Concetti Chiave
- Aristotele, nella sua raccolta "Organon", esplora la logica, definendola come una dialettica che analizza il linguaggio e gli elementi del discorso.
- Nel "De interpretatione", il filosofo distingue tra proposizioni assertorie e non assertorie, evidenziando che verità e falsità riguardano solo le prime.
- Le proposizioni sono classificate secondo qualità (affermativa o negativa) e quantità (universale o particolare), generando quattro tipologie fondamentali.
- Il sillogismo, trattato negli "Analitici Primi", è la forma di argomentazione che deduce conclusioni da premesse assertorie, utilizzando soggetto, predicato e termine medio.
- Le proposizioni sillogistiche possono essere valide o non valide, e vere o false, a seconda della connessione tra premesse e conclusione.
Nella sua raccolta “Organon” (dal greco “strumento”) Aristotele affronta il tema della logica, nel quale si occupa del linguaggio e delle sue articolazioni. Per il filosofo infatti la logica, intesa come una dialettica, studia gli elementi di cui uno si serve nel discutere delle scienze vere e proprie.
L'affermazione o giudizio nel “De interpretatione”
Nel “De interpretatione”, trattato raccolto nell’Organon aristotelico, l’interesse del filosofo greco si concentra sugli elementi linguistici che costituiscono il discorso, in particolare sulla proposizione. Rispetto al concetto delle Categorie, infatti, in cui i termini del discorso sono suddivisi secondo le loro caratteristiche specifiche e presentati senza connessione tra loro, nella proposizione gli stessi termini acquistano un nuovo significato e sono in rapporto tra loro. Ad esempio, "Socrate ride" è la combinazione dei due termini "Socrate" e "ride". L'unione dei termini fra loro dà luogo a una proposizione assertoria o affermazione (ap6phasis) o, come si dice utilizzando un'espressione attuale, ad un giudizio. È attraverso un giudizio che noi affermiamo o neghiamo: verità e falsità non sono dunque proprietà dei termini singoli, che isolatamente non sono né veri, né falsi, ma sono proprietà del giudizio che li connette e diventano veri o falsi in rapporto al loro significato finale. Altri tipi di proposizioni non assertorie, che quindi non seguono il criterio di verità e falsità, sono ad esempio le domande, le preghiere, le esortazioni. Non rientrando nell’ambito delle scienze però non interessano il suo discorso sulla logica.Per ulteriori approfondimenti sul De interpretatione vedi qui
Proposizione verbale: verità e falsità?
La proposizione è dunque l'espressione verbale di un giudizio. La forma della proposizione su cui si sofferma Aristotele è quella riducibile a un rapporto predicativo, vale a dire a un enunciato composto da un Soggetto (S), da una copula e da un Predicato (P). Per esempio, "Socrate è un filosofo" (S è P). Si possono ridurre a questo schema anche le proposizioni in cui non è presente la copula, come “Socrate mangia”. Si possono poi classificare le proposizioni secondo criteri di qualità e quantità, verità e falsità. Secondo la qualità una proposizione può essere affermativa o negativa, mentre secondo la quantità può essere universale o particolare. Dalla combinazione di questi criteri si sviluppano quattro tipi di proposizione:- UA: universale affermativa, ad esempio “tutti gli uomini sono mortali”;
- UN: universale negativa, “nessun uomo è mortale”;
- PA: particolare affermativa, “qualche uomo è mortale”;
- PN: particolare negativa, “qualche uomo non è mortale”;
Per ulteriori approfondimenti sulla logica aristotelica vedi qui
Il sillogismo negli “Analitici”
Nel trattato “Analitici Primi”, anch’esso contenuto nell’Organon, Aristotele parla di forma base dell’argomentazione e la individua nel sillogismo, un ragionamento che deduce una conclusione necessaria a determinate premesse. Le premesse del sillogismo sono sempre proposizioni assertorie e solitamente sono due, una premessa minore e una maggiore. La conclusione che ne consegue è anch’essa una proposizione assertoria. Il sillogismo poi si compone di soggetto, predicato e termine medio. Il termine medio compare solo nelle premesse e scompare nella proposizione. Un esempio di proposizione è:- Tutti gli uomini sono mortali (PM)
- Tutti i Greci sono uomini (Pm)
- Tutti i Greci sono mortali (C)

In questo caso il termine medio sono “gli uomini”, che scompare nella conclusione unendo il soggetto, “i Greci”, con il suo predicato, “mortali”. A seconda del ruolo che assume il termine medio nelle premesse (di soggetto o predicato) i sillogismi vengono distinti in tre grandi categorie:
- validi (quando la connessione tra premesse e conclusione è necessaria) ma non veri: le premesse sono false e quindi la conclusione è falsa: “Socrate è un cane, tutti i cani possiedono una stazione di servizio, Socrate possiede una stazione di servizio”;
- validi e veri: “Ogni animale è mortale, ogni uomo è animale, ogni uomo è mortale”;
- non validi ma veri: pur partendo da premesse false giungono a una conclusione vera: “Socrate è greco, tutti i greci sono uomini, Socrate è un filosofo”.
Domande da interrogazione
- Qual è il focus principale del “De interpretatione” di Aristotele?
- Come si classificano le proposizioni secondo Aristotele?
- Qual è la struttura di base del sillogismo secondo Aristotele?
- In che modo Aristotele distingue tra proposizioni valide e non valide?
- Quali tipi di espressioni non rientrano nella logica proposizionale aristotelica?
Nel “De interpretatione”, Aristotele si concentra sugli elementi linguistici che costituiscono il discorso, in particolare sulla proposizione, che unisce termini e consente di formulare giudizi di verità e falsità.
Le proposizioni possono essere classificate secondo criteri di qualità (affermativa o negativa) e quantità (universale o particolare), dando origine a quattro tipi: universale affermativa, universale negativa, particolare affermativa e particolare negativa.
Il sillogismo, descritto negli “Analitici Primi”, è un ragionamento composto da due premesse assertorie e una conclusione, dove il termine medio unisce soggetto e predicato, come nell'esempio: "Tutti gli uomini sono mortali; tutti i Greci sono uomini; quindi, tutti i Greci sono mortali".
Aristotele distingue i sillogismi in validi (connessione necessaria tra premesse e conclusione) e non validi, e all'interno di quelli validi, può esserci una distinzione tra veri e falsi, a seconda della verità delle premesse.
Espressioni come domande, preghiere, comandi e invocazioni non seguono il criterio di verità e falsità e quindi non rientrano nella logica proposizionale aristotelica, ma appartengono ad altri ambiti, come quello poetico.