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Segmentazione del mondo del lavoro


La flessibilità dei rapporti di lavoro ha determinato la segmentazione del mercato del lavoro, composto da soggetti che hanno stipulato contratti di lavoro di natura diversa (a tempo determinato o indeterminato, mediante parTime, per chiamata diretta, ecc.). I giuristi hanno rilevato il rischio che tale segmentazione possa dar vita a una segregazione lavorativa.

Dal punto di vista economico, la segregazione interessa sempre di più le occupazioni di tipo intellettuale.
Durante gli ultimi decenni, alcune delle tutele giuridiche precedentemente garantite sono state sottratte ai lavoratori soggetti a contratti standard.
Alcune forme di lavoro flessibile sono state introdotte per essere poi abrogate e, talvolta, persino reintrodotte. La mutevolezza della loro vigenza dipende dal governo in carica. Le prime forme di lavoro comparvero a metà degli anni 80, periodo durante il quale il nostro Paese ha subito la prima rivoluzione tecnologica e dei processi produttivi. Il lavoro intellettuale si spostò sul computer e ciò implementò la nascita di forme di lavoro fino ad allora inesistenti.
Tali forme vennero inizialmente etichettate come «contratti atipici»: questa definizione, però, risulta errata poiché le cosiddette «forme atipiche» erano in realtà oggetto di legiferazione.
Contestualmente si diffuse il parTime (contratto di lavoro a tempo parziale). Contestualmente si è diffuso il lavoro accessorio tramite voucher: ogni lavoratore viene pagato staccando un tagliando per ogni ora di lavoro. Nel 2003 nacque la somministrazione del lavoro, che sostituì il cosiddetto «lavoro interinale».
In sintesi, dunque, la flessibilità raggiunta dal mercato del lavoro durante gli ultimi decenni ne ha modificato radicalmente e inevitabilmente la struttura.
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