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Il Presidente della Repubblica

La Parte II della Costituzione, al Titolo II, sono elencati gli articioli che trattano delle elezioni del Presidente della Repubblica e delle relative funzioni. Tali articoli vanno dal n° 83 al n°91.
Nel sistema costituzionale italiano, il Presi dente viene eletto dal Parlamento perché i costituenti hanno voluto evitare che un singolo raccogliesse un enorme prestigio derivante dal consenso di milioni di cittadini e che, per questo, fosse indotto ad agire magari in contrasto col Parlamento. Esisteva, però, un altro rischio e cioè che, agli occhi dei cittadini, il Presidente risultasse espressione di una data maggioranza. Per evitare la subalternità del Presidente ad una maggioranza politica, l’art. 83 ha introdotto il concetto di maggioranza qualificata, cioè molto più ampia. Infatti l’art. 83 stabilisce che il Presidente debba essere eletto con una maggioranza dei due terzi del Parlamento e, se questo non è possibile, dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta (50% + 1 dei votanti).

L’art. 84 stabilisce che può essere eletto Presidente qualsiasi cittadino, uomo o donna, che abbia compiuto almeno 50 anni, pertanto, non è necessario che essa provenga dal mondo politico o che abbia un’esperienza di parlamentare. Quello che conta è che esso dei pieni diritti civili e politici.
La durata della carica è di sette anni e trenta giorni prima della scadenza del settennato, l’art. 84 prevede che il Parlamento si riunisca per procedere all’elezione del nuovo Presidente.
Nel caso in cui il Presidente non possa esercitare le sue funzioni (impedimento per malattia, dimissioni o anche morte), l’incarico passa al presidente del Senato.
Le funzioni presidenziali non sono, né legislative, né esecutive, né giudiziarie. I suoi compiti sono definiti con precisione dall’art. 87. Essendo il simbolo dell’unità nazionale, egli può inviare un messaggio alle due camere per suggerire un certo orientamento su questioni che interessano la nazione. Inoltre, autorizza il Governo a presentare disegni di leggi in Parlamento, presenta ufficialmente al paese le leggi elaborate ed approvate dalle due Camere ed emana i decreti-legge approvati dal Governo. Può anche rinviare una legge alle Camere con un veto sospensivo, accompagnando il suo rifiuto alla promulgazione con un messaggio motivato in cui invita deputati e senatori a riflettere di n uovo sull’intera questione. Tra gli altri poteri, il Presidente ha anche il comando delle Forze Armate e la presidenza del Consiglio Superiore della Magistratura.
L’art. 88 prevede che, in circostanze particolari, il Presidente possa sciogliere le due camere.
Da quanto detto, risulta che il Presidente non ha alcuna diretta responsabilità politica, come invece hanno i membri dell’esecutivo, cioè del Governo. Infatti gli atti del Presidente devono essere sempre controfirmati, a seconda della materia trattata, dal ministro responsabile di questo o quel ministero. Nel caso di atti legislativi veri e propri, il testo presidenziale deve essere controfirmato dal Presidente del Consiglio dei Ministri.

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