gaiabox di gaiabox
Ominide 3551 punti

L'affermazione o giudizio

L'elemento linguistico che presenta il maggiore interesse logico, per Aristotele, è la proposizione. Ogni proposizione è una combinazione di termini. Per esempio, la proposizione "Socrate ride" è la combinazione dei due termini "Socrate" e "ride". L'unione dei termini fra loro dà luogo a un'affermazione (ap6phasis) o, come si dice utilizzando un'espressione attuale, un giudizio. È attraverso un giudizio che noi affermiamo o neghiamo: verità e falsità non sono dunque proprietà dei termini singoli, che isolatamente non sono né veri, né falsi, ma sono proprietà del giudizio che li connette.
La proposizione è dunque l'espressione verbale di un giudizio. La forma della proposizione su cui si sofferma Aristotele è quella riducibile a un rapporto predicativo, vale a dire a un enunciato composto da un Soggetto (S), da una copula e da un Predicato Per esempio, "Socrate è un filosofo" (S è P).

Verità e falsità di una proposizione

Vera è una proposizione in cui il giudizio che si formula congiunge ciò che nella realtà è congiunto (o disgiunge ciò che è disgiunto); falsa è una proposizione in cui si Congiunge ciò che non è congiunto (o si disgiunge ciò che non è disgiunto).
Non ogni combinazione di termini, tuttavia, si sottopone al criterio di verità e falsità: una preghiera, per esempio, non è né vera, né falsa e lo stesso accade per i comandi le invocazioni, le esclamazioni. Tutte queste espressioni e altre simili fuoriescono perciò dalla logica proposizionale aristotelica e rientrano piuttosto in altri ambiti, per esempio quello poetico.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Antica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email