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Le origini del diritto del lavoro

Emile Durkheim, considerato uno dei padri fondatori delle scienze sociali, riflettendo sui gravi conflitti insorti alla fine del secolo scorso, in Francia e in tutta l'Europa, tra la classe dei datori di lavoro e la classe dei prestatori di lavoro subordinato, così argomenta nella sua opera La divisione del lavoro sociale (1893) riguardo l'importanza acquisita dalle funzioni economiche nelle società moderne. Con la seconda metà del Settecento era, infatti, intervenuta una profonda trasformazione economica: la rivoluzione industriale aveva sostituito l'impresa artigiana e l'economia a questa collegata con il sistema di fabbrica. La relazione centrale tra imprenditore e operaio, espressa dal contratto di lavoro, non trova però nessuna effettiva regolazione giuridica, se non in qualche sporadico caso. Il modello per tutti ili stati europei divenne il Codice civile napoleonico emanato in Francia nel 1804.

In esso, come in duelli successivi, compreso quello italiano del 1865, trovava spazio soprattutto il concetto di proprietà privata, inteso staticamente come godimento dei beni e non, dinamicamente, come impiego produttivo di essi. L'attività imprenditoriale rimaneva così quasi del tutto estranea ai codici dell'epoca. Di fatto, anche per quasi questo non intervento del legislatore ,essa poteva esercitarsi in piena libertà e autonomia, senza vincoli o restrizioni. Durkheim vide, appunto, nel progredire pericoloso della tensione sociale le conseguenze di questa mancata regolazione da parte dello Stato. Si era costituita una specie di "zona franca" a vantaggio degli imprenditori, i quali potevano imporre le condizioni contrattuali e di lavoro per loro più favorevoli senza nessun limite legale. Ma proprio negli anni in cui Durkheim scriveva, gli scontri di classe si avviavano a una prima, parziale soluzione. La classe operaia, in particolare, aveva maturato, lungo tutto un secolo di lotte sociali durissime, di conquiste e di sconfitte, di avanzamenti faticosi r arretramenti spesso bruschi, la forza contrattuale per imporsi collettivamente attraverso il sindacato. I tempi erano quindi maturi per costruire un insieme di regole che cercasse di riequilibrare condizioni sociali differenti. Nasceva così il diritto del lavoro, separato e autonomo rispetto al corpo tradizionale del diritto privato: il Codice civile. Mentre quest'ultimo regola genericamente i rapporti contrattuali o di proprietà tra soggetti, il diritto del lavoro si volge invece soprattutto alla tutela e allo sviluppo delle classi subordinate.
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