Aristotele inoltre, attribuisce all’essere diversi concetti basilari:
-essere come accidente
-essere come categorie
-essere come vero
-essere come atto e potenza
Per “categorie”, Aristotele intende le caratteristiche fondamentali e strutturali dell’essere, cioè quelle determinazioni generalissime che ogni essere ha e non può fare a meno di avere. Esse sono:
-la sostanza
-il dove
-la qualità
-il quando
-la quantità
-l’avere
-il giacere
-la relazione
-l’agire
-il subire
Dal punto di visto logico sono i vari modi con cui l’essere si predica elle cose, cioè quei predicati primi o fondamentali che fungono da grandi “caselle” entro cui rientrano o si collocano tutti gli altri predicati possibili
Di tutte le categorie, la più importante è quella della sostanza, poiché tutte le altre, la presuppongono. Infatti la qualità è sempre qualità di qualcosa, la quantità è sempre la quantità di qualcosa.. Ora questo “qualcosa" è la sostanza che è il centro di riferimento, delle categorie.

A stabilire che l’oggetto principale della metafisica è la sostanza, Aristotele perviene anche attraverso un altro procedimento.
Afferma infatti che la metafisica deve auto-costruirsi in analogia con altre scienza. Le varie scienze procedono per “astrazione” ovvero spogliando le cose da tutti i caratteri che sono diversi da quelli che esse stanno studiando. Allo stesso modo deve procedere la filosofia, che deve ridurre i significati della parola “essere” ad un solo significato, perché il suo compito non è quello di considerare l’essere nel movimento, o nella quantità, ma quello di considerare l’essere in quanto essere. Aristotele afferma questo principio in due formule:
-è impossibile e illogico affermare e allo stesso tempo negare un medesimo predicato intorno ad un medesimo oggetto
-è impossibile ontologicamente parlando che un determinato essere sia e insieme non sia quello che è.

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