Nietzsche

- Nasce in una famiglia protestante nel 1844. Poco dopo il padre muore e la famiglia è costretta a trasferirsi.
- Nel 1869 inizia ad insegnare letteratura greca e in questi anni stringe un forte legame con il musicista Wagner che rappresenterà la sua “unica consolazione”.
- Inizia poi ad avere I primo sintomi della malattia che lo porterà alla morte nel 1900.
Nel passato la malattia di Nietzsche è stato un tema fortemente criticato perché essa oscurava il pensiero del filosofo creando così un pensiero malato prodotto da una mente malata.
Successivamente, la sua malattia venne rivalutata in quanto si notò che contribuiva alla sua creatività filosofica: la filosofia di Nietzsche va giudicata per quello che oggettivamente dice.
Il suo pensiero è stato associato alla cultura nazifascista: senza alcuni aspetti della sua filosofia, il nazismo non sarebbe diventato ciò che fu al tempo.
La lettura “il filosofo e la politica” (1931) è stata agevolata dalle operazioni messe in atto dalla sorella che ha contribuito a diffondere un immagine reazionaria del fratello.
Nel dopo guerra le interpretazioni del pensiero di Nietzsche sono state rivalutate e il filosofo ha acquisito la figura di filosofo progressista.

Le caratteristiche del pensiero e della scrittura di Nietzsche

Il pensiero di Nietzsche è caratterizzato da un critica radicale della civiltà e della filosofia dell’Occidente.
Egli delinea così un nuovo tipo di umanità Superuomo
Egli ricerca nuove modalità espressive e nuove forme di comunicazione filosofica: il filosofo opta per la forma breve dell’aforisma, cioè dell’illuminazione istantanea finalizzata a far cogliere le cose “al volo”.
Nelle sue opere Nietzsche utilizza un tono personale e coinvolgente e il suo pensiero si delinea come programmaticamente sistematico.
- Nel sistema egli scorge un desiderio di impadronirsi della totalità del reale che egli denuncia come illusorio e votato all’insuccesso.
- A causa del suo pensiero sistematico, il suo discorso risulta multidimensionale e presenta una pluralità dei significati.
Dato che il pensiero di Nietzsche risulta in continuo cambiamento, la sua opera viene suddivisa in quattro tappe transitorie:
1. Gli scritti giovanili del periodo Wagneriano-Shopenhaueriano.
2. Gli scritti intermedi del periodo illuministico o genealogico.
3. Gli scritti del meriggio o di Zarathustra.
4. Gli scritti degli ultimi anni o del tramonto.

