Bilancio pubblico


Documento contabile, con forma di legge, in cui sono indicate le entrate e le spese dello Stato relative a un determinato periodo di tempo.
Tale strumento si è fatto sempre più fondamentale, nel corso degli anni, parallelamente all'aumento dell'interventismo statale nell'economia; esso è così diventato un mezzo di programmazione degli interventi della pubblica amministrazione, per conseguire importati obbiettivi, quali il progresso sociale delle classi meno abbienti, la tutela dell'occupazione, la lotta all'inflazione, lo sviluppo economico.
Esistono due tipi di Bilancio:
Bilancio consuntivo, riporta le entrate riscosse e le spese sostenute nell'anno precedente;
Bilancio preventivo, fa riferimento alle spese e alle entrate che si programmano per l'anno successivo.

Le funzioni del bilancio


Funzione economica, per suo tramite lo Stato indirizza l'economia nazionale;
Funzione contabile, nel senso che traduce in termini numerici il programma economico del Governo;
Funzione politica, perché la sua approvazione o meno da parte del Parlamento corrisponde a una verifica dell'operato del Governo, infatti l'approvazione della manovra di Bilancio, potrebbe portare alla sfiducia delle Camere verso l'esecutivo qualora non ne condividessero l'impostazione. *
I principi costituzionali relativi al bilancio
La Costituzione contiene diversi articoli relativi al Bilancio pubblico:
Art. 72, l'approvazione del Bilancio da parte del Parlamento deve avvenire attraverso la procedura ordinaria, che prevede una lettura e una discussione approfondita di tutti gli articoli che lo compongono;
Art. 75, le leggi di Bilancio non possono essere sottoposte a referendum abrogativo. ( Ciò è comprensibile dal fatto che, in caso contrario, potrebbero essere molte le proposte referendarie presentate a vario titolo dalle parti sociali e politiche nel caso in cui si ritenessero danneggiate dalle disposizioni di Bilancio);
Art. 81 , indica i contenuti e i limiti del Bilancio:
Ne stabilisce la necessità del controllo parlamentare, nel senso che il Bilancio, predisposto dal Governo, deve essere approvato con legge ordinaria;
Sancisce l'impossibilità di stabilire, con la legge di Bilancio, nuovi tributi;
Prevede che si possa procedere all'esecuzione del Bilancio in via provvisoria, fino a che il Parlamento non lo approvi, per un periodo massimo di 4 mesi;
Attualmente c'è un disegno di legge i revisione costituzionale, che prevedere l'introduzione del principio di pareggio del Bilancio.
Art. 100, dispone che gli atti del Governo volti all'esecuzione del Bilancio siano sottoposti al controllo preventivo di uno specifico organo, la Corte dei Conti, cui è delegato il controllo successivo sulla gestione del Bilancio.

I principi del bilancio pubblico


Il Bilancio dello Stato esplica un ruolo progettuale relativo alle misure economiche da adottare nell'interesse del Paese. Per rispondere a queste funzioni il Bilancio pubblico deve rispettare alcuni principi fondamentali:
Principio di universalità, Il Bilancio deve indicare tutte le spese e tutte le entrate; sono pertanto vietate le “gestioni extra-Bilancio” vale a dire operazioni finanziarie gestite dall'Amministrazione pubblica, fuori dal Bilancio;
Principio di integrità, le entrate e le spese vanno registrate nel loro intero ammontare senza compensazioni tra voci in entrata e voci in uscita. L'obbiettivo è quello di evitare che possano sfuggire alcuni fonti di spesa e si ossa così conoscere la misura esatta del carico tributario;
Principio di veridicità, il Bilancio deve contenere precise indicazioni relative all'erogazione delle spese registrate e all'introito delle entrate previste. In base a questo principio, sono vietate operazioni di sovrastima delle entrate o di sottostima delle uscite;
Principio di specializzazione, in base a tale criterio, le entrate e le spese devono essere indicate nel Bilancio in modo analitico e dettagliato, così da rendere estremamente preciso l'operato del Governo in materia economica;
Principio di pubblicità, Il Bilancio deve essere portato a conoscenza delle collettività, attraverso la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica.

