maruss di maruss
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La società per azioni è una persona giuridica, le cui quote di partecipazione sono rappresentate da azioni. Nella società di persone si realizza l’autonomia patrimoniale perfetta, significa che per le obbligazioni sociali risponderà la società solo con il suo patrimonio e i soci hanno una responsabilità limitata alla quota versata.
L’iscrizione della società presso il Registro delle Imprese fa acquisire la personalità giuridica e l’autonomia patrimoniale perfetta. Va fatta entro venti giorni e la società per azioni non può essere irregolare quindi deve essere per forza iscritta.
La costituzione di una s.p.a può avvenire:
-in modo simultaneo ( tutti insieme andiamo dal notaio e decidiamo di fare questo contratto ed è quella più frequente);
-per pubblica sottoscrizione ( c’è un’offerta pubblica di azioni che poco a poco andiamo a comperare fino a che andiamo a sottoscrivere l’intero capitale sociale);
In ogni caso occorre che l’atto costitutivo sia redatto in forma di atto pubblico ( la facciamo noi e la firma viene autenticata da un pubblico ufficiale = notaio).

L’atto costitutivo va fatto a pena di nullità, ciò significa che se esso non è fatto in un determinato modo è nullo, ma c’è la possibilità di sistemarlo.
È nullo quando:
-manca la stipulazione dell’atto costitutivo in forma di atto pubblico;
-manca nell’atto costitutivo le indicazioni di elementi essenziali;
-l’ oggetto sociale è illecito.
Se l’autorità giudiziaria emette sentenza di annullamento, questa non ha efficacia retroattiva, significa che tutti gli atti che abbiamo fatto fino ad oggi sono validi. I soci non sono liberati dall’obbligo dei conferimenti fino a quando non sono soddisfatti i creditori sociali. La nullità si traduce poi in scioglimento della società e la sentenza che la dichiara nomina i liquidatori.
L’atto costitutivo deve contenere:
-le generalità dei soci e il numero delle azioni che ogni socio ha acquistato;
-la denominazione sociale (il Comune dove ha sede la società e la ragione sociale);
-oggetto sociale;
-l’ammontare del capitale sottoscritto e versato. Il capitale sottoscritto sono i conferimenti che i soci si impegnano a fare, ma essi non hanno l’obbligo di versare tutto quanto ( 25%). Il capitale versato sono le somme già versate come anticipo sul totale, perché nel momento in cui decido di entrare a far parte della società non sono obbligato a versare tutto = richiamo dei decimi non ancora versati). Per fare una società il capitale minimo deve essere di 50 000 euro;
-il numero delle azioni e il valore nominale delle azioni;
-il valore dei crediti e dei beni conferiti in natura ( di norma in denaro, ma l’atto costitutivo può prevedere la possibilità di conferimenti sotto forma di crediti o di beni. Per evitare che i conferimenti in natura siano sopravvalutati, comportando un ingiusto vantaggio per il socio conferente o uno svantaggio per i creditori, la legge stabilisce che chi conferisce beni in natura o crediti deve presentare la relazione giurata di un esperto designato dal presidente del Tribunale. Questa relazione deve contenere la descrizione dei beni e dei crediti conferiti, il loro valore e i criteri di valutazione seguiti);
-tutte le norme relative alla distribuzione degli utili;
-la partecipazione agli utili eventualmente accordata ai soci fondatori;
-la durata e se non è scritta la società sarà a tempo indeterminato;
-globalmente l’importo delle spese per la costituzione.
La costituzione può essere fatta per pubblica sottoscrizione, cioè un gruppo di persone decide di fare una società per azioni, ma non bastano i soldi, quindi pubblicano un programma sui giornali e chiedono a chi è interessato di comprare azioni ( fare un investimento). Nel programma vanno indicati: l’oggetto, il capitale, le principali disposizioni dell’atto costitutivo e l’eventuale partecipazione che i promotori si riservano sugli utili.
Lo statuto è una parte integrante dell’atto costitutivo e sono tutte le regole.
Le società per azioni nel mercato finanziario. Quando le società per azioni sono di grandi dimensioni, molto spesso le loro azioni sono quotate sui mercati regolamentati, significa che i risparmiatori possono acquistare queste quote della società entrando nel mercato della Borsa valori ( è un mercato dove si incontra chi domanda e chi offre titoli: azioni e obbligazioni), soggetta al controllo della CONSOB ( è l’organo che vigila sulla Borsa valori e deve vedere che tutto quanto sia attivato correttamente), mentre le azioni non quotate sono ugualmente diffuse ma hanno un patrimonio netto non inferiore a 5 milioni di euro e almeno 200 azionisti e obbligazionisti.
L’azione è un titolo di credito variabile con il quale acquisti il diritto ad avere una parte di questa società e hai il diritto agli utili, a partecipare alle assemblee etc. La persona che compra azioni rischia perché può guadagnare come non.
L’obbligazione è un titolo a reddito fisso. Chi compera obbligazioni è un risparmiatore “tranquillo”.
Se la domanda del titolo è elevata, la quotazione di Borsa risulta superiore al suo valore originale, nel caso opposto la quotazione può scendere al di sotto del prezzo di emissione. Le quotazioni di questi titoli variano in funzione di come va l’azienda e il mercato. Le quotazioni giornaliere costituiscono il fixing, pubblicato sul bollettino di Borsa. Gli andamenti delle quotazioni vengono sintetizzate negli indici di Borsa. La Borsa valori è considerata il parometro dell’economia.
Il capitale di comando è costituito da coloro che hanno la maggioranza di azioni, mentre la parte rimanente del capitale sociale è il capitale flottante.
Come società per azioni c’è la possibilità di fare una società unipersonale. Anche qui la responsabilità è limitata al capitale sociale a patto che il socio abbia effettuato tutti i conferimenti.
L’assemblea dei soci è l’organo deliberativo e sovrano, cioè è l’organo che è chiamato a prendere decisioni come se fossero leggi. Partecipano all’assemblea tutti quei soci che sono possessori di azioni ordinarie.
L’assemblea può essere:
-ordinaria (convocata almeno una volta l’anno, perché approva il bilancio, nomina e determinata il compenso di amministratori e sindaci e approva l’eventuale regolamento dei lavori assembleari)
-straordinaria (non viene fatta necessariamente ogni anno e tratta questioni meno complesse come modificare lo statuto, nominare i liquidatori in caso di scioglimento della società oppure altre materie che sono stabilite dalla legge).

