Concetti Chiave
- Emile Durkheim analizza i conflitti tra datori di lavoro e lavoratori subordinati, evidenziando l'importanza delle funzioni economiche nelle società moderne.
- La rivoluzione industriale del Settecento ha sostituito l'economia artigiana con il sistema di fabbrica, senza una regolazione giuridica adeguata del contratto di lavoro.
- Il Codice civile napoleonico del 1804, seguito da altri come quello italiano del 1865, sottolineava la proprietà privata senza considerare l'attività imprenditoriale.
- L'assenza di regolazioni legali ha creato una "zona franca" per gli imprenditori, permettendo loro di imporre condizioni di lavoro favorevoli senza limiti legali.
- La nascita del diritto del lavoro ha portato a un insieme di regole per riequilibrare le condizioni sociali differenti, separandosi dal tradizionale diritto privato.
Le origini del diritto del lavoro
Emile Durkheim, considerato uno dei padri fondatori delle scienze sociali, riflettendo sui gravi conflitti insorti alla fine del secolo scorso, in Francia e in tutta l'Europa, tra la classe dei datori di lavoro e la classe dei prestatori di lavoro subordinato, così argomenta nella sua opera La divisione del lavoro sociale (1893) riguardo l'importanza acquisita dalle funzioni economiche nelle società moderne. Con la seconda metà del Settecento era, infatti, intervenuta una profonda trasformazione economica: la rivoluzione industriale aveva sostituito l'impresa artigiana e l'economia a questa collegata con il sistema di fabbrica.
La relazione centrale tra imprenditore e operaio, espressa dal contratto di lavoro, non trova però nessuna effettiva regolazione giuridica, se non in qualche sporadico caso. Il modello per tutti ili stati europei divenne il Codice civile napoleonico emanato in Francia nel 1804.In esso, come in duelli successivi, compreso quello italiano del 1865, trovava spazio soprattutto il concetto di proprietà privata, inteso staticamente come godimento dei beni e non, dinamicamente, come impiego produttivo di essi. L'attività imprenditoriale rimaneva così quasi del tutto estranea ai codici dell'epoca. Di fatto, anche per quasi questo non intervento del legislatore ,essa poteva esercitarsi in piena libertà e autonomia, senza vincoli o restrizioni. Durkheim vide, appunto, nel progredire pericoloso della tensione sociale le conseguenze di questa mancata regolazione da parte dello Stato. Si era costituita una specie di "zona franca" a vantaggio degli imprenditori, i quali potevano imporre le condizioni contrattuali e di lavoro per loro più favorevoli senza nessun limite legale. Ma proprio negli anni in cui Durkheim scriveva, gli scontri di classe si avviavano a una prima, parziale soluzione. La classe operaia, in particolare, aveva maturato, lungo tutto un secolo di lotte sociali durissime, di conquiste e di sconfitte, di avanzamenti faticosi r arretramenti spesso bruschi, la forza contrattuale per imporsi collettivamente attraverso il sindacato. I tempi erano quindi maturi per costruire un insieme di regole che cercasse di riequilibrare condizioni sociali differenti. Nasceva così il diritto del lavoro, separato e autonomo rispetto al corpo tradizionale del diritto privato: il Codice civile. Mentre quest'ultimo regola genericamente i rapporti contrattuali o di proprietà tra soggetti, il diritto del lavoro si volge invece soprattutto alla tutela e allo sviluppo delle classi subordinate.
Domande da interrogazione
- Qual è stata la trasformazione economica avvenuta nella seconda metà del Settecento?
- Qual era il problema principale con la regolazione giuridica del contratto di lavoro secondo Durkheim?
- Come si è evoluto il diritto del lavoro rispetto al Codice civile?
La rivoluzione industriale ha sostituito l'impresa artigiana con il sistema di fabbrica, portando a una profonda trasformazione economica.
Non c'era una regolazione giuridica effettiva del contratto di lavoro, creando una "zona franca" a vantaggio degli imprenditori che potevano imporre condizioni contrattuali favorevoli senza limiti legali.
Il diritto del lavoro è nato come un insieme di regole separate e autonome rispetto al Codice civile, focalizzandosi sulla tutela e lo sviluppo delle classi subordinate.