Il bilancio preventivo

È organizzato in :
Missioni, che indicano gli obbiettivi perseguiti con la spesa pubblica; servono a rendere più trasparenti le destinazioni della spesa pubblica e a far conoscere le azioni che verrano svolte dalle singole amministrazioni. ( Ogni missione si realizza attraverso più programmi)
Pprogrammi, che corrispondono ad attività svolte all'interno di ogni singolo Ministero allo scopo di perseguire obbiettivi ben definiti nell'ambito delle finalità istituzionali.
Nell'ambito di ciascun programma le spese si ripartiscono in:
Spese non rimodulabili, corrispondono ai oneri inderogabili, ossi a spese obbligatorie, vincolate a particolari meccanismi determinati dalle leggi;
Spese rimodulabili, che si distinguono in:
Fattori legislativi, ossia spese autorizzate da espressa disposizione legislativa che ne determina l'importo, considerato quale limite massimo di spesa;
Spese di adeguamento al fabbisogno, ossia spese non predeterminate ma che sono quantificate tenendo conto delle esigenze delle amministrazioni.

Le entrate sono articolate su 4 livelli di aggregazione:
1. Le entrate tributarie, derivanti dalla vendita di beni patrimoniali oppure legate all'accensione di prestiti;
2. Si riferisce alla distinzione tra le entrate ricorrenti e quelle non ricorrenti;
3. Viene evidenziata la tipologia dell'entrata;
4. Nelle entrate tributarie si distinguono gli introiti relativi ai singoli tributi in entrate derivanti dall'attività ordinaria di gestione ed entrate derivanti dall'attività di accertamento e controllo.

L'iter di approvazione del bilancio preventivo
Il Bilancio di previsione viene disposto dal Ministro dell'Economia e delle Finanze e deve poi essere presentato a una delle Camere, dopo l'Approvazione del Consiglio dei ministri, entro il 30 settembre.
In considerazione dell’importanza del Bilancio è prevista presso le Camere la sessione di Bilancio, cioè un periodo di tempo ( 1/10 – 31/12 ) in cui i lavori parlamentati vengono interamente destinati all'approvazione della manovra economica;
Si apre successivamente la discussione in aula, che si conclude con la votazione;
Quando si ottiene un testo identico in entrambe le Camere questo viene inviato al Presidente della Repubblica, per la promulgazione, cui segue la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e l'entrata in vigore della legge di Bilancio;

Se il Bilancio non viene approvato entro il 31 dicembre, è possibile che le Camere concedano al Governo, tramite legge, l'esercizio provvisorio del Bilancio, per periodi non superiori ai 4 mesi, allo scopo di evitare la paralisi economica che altrimenti si verificherebbe.

La manovra economica


La manovra economica è l'insieme dei documenti e degli atti normativi attraverso i quali lo Stato gestisce la programmazione economica, con cui si realizzano i programmi e i controlli sull'attività economa del Paese previsti dall'art. 41 della Costituzione.
Rientrano nella manovra economa:
Il Bilancio;
Il documento di programmazione economico-finanziaria (DPEF), in cui il Governo indica gli obiettivi che intende realizzare in ambito economico e sociale per l'anno successivo e in via programmatica, quelli per i 4 mesi successivi. Tale documento viene predisposto dal Ministro dell'Economia e delle Finanze e deve essere presentato dal Governo al Parlamento entro il 30 /06 di ogni anno. È un atto di indirizzo, per cui si possono modificare in corso d'opera le indicazioni programmatiche in esso contenute, per adattarle alle situazioni contingenti e alla realtà economica effettiva.
Il bilancio pluriennale programmatico (BPP), che copre un periodo dai 3 ai 5 anni e che traduce in termini finanziari gli obiettivi contenuti nel DPEF, in modo da renderli più facilmente interpretabili da parte delle Camere. Anch'esso ha valore indicativo.
La legge di stabilità o legge finanziaria, approvata ogni anni dal Parlamento su proposta del Governo, consente di modificare e integrare la legislazione vigente relativa alle spese e alle entrate pubbliche, in modo da poter variare il Bilancio.
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