Per quanto riguarda l’assemblea, la legge stabilisce dei paletti:
1) la convocazione. Essa deve essere fatta almeno 15 giorni prima la data dell’assemblea. In questa convocazione ci deve essere scritto quando è convocata l’assemblea in prima e in seconda convocazione e l’ordine del giorno ( o.d.g), perché i soci devono sapere di cosa si andrà a discutere. È obbligatorio nominare un presidente e un segretario, perché da questa riunione deve uscire un verbale.
La delibera può essere:
- nulla ( situazione più grave) quando l’oggetto è impossibile o illecito, quando manca la convocazione dell’assemblea o quando manca il verbale. Gli effetti sono l’assolutezza ( la può prendere chiunque abbia interessi), l’ insanabilità ( nel caso di oggetto impossibile o illecito), la prescrittibilità ( per tre anni) e la rilevabilità d’ufficio.
- annullabile ( situazione meno grave) quando c’è un qualcosa che non rispetta la legge o lo statuto o, quando c’è un voto da parte di un socio in conflitto d’interessi. Gli effetti sono la relatività (la possono fare solo i soci), la sanabilità (si può aggiustare), la prescrittibilità (tre mesi) e non rilevabilità d’ufficio.
Deve essere pubblicata nella Gazzetta ufficiale e le società di grande importanza oltre la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale rendono pubblica la notizia sui quotidiani.
Se non c’è la convocazione in questo modo l’assemblea è nulla e ci si salva da questa nullità con l’assemblea totalitaria, cioè un’assemblea dove partecipa tutto il capitale sociale.
La convocazione giudiziale può essere richiesta da un decimo del capitale sociale;
2) quando è valida l’assemblea in merito al quorum costitutivo in relazione al numero minimo di azioni;
3) quorum deliberativo, cioè quanti voti servono per prendere una decisione.

Le delibere non sono valide quando si verifica un conflitto di interessi, quindi gli amministratori si devono astenere sul prendere decisioni.
La partecipazione in assemblea può essere fatta in teleconferenza o per rappresentanza tramite delega che non può essere in bianco e non è valida per ogni assemblea.
Nel 2004 c’è stata la riforma del diritto societario che ha cambiato i modi di gestione della società. Le diverse forme di governo societario sono:
-il modello tradizionale che è quello più diffuso.
I tre organi che rappresentano la volontà della società sono: l’assemblea ordinaria (organo deliberativo e colei che nomina e revoca gli amministratori), l’amministratore unico (in carica per tre anni) o il consiglio di amministrazione (organo di governo che esegue le delibere stabilite dall’assemblea. È formato da un presidente, dagli amministratori e dagli amministratori delegati, i quali hanno competenze ben stabilite) e il collegio sindacale (organo di controllo).
Le regole da seguire se stiamo in un consiglio sono che ci deve essere la maggioranza del quorum costitutivo e voto a maggioranza assoluta del quorum deliberativo.
-il modello dualistico, dove accanto all’assemblea troviamo il consiglio di sorveglianza e il consiglio di gestione;
-il modello monistico, dove oltre all’assemblea troviamo il consiglio di amministrazione e il comitato di controllo.
Gli amministratori hanno una competenza generale, vuol dire che loro prendono qualsiasi decisione per quanto riguarda la gestione della società e questa competenza generale si manifesta nei tre poteri:
-potere direttivo, perché redigono la società;
-potere esecutivo, mettono in pratica tutte le delibere che sono state prese;
-potere di rappresentanza, perché sono coloro che stipulano contratti e quindi rappresentano la società.
Per quanto riguarda le responsabilità, l’amministratore deve rispettare le regole del mandato seguendo la diligenza del buon padre di famiglia. Queste responsabilità civili sono di tre tipi:
-verso la società, che è di tipo contrattuale e se non segue la diligenza del buon padre di famiglia deve risarcire gli eventuali danni che ha provocato alla società.
-verso i creditori sociali (fornitori), che è di tipo extracontrattuale, perché il vincolo è al di fuori del contratto sociale.
-verso i singoli soci e i terzi, che è di tipo extracontrattuale, perché sarà lui che dovrà rimediare nel risarcimento dei danni provocati da un comportamento colposo o doloso.
Gli amministratori possono avere anche una responsabilità penale.

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