Il periodo giovanile

Nietzsche nel 1872 scrive “Nascita della tragedia”  Il tema centrale è la distinzione tra apollineo e dionisiaco, con la quale l’autore vuole indicare i due impulsi di base dello spirito.
Apollineo = è incline a forme limpide e armoniche della scultura e della poesia epica. Si origina da una sorta di fuga di fronte alla legge del divenire.
Dionisiaco = si esprime nell’esaltazione creatrice della musica e della poesia lirica. E’ frutto della creatività e della vitalità, nonché della partecipazione al continuo divenire del mondo.
L’apollineo nasce come diretta conseguenza di una visione dionisiaca dell’esistenza e dal tentativo di sublimare il caos nella forma, ossia di trasformare l’assurdo in qualcosa di definito e armonico.
In passato, l’impulso apollineo e dionisiaco convivevano separatamente. Successivamente i due impulsi si armonizzarono creano un perfetto accoppiamento tra i due.
Nell’ arte successiva la sintesi tra apollineo e dionisiaco viene messa in discussione dal prevalere dell’apollineo sul dionisiaco: processo di decadenza, tragedia di Euripide.
La celebrazione dello spirito tragico tende a porsi pragmaticamente al di la sia dell’ottimismo che del pessimismo. Per Nietzsche la vita è dolore, essa non ha ne ordine ne scopo (è dominata dal caso).
Risultano quindi possibili due tipi di atteggiamenti di fronte alla vita:
1. Rinuncia e fuga
2. Accettazione della vita così com’è
Il filosofo, inoltre, sceglie di essere un discepolo di Dioniso, ovvero il Dio dell’ebbrezza e della gioia (incarna tutte le passioni che affermano la vita).
Il mondo è per Nietzsche una sorta di gioco sia estetico che tragico, solo l’arte è in grado di comprenderlo veramente - Arte = organo della filosofia.
Tra il 1873 e il 1876 Nietzsche scrive le quattro “considerazioni inattuali” (opera critica della cultura contemporanea). Egli si schiera apertamente contro lo storiografismo e lo storicismo, sostenendo che l’eccesso di storia indebolisce le potenzialità creatrici dell’uomo. Secondo questa cultura storicistica l’uomo è il risultato di un processo necessario, ma secondo Nietzsche nella vita è indispensabile il fattore oblio perché senza una dose di incoscienza non c’è felicità.
Secondo il filosofo esistono tre tipi di storia e di storiografia:
1. Storia monumentale: è propria di chi guarda al passato per cercare modelli e maestri.
2. Storia antiquaria: è propria di chi guarda al passato con fedeltà e amore.
3. Storia critica: è propria di chi guarda al passato come ad un peso di cui liberarsi.
Il periodo illuministico
Questo periodo coincide con l’avvento della scrittura aforistica ed è caratterizzato dal disprezzo dei maestri di un tempo  Nietzsche contesta le formule metafisiche di Schopenhauer e le tendenze artistiche di Wagner. Egli diventa un illuminista, dato che critica la cultura tramite la scienza.
Utilizza un metodo critico e storico-genealogico:
- Critico perché eleva il sospetto a regola di indagine
- Storico - genealogico perché si fonda sull’idea che non esistano realtà statiche o valori immutabili, ma che ogni convinzione sia l’esito di un processo.
Il metodo di pensiero di Nietzsche si articola in due fasi:
1. Analisi storico-concettuale che mostra come quei valori eterni appartengono in realtà a determinati contesti storici.
2. Critica demistificante attraverso la quale si rivela che sotto la presunta assolutezza dei valori vi sono motivazioni e interessi umani.
La critica della metafisica trova la sua espressione nella teoria della morte di Dio: le religioni e le metafisiche sono solo bugie millenarie. Dio è la più antica delle bugie vitali, anche perché l’idea di Dio è confutata dalla stessa realtà.
Morte di Dio: allude alla consapevolezza del venir meno di tutte le certezze assolute che hanno sorretto gli uomini attraverso i millenni: la morte di Dio è un evento ancora in corso perché l’umanità non ne ha ancora preso coscienza.
La morte di Dio è un trauma, ma solo in relazione ad un uomo non ancora super-uomo e che può diventare tale solo in virtù di questo trauma: la morte di Dio coincide con la nascita del superuomo.
Secondo Nietzsche l’uomo può diventare superuomo solo dopo essere passato sul cadavere di tutte le divinità: concezione di un mondo sdivinizzato (Dio è un essere metafisico).
Il periodo di Zarathustra
Dopo la morte di Dio si prospettano due possibilità:
1. Ultimo uomo
2. Super uomo
Zarathustra non è il superuomo ma soltanto il suo profeta: il superuomo è un concetto filosofico con la quale viene espresso un modello di uomo particolare:
- Il superuomo è colui che è in grado di accettare la dimensione tragica e dionisiaca dell’esistenza.
- Il superuomo è un nuovo tipo di uomo che si colloca al di la di ogni tipo antropologico dato.
- Il superuomo è un uomo diverso, capace di creare nuovi valori e di rapportarsi in modo inedito alla realtà.
Zarathustra descrive il senso e la genesi del superuomo che avviene attraverso 3 fasi:
1. Lo spirito diventa cammello (l’uomo porta i pesi della tradizione).
2. Il cammello leone (l’uomo si libera dai fardelli etici).
3. Il leone fanciullo (rappresenta l’oltreuomo, ovvero quella creatura che sa dire di sì alla vita).
Il superuomo rappresenta l’eccezione superiore che si contrappone al “gregge” degli inferiori  il superuomo non rimanda ad un possibile modo di essere tutti, ma ad un possibile modo di essere in pochi.
Nietzsche presenta nella sua opera anche la teoria dell’eterno ritorno, ovvero della ripetizione di tutte le vicende del mondo  l’uomo può diventare superuomo solo a patto di vincere la ripugnanza soffocante del pensiero dell’eterno ritorno e di prendere una decisione coraggiosa nei suoi confronti.
Collocarsi nell’eterno ritorno significa rifiutare la concezione lineare del tempo.
Credere nell’eterno ritorno vuole anche dire:
- Ritenere che il senso dell’essere stia nell’essere stesso
- Disporsi a vivere la vita come coincidenza di essere e di senso
Solo l’oltreuomo è capace di decidere l’eterno ritorno e quindi vivere come se tutto dovesse ritornare.
L’oltreuomo è l’unico in grado di vivere la vita come un gioco creativo e avente in se il proprio senso appagante.

