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Separazione dei poteri


L'elemento fondamentale dello Stato moderno è la separazione dei poteri. La concentrazione di tutto il potere dello Stato in un unico organo (fosse pure il Parlamento) lo renderebbe onnipotente e la sua onnipotenza potrebbe facilmente scadere in arbitrio. La separazione, invece, consente a un organo di controllare l’altro, secondo un sistema di pesi e contrappesi. Anche la separazione dei poteri (teorizzata nella celebre opera di Montesquieu, Lo spirito delle leggi del 1748) compare nelle Costituzioni americana e francese della fine del Settecento, ispirate al sistema inglese che l’aveva realizzata già cento anni prima (nel 1689). Attraverso la separazione dei poteri, il potere dello Stato viene diviso in tre e attribuito a tre organi tra loro indipendenti:
- il potere di fare le leggi o potere legislativo è conferito al Parlamento;
-il potere di eseguirle, cioè tradurre in pratica le loro prescrizioni, è attribuito al potere esecutivo che è conferito al Governo;
- il potere di applicare le leggi nei giudizi spetta al potere giudiziario, affidato alla Magistratura.

Soprattutto l’indipendenza del potere giudiziario è essenziale per lo Stato di diritto. Solo così infatti si può garantire al cittadino il diritto di invocare la legge per ottenere protezione contro i torti provocati da altri cittadini o da funzionari dello Stato.

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