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Lo Stato


Lo Stato, come lo conosciamo, è un perfezionamento dell’idea assolutistica che consiste nella spersonalizzazione del potere. In origine, lo Stato si identificava con la persona del Sovrano. Si ricorderà la celebre esclamazione di Luigi XIV di Francia: “L’Etat c’est moi”. Così i beni e le persone che costituivano il regno erano, per così dire, proprietà del re, che ne poteva disporre a piacimento. Ma, con lo Stato nel significato attuale, il governo spetta a un ente astratto, lo Stato, appunto, che rappresenta il bene pubblico, non quello del re. Significativa l’espressione di Federico II di Prussia, principe “illuminato”, che si definiva “primo servitore dello Stato”.

Le vicende dello stato

Così, con lo Stato inteso come forma astratta del potere, siamo ai giorni nostri. Questa forma può avere contenuti diversi. Chi eserciterà il potere di governo, entro questa forma? Le antiche distinzioni ritornano. Lo Stato moderno può essere democratico, oligarchico e democratico. Ciò perché, dentro lo Stato si svolge comunque una lotta per il potere, che può produrre risultati diversi. Nell’Ottocento, il potere era nelle mani della borghesia, un piccolo gruppo sociale, se paragonato alla società nel suo complesso; nel XX secolo, con i fascismi, il potere s’è concentrato nelle mani di dittatori; al crollo delle dittature, dopo la II guerra mondiale, la democrazia s’è affermata nelle Costituzioni di quel tempo, tra le quali la nostra. Tutto, entro la cornice dello Stato, come ente sovrano astratto, di cui i diversi poteri si presentano come semplici “organi”. Con ciò, siamo giunti alla soglia della nostra materia.
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