L’ultimo Nietzsche


Le opere dell’ultimo periodo sono caratterizzate dal tema della critica della morale e del cristianesimo. L’autore si propone di distruggere definitivamente le credenze dominanti per far posto all’avvento di un nuovo pensiero, finalizzato alla creazione del superuomo.
In ogni scienza della morale è sempre mancato il problema stesso della morale: è necessario mettere in discussione la morale stessa.
La moralità è l’istinto del gregge nel singolo, infatti i valori della morale non sono altro che la proiezione di tendenze umane che il filosofo ha il compito di svelare.
Il cristianesimo, invece, mediante la nozione di peccato, ha prodotto un tipo di uomo malato e represso, in preda a continui sensi di colpa.
L’uomo cristiano nasconde in sé un’aggressività contro la vita e uno spirito di vendetta contro il prossimo. La Chiesa è esattamente ciò contro cui Gesù ha predicato.
Nietzsche identifica la volontà di potenza con l’intima essenza dell’essere (vita stessa). L’essenza del superuomo consiste nel continuo superamento di sé: la vita rappresenta la libera produzione di se medesima al di la di ogni piano prestabilito.
L’arte, intesa nel senso più ampio di forza creatrice, rappresenta la forma suprema della vita.
La volontà di potenza raggiunge il proprio culmine nell’accettazione dell’eterno ritorno (il superuomo si libera dal peso del passato).

Nichilismo

- Volontà del nulla (ogni atteggiamento di fuga e disgusto nei confronti del mondo concreto).
- Momento storico in cui Dio è morto.
Il nichilismo è la specifica situazione dell’uomo moderno e contemporaneo che finisce per avvertire lo sgomento del vuoto e del nulla. Quanto più l’uomo si è illuso, tanto più è rimasto deluso e non può fare a meno di soffrire un terribile senso di vuoto.
Nietzsche distingue 2 tipi di nichilismo:
1. Nichilismo incompleto: i vecchi valori vengono distrutti, ma i nuovi rimangono fedeli.
2. Nichilismo completo: può rappresentare un segno di debolezza o di forza.
Prospettivismo
Egli intende la storia secondo cui non esistono cose o fatti, ma solo interpretazioni circostanziate di cose o fatti.
Esistono molti e mutevoli punti di vista del mondo e, alla base dio ogni interpretazione, stanno i bisogni e gli interessi collegati all’istinto di conservazione e alla volontà di potenza.
Nietzsche inoltre critica la scienza moderna dato che ha vincolato una visione univoca e quantitativa del mondo: secondo il filosofo non può esistere un solo modello valido.
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