successivamente si scompongono.
E poiché anche il cielo e gli astri sono composti di atomi, è del tutto errato pensare (come aveva fatto Aristotele) che il mondo celeste sia totalmente diverso da quello terrestre e che abbia natura divina.
Epicuro corregge la teoria di Democrito su due punti:
* Gli atomi sono caratterizzati dal peso: è il peso a determinare il loro moto verso il basso
* Le aggregazioni atomiche si possono realizzare solo grazie a una devinazione casuale degli atomi detta clinamen, cioè a una deviazione degli atomi rispetto al loro moto rettilineo, che produce gli urti tra gli atomi stessi e poi la loro aggregazione

Il primato della sensibilità:
Anche la teoria della conoscenza, e cioè la ricerca del canone, insieme delle regole per una buona conoscenza, conferma la possibilità di liberare l’uomo dalle paure, liberandolo anzitutto dalle conoscenze infondate e dalle false opinioni.

Per Epicuro la conoscenza è basata sui sensi. Egli sostiene (al contrario di Socrate, Platone e Aristotele) il primato del senso sull’intelletto: le sensazioni rispecchiano la realtà, se sono la rappresentazione evidente e sono quindi di per sé vere. Nemmeno il ragionamento può confutarle, poiché dipende esso stesso dalle sensazioni.
In seguito a ripetute sensazioni, e cioè attraverso la memoria di ciò che più volte è percepito, si determina a noi lo “schema generale” di una determinata realtà, un anticipazione (prolessi).
Tale schema permette all’individuo di anticipare i caratteri di quella realtà senza che essa sia direttamente percepita. Tali anticipazioni sono, pertanto, alla base di ogni attività razionale e del linguaggio.
Epicuro, infine, ritiene che anche i sentimenti costituiscano un criterio di verità. In particolare, i sentimenti di piacere e dolore ci permettono di capire quali cose siano da cercare, in quanto portatrici di piacere, e quali da evitare.

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